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I Parabeni: cosa sono, dove si trovano e che effetti collaterali hanno?

I Parabeni: cosa sono, dove si trovano e che effetti collaterali hanno?

Ormai siamo sempre più consapevoli nell’acquisto e scegliamo prodotti naturali privi di sostanze sintetiche, fra le quali i parabeni. Scopriamo da vicino cosa sono i parabeni, dove si trovano e che effetti collaterali hanno. Cosa sono i parabeni? I parabeni sono sostanze di origine chimica…

InfoPills: Cos’è l’aromaterapia? Quali sono i suoi benefici, le controindicazioni e quali sono gli oli essenziali più comuni.

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InfoPills: Celiachia, malattia celiaca o morbo celiaco – cause, sintomi e alimentazione

InfoPills: Celiachia, malattia celiaca o morbo celiaco – cause, sintomi e alimentazione

La celiachia, chiamata anche morbo celiaco, malattia celiaca oppure sprue non tropicale, è una reazione immunitaria al glutine contenuto nel cibo.

 

Celiachia (morbo celiaco o malattia celiaca) – cause, sintomi e alimentazione

 

Cos’è la celiachia o il morbo celiaco?

 

La celiachia è un disturbo in cui una reazione immunitaria al glutine presente negli alimenti causa alterazioni nell’intestino tenue con conseguente difficoltà nell’assorbimento del cibo.

 

Lo sapevi che: Il glutine contenuto in altri prodotti, come ad esempio i cosmetici, non è assolutamente pericoloso per le persone celiache, perché le molecole di glutine hanno una forma e una dimensione particolare, incapaci di penetrare la barriera cutanea. Solo se ingeriti, questi prodotti possono scatenare una crisi.

 

Di norma, le cellule del sistema immunitario, note come linfociti T, proteggono l’organismo da sostanze estranee, ma nel morbo celiaco attaccano il glutine, provocando così un’infiammazione della parete dell’intestino tenue e un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive.

La celiachia è rara nelle popolazioni non caucasiche, ma in quelle caucasiche colpisce una persona su 1500-2000, ed è particolarmente diffusa negli occidentali di origine irlandese (1 caso su 300).

Le cause della celiachia

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Il glutine è un componente del grano, della segale, dell’orzo e contiene una proteina responsabile della risposta inappropriata del sistema immunitario. Questa proteina si chiama gliadina. Tante persone, per motivi genetici, sono portatrici di alcune proteine (chiamate Complesso Maggiore di Istocompatibilità di tipo II), che collaborando con le cellule immunitarie provocano la reazione del sistema immunitario nei confronti della gliadina.

 

Lo sapevi che: Una conseguenza della celiachia è anche un difetto di produzione di lattasi – l’enzima che aiuta a digerire il lattosio. Questo comporta anche un’intolleranza al latte e ai latticini.

Come viene diagnosticata la celiachia?

 

In circa la metà dei casi la celiachia viene diagnosticata durante l’infanzia: di solito questa patologia si manifesta fra i 6 e i 21 mesi di età, seguita spesso da un’infezione. La diagnosi viene posta solitamente mediante esami di screening del sangue.

 

Quali sono i sintomi della celiachia?

 

Bambini:

  • diarrea;
  • sviluppo carente (ritardo della crescita);
  • calo ponderale.

Adolescenti:

  • ritardo puberale;
  • perdita di capelli (alopecia areata).

Adulti:

  • flatulenza e gonfiore;
  • diarrea cronica (che non risponde al trattamento);
  • calo ponderale;
  • affaticamento cronico, debolezza e mancanza di energia;
  • sintomi da carenza vitaminica: pelle squamosa, lividi, ematuria, formicolio e insensibilità, spasmi muscolari, dolore alle ossa (specie durante la notte);
  • anemia, parzialmente responsabile anche della stanchezza cronica;
  • dermatite erpetiforme, detta anche “celiachia della pelle” (si manifesta in corrispondenza di glutei, ginocchia e gomiti).

Come si cura la celiachia?

 

Appena viene diagnosticata la malattia celiaca, si deve eliminare completamente dalla dieta il glutine. Poiché il glutine è presente in tantissimi alimenti, eliminarlo del tutto risulta molto difficile.

Dove si trova il glutine?

  • prodotti da forno: pane, pizza, biscotti (il glutine è una componente proteica dei cereali presente nel frumento e in alcune varietà di farine e cereali quali grano tenero, grano duro, farro, orzo, segale, kamut, spelta, triticale ecc.),
  • pasta,
  • alimenti pronti,
  • cibi in scatola,
  • burro di noccioline,
  • salse,
  • insaccati,
  • dolci,
  • yogurt.

 

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È importante leggere le etichette dei cibi per accertarsi che non contengano glutine, e durante la preparazione dei cibi evitare la contaminazione incrociata.

È inoltre fondamentale affidarsi a uno specialista, che suggerirà alcune strategie da adottare. Esistono anche tanti gruppi di sopporto in grado di dare consigli validi, e libri di cucina con ricette apposite senza glutine ecc.

Nella maggior parte dei casi è necessario seguire una dieta priva di glutine per il resto della vita.

 

Alimenti naturalmente privi di glutine:

 

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Se non curata, la celiachia può provocare l’insorgere di altre malattie autoimmuni e di degenerare in patologie più serie.

 

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InfoPills: Cos’è il reflusso gastroesofageo? Sintomi, cause, cure e rimedi naturali.

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Avete presente quella sensazione di bruciore allo stomaco, un sintomo che spesso associamo all’indigestione (o dispepsia) o allo stress? Si tratta di reflusso gastroesofageo. Tante persone ne sono affette senza saperlo, ma pur trattandosi di un disturbo molto comune, questo non va affrontato con leggerezza. Vediamo allora cos’è il reflusso gastroesofageo, quali sono i sintomi, le cause, le possibili cure ed i rimedi naturali per alleviare questo disturbo.

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo è il passaggio involontario ed incosciente di una parte del contenuto gastrico nell’esofago, senza compartecipazione della muscolatura gastrica e addominale.

Quando il disturbo si presenta più volte nel corso della giornata e si associa ad altre complicazioni si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).

Con altre parole, il reflusso si verifica quando i succhi gastrici vengono a contatto con la parete dell’esofago – il canale lungo 25-30 cm che collega la bocca con lo stomaco.

Come si verifica il reflusso gastroesofageo?

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L’esofago ha una speciale valvola muscolare, che aprendosi permette il transito del cibo verso lo stomaco, consente l’eruttazione ed il vomito. Questa valvola muscolare si chiama sfintere esofageo inferiore ed ha il compito di impedire la risalita dei succhi gastrici verso l’alto. Il reflusso gastroesofageo si verifica quando lo sfintere esofageo inferiore si rilassa e consente il passaggio verso l’alto del contenuto gastrico. Questo contenuto gastrico ha un’acidità elevata che irrita la mucosa esofagea e scatena i sintomi da reflusso gastroesofageo.

Sintomi del reflusso gastroesofageo:

  • sensazione di rigurgito acido nell’esofago;
  • sensazione di bruciore localizzata al petto e allo stomaco;
  • spasmo esofageo che può causare un dolore retrosternale simile a quello dell’angina pectoris;
  • difficoltà nella progressione di cibo lungo l’esofago (disfagia);
  • sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione;
  • difficoltà digestive, nausea;
  • singhiozzo;
  • inoltre l’irritazione delle mucose dell’esofago può provocare disturbi alle corde vocali, abbassamento di voce, laringite, raucedine, tosse cronica e asma;
  • insonnia.

Cause del reflusso gastroesofageo:


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Voto medio su 11 recensioni: Buono


  1. Alterata funzionalità dello sfintere esofageo, dovuta a fattori alimentari, anatomici, funzionali, ormonali o farmacologici.
  2. Svuotamento gastrico rallentato.
  3. Alterazioni del Ph salivare: la saliva è leggermente basica e, essendo inoltre ricca di bicarbonati, è in grado di tamponare piccole quantità di acido accidentalmente risalite lungo l’esofago. Se per qualche motivo il pH salivare si abbassa questa protezione viene meno e rende l’esofago più suscettibile all’attacco acido.
  4. Pressione esercitata dal feto in gravidanza.
  5. Massiccia presenza di grasso addominale negli obesi.
  6. Fumo.
  7. Ansia.
  8. Stress.

Cure e rimedi per il reflusso gastroesofageo:

  • Adottare una dieta e abitudini alimentari corrette.

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  • Evitare alcuni farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica, come gli antinfiammatori non steroidei e alcuni ansiolitici.

  • No al fumo.

  • Assumere antiacidi, che servono per tamponare il contenuto dei succhi gastrici.

  • Assumere farmaci procinetici, che accelerano il tempo di svuotamento dello stomaco.

  • Previo consulto medico e su prescrizione, assumere i cosiddetti PPI (inibitori della pompa protonica) e gli antagonisti dei recettori H2:

    – che riducono l’acidità delle secrezioni gastriche e impediscono così la corrosione della mucosa esofagea.

  • Gestione dello stress.

  • Rimedi naturali:

– droghe mucillaginose che proteggono la mucosa dello stomaco e dell’esofago, come: altea, acido alginico, malva, lichene islandico, aloe gel.



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InfoPills: Il metabolismo – cos’è e come funziona

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Chiunque abbia seguito una dieta almeno una volta nella vita ha dovuto sicuramente fare i conti con il proprio metabolismo.

Risvegliare il metabolismo… Accelerare il metabolismo… Stimolare il metabolismo… Metabolismo lento… Metabolismo veloce…

Ma che cos’è il metabolismo?

Il metabolismo è un processo che consiste in una serie di reazioni chimiche che avvengono nelle cellule di tutti gli organismi viventi allo scopo di mantenerli in vita. Queste reazioni catalizzate da enzimi consentono agli organismi di crescere e riprodursi, mantenere le proprie strutture e rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente circostante.

La parola “metabolismo” viene dal greco e vuol dire “cambiamento”.

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Abbiamo un metabolismo perché siamo vivi, e la vita richiede energia. Tutti abbiamo bisogno di energia per sopravvivere, respirare, muoverci, pensare, reagire. Questa energia possiamo ricavarla solo consumando e metabolizzando (trasformando) cibo. Il cibo è il nostro combustibile, la nostra sostanza.

Un metabolismo sano e funzionante ci consente di avere a disposizione quantità adeguata di energia di riserva e una struttura (il nostro corpo) forte ed equilibrata.


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Funzioni del metabolismo:

  • Modifica o trasforma il cibo in calore e combustibile o sostanza (tessuto muscolare, grasso, sangue, tessuto osseo).
  • Il metabolismo è costantemente all’opera per bruciare, immagazzinare o costruire.

Il metabolismo rispecchia il nostro stile di vita poiché crea un corpo in grado di sopravvivere alle condizioni cui è sottoposto.

Le diete sbagliate, i cibi privi di nutrienti e uno stress eccessivo rallentano il metabolismo anziché accelerarlo. Prendere peso, convivere con una sensazione di malessere generale e persino ammalarsi di una malattia cronica sono tutti meccanismi a cui il corpo ricorre per far fronte alle nostre azioni o all’ambiente in cui viviamo. La nostra pancia o il nostro sedere potrebbero essere più grossi di quanto dovrebbero a causa dell’ecosistema ambientale, emotivo e biochimico in cui sono inseriti.

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Come accelerare il metabolismo?

Semplicemente aumentando i bisogni vitali del nostro corpo, incrementando il dispendio energetico.

Il dispendio energetico quotidiano è influenzato da tre fattori:

  1. il metabolismo basale – il minimo dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia (in un individuo sano e sedentario il metabolismo basale rappresenta circa il 60-75% del dispendio energetico totale),
  2. la termogenesi indotta dalla dieta e
  3. metabolismo-come-accelerare-pancialeggeral’attività fisica – Più muscoli abbiamo e più calorie consumiamo nel corso della giornata, indipendentemente dall’età, dalla funzionalità tiroidea e dal livello di attività fisica (il muscolo è un tessuto vivo, in continuo rinnovamento e con richieste metaboliche quasi dieci volte superiori rispetto al tessuto adiposo).

Proprio su queste tre componenti devono concentrarsi gli sforzi mirati all’aumento del metabolismo.

Stress e metabolismo

Lo stress provoca un rallentamento del metabolismo.

Sotto stress l’organismo registra una situazione di emergenza e reagisce immagazzinando grassi. Lo stress può inoltre causare un aumento del livello di cortisolo e una riduzione dell’effetto degli ormoni tiroidei sul metabolismo.

Il piacere invece stimola il metabolismo inducendo le ghiandole surrenali a produrre endorfine. A loro volta le endorfine stimolano il cervello a produrre serotonina, l’ormone del buonumore, che a sua volta stimola la tiroide a produrre l’ormone che brucia il grasso. Una vera reazione a catena. Il piacere così fa abbassare i livelli di leptinal’ormone della fame. Ecco perché godere del cibo che mangiamo è importantissimo se vogliamo perdere peso.

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InfoPills: Cosa sono le difese immunitarie?

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Si sente spesso parlare dell’importanza di mantenere e rafforzare le nostre difese immunitarie, specie durante la stagione fredda, quando siamo più esposti a sbalzi termici e condizioni climatiche difficili. Siamo abituati ad associare questo termine ad uno stato di benessere generale senza riuscire a comprendere…