InfoPills: Cos’è l’aromaterapia? Quali sono i suoi benefici, le controindicazioni e quali sono gli oli essenziali più comuni.

Si parla moltissimo dei benefici dell’aromaterapia e dell’utilità degli oli essenziali nel curare diversi disturbi. Ma cos’è l’aromaterapia? Come funziona e quali benefici ha per la nostra salute? Quali sono gli oli essenziali più utilizzati e, soprattutto, che controindicazioni hanno?

Cos’è l’aromaterapia?

L’aromaterapia si basa sui principi della medicina olistica e consiste nell’uso di essenze aromatiche naturali estratte dalle piante per scopi terapeutici.


Gli aromaterapeuti ritengono che le azioni degli oli mantengano e ristabiliscano la forza vitale naturale che sostiene i meccanismi di guarigione dell’organismo.


Come funziona l’aromaterapia e che benefici ha?

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Sembra che gli oli abbiano azioni fisiologiche e psicologiche, queste ultime ottenute attraverso il senso dell’olfatto.

Al livello fisiologico si ritiene che agiscano in quanto assorbite in minuscole quantità attraverso la cute e le mucose nel flusso sanguigno, influenzano gli organi e gli apparati dell’intero corpo.

Gli aromaterapeuti usano molto spesso i massaggi terapeutici per somministrare gli oli. Le miscele oleose sono create individualmente per ciascun paziente, considerando la volatilità degli oli, gli effetti terapeutici di ciascun olio e i profumi da lui preferiti.

Oli essenziali

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Cosa sono gli oli essenziali?

Gli oli essenziali sono gli estratti odorosi delle piante.

Gli oli essenziali si differenziano dagli oli fissi (olio d’oliva, di semi di girasole ecc.) per due motivi:

  1. possono essere distillati;
  2. non lasciano una traccia permanente d’unto sulla carta.

Gli oli essenziali evaporano rapidamente a temperatura ambiente se esposti all’aria, e come gli oli fissi, non sono immediatamente solubili in acqua.

Negli oli essenziali molti componenti si uniscono per produrre una particolare traccia aromatica e terapeutica. I componenti più comuni appartengono alle famiglie chimiche di alcoli, aldeidi, esteri, fenoli, composti di azoto e zolfo. Tuttavia, gli aromaterapeuti non considerano terapeutici i singoli componenti, quanto l’effetto della loro azione combinata. Per questo motivo gli oli sono estratto dall’intera pianta.

La quantità d’olio presente nelle piante varia notevolmente tra circa lo 0, 01% e il 10%. Solo gli oli essenziali puri al 100% sono considerati adeguati all’uso terapeutico.

Tipi di oli essenziali:

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Gli aromaterapeuti classificano gli oli essenziali secondo le loro diverse proprietà terapeutiche (molti oli essenziali sono antisettici) e in base alla volatilità, inserendoli in uno dei tre gruppi seguenti:

1 – Note alte

Sono oli ad azione rapida che stimolano e tonificano maggiormente il corpo e la mente. Esempi: bergamotto, limone, eucalipto.

2 – Note medie

Sono oli moderatamente volatili che agiscono sulle funzioni dell’organismo. Esempi: menta piperita, lavanda, camomilla.

3 – Note di base

Evaporano lentamente e hanno qualità rilassanti e sedative. Esempi: sandalo.

Come utilizzare gli oli essenziali?

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Bagni

Poche gocce d’olio aggiunte nell’acqua molto calda sono utili contro: l’insonnia, disturbi muscolari, problemi circolatori, infezioni vaginali, reumatismi, artrite.

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Bruciatori

I vapori degli oli oltre a profumare la stanza possono essere calmanti e aiutare a combattere disturbi respiratori, ansia, depressione.

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Compresse

Immerse in acqua cada, le compresse di oli essenziali possono alleviare ecchimosi, problemi muscolari, cefalee.

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Inalazioni

Sono consigliate per disturbi respiratori e problemi cutanei. Gli oli vengono aggiunti all’acqua calda in una bacinella oppure spruzzati su un fazzoletto.

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Per via orale

Gli oli possono essere assunti in dosi molto ridotte, aggiunti a zucchero, miele, acqua, vino o tè. Questo metodo è usato per disturbi digestivi, cistite, dismenorrea.

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Massaggi

Consigliati per problemi muscolari, reumatismi, artrite, problemi circolatori, depressione, ansia, cefalea e patologie cutanee.

Gli oli essenziali sono aggiunti a un vettore fisso (come il nocciolo d’albicocca spremuto a freddo, semi di mandorle dolci o d’uva) o a piccole quantità d’olio di germe di grano o alla vitamina E per prevenire l’ossidazione.

Quali sono gli oli essenziali più comuni?

 

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Olio di lavanda

– molto versatile, usato per il trattamento di insonnia, cefalea, ansia, depressione, ustioni, ferite, colpi di calore, punture d’insetto.

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Olio di Eucalipto:

– usato per curare infezioni respiratorie, febbre, esaurimento, crampi, ferite, ulcere cutanee.

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Olio essenziale di Rosemary:

– usato per cattiva circolazione, cefalea, stati di debilitazione generale, scarsa memoria, dolori muscolari.

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Olio essenziale di Tea tree:

– usato in caso di infezioni respiratorie, malattie cutanee, infezioni micotiche, ferite, punture d’insetto.

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Olio essenziale di Menta piperita:

– usata spesso per disturbi digestivi, cefalea, influenza, sindromi da raffreddamento.

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Olio essenziale di Camomilla:

– usata per disturbi digestivi, riequilibrio dell’apparato riproduttivo femminile, cefalea, dolori muscolari e reumatici, tensione nervosa e insonnia.

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Olio essenziale di Gelsomino:

– usato per il trattamento della dismenorrea, fragilità nervosa, depressione, apatia e scarsa libido.

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Olio essenziale di Sandalo:

– usato per trattare le infezioni urogenitali, respiratorie e le infiammazioni cutanee.

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Olio essenziale di Salvia Sclarea:

– usata per riequilibrare l’apparato riproduttivo femminile e può aiutare contro debolezza e patologie depressive e nervose.

Controindicazioni e avvertenze:

Gli oli essenziali devono essere usati con cautela perché sono molto tossici e irritanti per la cute. E’ fondamentale rispettare le seguenti indicazioni:

  • Non assumere oli essenziali per via orale, salvo prescrizione di un medico qualificato.
  • Usare gli oli essenziali soltanto sotto guida medica in caso di gravidanza, disturbi pressori o epilessia.
  • Prima di usare qualsiasi olio sulla pelle, effettuare un test con una quantità diluita dell’olio, per verificare eventuali reazioni allergiche.
  • Usarli sempre in diluizione.
  • Non usare gli oli essenziali per periodi prolungati.
  • Se i sintomi non sono alleviati con l’uso dell’aromaterapia, consultare un medico generico.

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InfoPills: Celiachia, malattia celiaca o morbo celiaco – cause, sintomi e alimentazione

La celiachia, chiamata anche morbo celiaco, malattia celiaca oppure sprue non tropicale, è una reazione immunitaria al glutine contenuto nel cibo.

Celiachia (morbo celiaco o malattia celiaca) – cause, sintomi e alimentazione

Cos’è la celiachia o il morbo celiaco?

  • un disturbo in cui una reazione immunitaria al glutine presente negli alimenti causa alterazioni nell’intestino tenue con conseguente difficoltà nell’assorbimento del cibo.

Lo sapevi che: Il glutine contenuto in altri prodotti, come ad esempio i cosmetici, non è assolutamente pericoloso per le persone celiache, perché le molecole di glutine hanno una forma e una dimensione particolare, incapaci di penetrare la barriera cutanea. Solo se ingeriti, questi prodotti possono scatenare una crisi.

Di norma, le cellule del sistema immunitario, note come linfociti T, proteggono l’organismo da sostanze estranee, ma nel morbo celiaco attaccano il glutine, provocando così un’infiammazione della parete dell’intestino tenue e un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive.

La celiachia è rara nelle popolazioni non caucasiche, ma in quelle caucasiche colpisce una persona su 1500-2000, ed è particolarmente diffusa negli occidentali di origine irlandese (1 caso su 300).

Le cause della celiachia

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Il glutine è un componente del grano, della segale, dell’orzo e contiene una proteina responsabile della risposta inappropriata del sistema immunitario. Questa proteina si chiama gliadina. Tante persone, per motivi genetici, sono portatrici di alcune proteine (chiamate Complesso Maggiore di Istocompatibilità di tipo II), che collaborando con le cellule immunitarie provocano la reazione del sistema immunitario nei confronti della gliadina.

Lo sapevi che: Una conseguenza della celiachia è anche un difetto di produzione di lattasi – l’enzima che aiuta a digerire il lattosio. Questo comporta un’intolleranza al latte e ai latticini.

Come viene diagnosticata la celiachia?


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In circa la metà dei casi la celiachia viene diagnosticata durante l’infanzia: di solito questa patologia si manifesta fra i 6 e i 21 mesi di età, seguita spesso da un’infezione. La diagnosi viene posta solitamente mediante esami di screening del sangue.

Quali sono i sintomi della celiachia?

Bambini:

  • diarrea;
  • sviluppo carente (ritardo della crescita);
  • calo ponderale.

Adolescenti:

  • ritardo puberale;
  • perdita di capelli (alopecia areata).

Adulti:

  • flatulenza e gonfiore;
  • diarrea cronica (che non risponde al trattamento);
  • calo ponderale;
  • affaticamento cronico, debolezza e mancanza di energia;
  • sintomi da carenza vitaminica: pelle squamosa, lividi, ematuria, formicolio e insensibilità, spasmi muscolari, dolore alle ossa (specie durante la notte);
  • anemia, parzialmente responsabile anche della stanchezza cronica;
  • dermatite erpetiforme, detta anche “celiachia della pelle” (si manifesta in corrispondenza di glutei, ginocchia e gomiti).

Come si cura la celiachia?

Appena viene diagnosticata la malattia celiaca, si deve eliminare completamente dalla dieta il glutine. Poiché il glutine è presente in tantissimi alimenti, eliminarlo del tutto risulta molto difficile.

Dove si trova il glutine?

  • prodotti da forno: pane, pizza, biscotti (il glutine è una componente proteica dei cereali presente nel frumento e in alcune varietà di farine e cereali quali grano tenero, grano duro, farro, orzo, segale, kamut, spelta, triticale ecc.),
  • pasta,
  • alimenti pronti,
  • cibi in scatola,
  • burro di noccioline,
  • salse,
  • insaccati,
  • dolci,
  • yogurt.

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È importante leggere le etichette dei cibi per accertarsi che non contengano glutine, e durante la preparazione dei cibi evitare la contaminazione incrociata.

È inoltre fondamentale affidarsi a uno specialista, che suggerirà alcune strategie da adottare. Esistono anche tanti gruppi di sopporto in grado di dare consigli validi, e libri di cucina con ricette apposite senza glutine ecc.

Nella maggior parte dei casi è necessario seguire una dieta priva di glutine per il resto della vita.

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Se non curata, la celiachia può provocare l’insorgere di altre malattie autoimmuni e di degenerare in patologie più serie.


Consigli di lettura:

Consigli pratici per vivere più sani senza grano.

Celiachia, Allergia al Grano, Intolleranza al Glutine
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InfoPills: La medicina ayurvedica ed i suoi elementi

L’Ayurveda è spesso vista solamente come una forma di medicina alternativa, ma in pochi sanno che la medicina ayurvedica è la più antica che si conosca, essendo nata in India oltre 5000 anni fa.

La medicina ayurvedica si basa sullo studio degli elementi che costituiscono il corpo umano e gli danno forza, cercando di preservare l’equilibrio di questa misteriosa miscela.

“Siate Luce a Voi Stessi.” – Buddha

Il termine ayurveda deriva dalle parole sanscrite ayur, che significa vita, e veda, che significa conoscenza o scienza.

L’ayurveda è la base del sistema sanitario tradizionale indiano, la cui storia risale agli antichi testi hindu del Rig Veda. All’interno di questo sistema l’individuo è considerato un microcosmo rispetto al più grande macrocosmo della terra.

Gli elementi dell’Ayurveda

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Nell’ayurveda tutto nell’universo è diviso in cinque elementi:

  1. prithvi (terra)
  2. ap (acqua)
  3. teja (luce, fuoco, calore)
  4. vayu (aria)
  5. akasha (spazio o etere).

Il cibo è composto di questi cinque elementi, e si ritiene che i diversi alimenti agiscano a favore o contro l’equilibrio degli elementi nell’organismo.


Consigli di lettura: 

Scritto da una italiana con la sensibilità necessaria per far comprendere alla cultura occidentale i misteri dell’Ayurveda.


Tutto è regolato da tre FORZE di base, chiamate dosha:

1 – Vata

  • paragonato al vento e regola il sistema nervoso centrale.

2- Pitta

  • è come il sole e regola l’apparato digerente e i processi biochimici.

3 – Kapha

  • è come la luna e regola la crescita cellulare e l’equilibrio dei fluidi nei tessuti.

Quando si occupa dell’organismo, il medico ayurvedico si concentra sui

sette componenti base del corpo

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(detti anche dhatus)

  1. rasa (cibo);
  2. rakta (sangue);
  3. mamsa (ossa);
  4. meda (adipe e traspirazione);
  5. asthi (midollo osseo);
  6. majya (viscidità);
  7. shukra (movimenti soddisfacenti).

Nell’ayurveda la salute di un individuo dipende dall’equilibrio tra le energie vitali che fluiscono attraverso i vari organi e apparati dell’organismo.

Le malattie sono considerati il risultato di uno squilibrio e classificate in 4 gruppi:

  1. casuali,
  2. fisiche,
  3. naturali e
  4. mentali.

Il compito del medico è valutare l’equilibrio dei vari elementi in gioco nell’organismo, prescrivendo il trattamento che riporterà il corpo all’armonia.

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Quando la malattia si è già sviluppata, si concentra sulla cura della sua origine, non sui sintomi. Il medico ayurvedico tende a identificare la disposizione/costituzione innata di ciascun paziente, determinata al momento del concepimento. Lo stile di vita personale, la dieta e le fasi lavorative ed esistenziali sono presi in considerazione insieme a un esame fisico di urina, feci, sudore, cute, unghie, occhi, lingua e voce.


Prodotti consigliati:

L’ayurveda raccomanda di selezionare delle bevande personalizzate di tipo Vata, Pitta o Kapha secondo la stagione o la costituzione. Questi tè di erbe e spezie, grazie al loro straordinario sapore, aiutano a ristorare ed equilibrare la mente ed il corpo. Scegliere il tè preferito oppure quello in accordo con il Dosha che si desidera equilibrare.


I trattamenti prescritti possono comprendere:

  • cambiamenti di dieta,
  • digiuni,
  • esposizioni al sole,
  • massaggi,
  • bagni,
  • inalazioni,
  • clisteri,
  • medicinali omeopatici e naturopatici,
  • meditazione,
  • yoga e
  • tecniche di respirazione yoga.

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Lo yoga e le tecniche di respirazione yoga sono considerati particolarmente importanti per la loro capacità di controllare la mente attraverso la disciplina fisica del corpo, che, a sua volta, può rafforzare la capacità della mente d’influenzare la salute complessiva dell’organismo.

Anche la meditazione è apprezzata per la sua capacità di ridurre lo stress e la tensione.

La medicina ayurvedica è stata inizialmente diffusa nei paesi occidentali da Maharishi Mahesh Yogi, e più recentemente dall’opera del dott. Deepak Chopra, il cui lavoro enfatizza molto il ruolo della consapevolezza nella terapia medica.


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InfoPills: Cosa sono i disturbi alimentari? Perché mangiamo troppo o troppo poco?

I disturbi alimentari non sono soltanto un’espressione dello sforzo di adeguare il proprio aspetto fisico ai dettami della moda, ma soprattutto un modo per comunicare sofferenze profonde (lutti, abbandoni, abusi e/o maltrattamenti). Vediamo dunque cosa sono esattamente i disturbi alimentari e perché mangiamo troppo o troppo poco?

Cosa sono i disturbi alimentari?

  • comportamenti anomali persistenti in relazione ai pasti, a cibi specifici o all’assunzione di cibo.

A causa dei disagi profondi che li scatenano, i disturbi alimentari vengono anche chiamati “malattie d’amore”. Sono patologie gravi, causate da una disperata fame d’amore.

I disturbi alimentari gravi sono pericolosi perché, portando quasi certamente ad una condizione di malnutrizione, possono persino causare la morte.

Chi soffre di disturbi alimentari?

Soffrono di disturbi alimentari persone di qualsiasi età, di sesso maschile o femminile, anche se le giovani donne sembrano essere maggiormente a rischio.

In Italia sono oltre 3 milioni di persone a soffrire di disturbi del comportamento alimentare (DCA), oltre l’ 80% hanno subito abusi e maltrattamenti. Nell’ 85% dei casi si tratta di donne adulte, adolescenti e bambine. Negli ultimi anni il fenomeno riguarda anche gli uomini (circa il 20%).


Consigli di lettura: Un saggio di denuncia e allo stesso tempo di sensibilizzazione che colpisce e lascia il segno.

Disturbi Alimentari
Anoressia, bulimia, ortoressia e obesità: cause e conseguenze

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I sintomi dei disturbi alimentari:

1 – l’ossessione per il cibo, per l’esercizio fisico e un’evidente e continua perdita di peso al di sotto dei livelli normali.

Le persone affette da questi disturbi possono diventare eccessivamente esigenti riguardo il cibo, potrebbero avere rituali o comportamenti insoliti rispetto al cibo o al momento dei pasti, potrebbero non consumare pasti regolari o ingerire quantità insolitamente basse di cibo.

La persona che sembra mangiare bene ma perde peso, forse vomita di nascosto dopo i pasti o fa un utilizzo consistente di lassativi.

2 – il rifiuto di consumare il cibo con la famiglia.

3 – incapacità di concentrarsi.

4 – spossatezza costante.

5 – nelle ragazze cessa il ciclo mestruale (amenorrea secondaria).

Se il disturbo alimentare inizia durante la pubertà può addirittura interrompere lo sviluppo fisico, compreso l’inizio delle mestruazioni (amenorrea primaria).

6 – sensi di colpa.

7 – livelli estremamente bassi di autostima.

8 – disturbi ossessivo-compulsivi.

9 – ansia e/o depressione.

I disturbi alimentari più gravi e meglio conosciuti sono l’anoressia nervosa e la bulimia nervosa.

Cos’è l’anoressia nervosa?

Decidendo coscientemente di non alimentarsi, le persone che soffrono di anoressia patiscono deliberatamente la fame. Rifiutano il cibo pur essendo affamate, possono anche pensare costantemente al cibo, ma sono terrorizzate dall’idea di aumentare di peso.

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Cos’è la bulimia nervosa?

  • la sovralimentazione, o alimentazione incontrollata, seguita da vomito autoindotto o assunzione di lassativi.

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Una persona può soffrire di anoressia in un determinato momento della propria vita e di bulimia in altri.

Gli effetti dei disturbi alimentari:

1 – eccessiva perdita di peso.

2 – debolezza.

3 – pelle secca.

4 – crescita di peluria sottile su tutto il corpo.

5 – perdita di capelli.

6 – unghie fragili.

7 – erosione dello smalto dei denti (causata dall’autoinduzione del vomito).

8 – crampi addominali (causati dall’uso eccessivo di lassativi).

Come curare i disturbi alimentari?

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Una diagnosi precoce di anoressia o bulimia è di importanza vitale.

La priorità è di rimediare al danno causato dalla malnutrizione e quindi correggere i problemi che hanno causato il disturbo.

Le persone colpite da disturbi alimentari generalmente guariscono con una corretta terapia, ma è possibile che soffrano di problemi ricorrenti o di conseguenze permanenti tutta la vita. Una diagnosi precoce e la terapia minimizzano i danni. Potrebbero essere necessari il ricovero in ospedale o una terapia in day-hospital. Anche la terapia di gruppo o i programmi di auto-aiuto possono portare beneficio.

La prospettiva di guarigione è buona se la persona riceve un aiuto specialistico ed è decisa ad impegnarsi.


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InfoPills: Cos’è il reflusso gastroesofageo? Sintomi, cause, cure e rimedi naturali.

Avete presente quella sensazione di bruciore allo stomaco, un sintomo che spesso associamo all’indigestione (o dispepsia) o allo stress? Si tratta di reflusso gastroesofageo. Tante persone ne sono affette senza saperlo, ma pur trattandosi di un disturbo molto comune, questo non va affrontato con leggerezza. Vediamo allora cos’è il reflusso gastroesofageo, quali sono i sintomi, le cause, le possibili cure ed i rimedi naturali per alleviare questo disturbo.

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo è il passaggio involontario ed incosciente di una parte del contenuto gastrico nell’esofago, senza compartecipazione della muscolatura gastrica e addominale.

Quando il disturbo si presenta più volte nel corso della giornata e si associa ad altre complicazioni si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE).

Con altre parole, il reflusso si verifica quando i succhi gastrici vengono a contatto con la parete dell’esofago – il canale lungo 25-30 cm che collega la bocca con lo stomaco.

Come si verifica il reflusso gastroesofageo?

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L’esofago ha una speciale valvola muscolare, che aprendosi permette il transito del cibo verso lo stomaco, consente l’eruttazione ed il vomito. Questa valvola muscolare si chiama sfintere esofageo inferiore ed ha il compito di impedire la risalita dei succhi gastrici verso l’alto. Il reflusso gastroesofageo si verifica quando lo sfintere esofageo inferiore si rilassa e consente il passaggio verso l’alto del contenuto gastrico. Questo contenuto gastrico ha un’acidità elevata che irrita la mucosa esofagea e scatena i sintomi da reflusso gastroesofageo.

Sintomi del reflusso gastroesofageo:

  • sensazione di rigurgito acido nell’esofago;
  • sensazione di bruciore localizzata al petto e allo stomaco;
  • spasmo esofageo che può causare un dolore retrosternale simile a quello dell’angina pectoris;
  • difficoltà nella progressione di cibo lungo l’esofago (disfagia);
  • sensazione di nodo alla gola con difficoltà alla deglutizione;
  • difficoltà digestive, nausea;
  • singhiozzo;
  • inoltre l’irritazione delle mucose dell’esofago può provocare disturbi alle corde vocali, abbassamento di voce, laringite, raucedine, tosse cronica e asma;
  • insonnia.

Cause del reflusso gastroesofageo:


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Voto medio su 11 recensioni: Buono


  1. Alterata funzionalità dello sfintere esofageo, dovuta a fattori alimentari, anatomici, funzionali, ormonali o farmacologici.
  2. Svuotamento gastrico rallentato.
  3. Alterazioni del Ph salivare: la saliva è leggermente basica e, essendo inoltre ricca di bicarbonati, è in grado di tamponare piccole quantità di acido accidentalmente risalite lungo l’esofago. Se per qualche motivo il pH salivare si abbassa questa protezione viene meno e rende l’esofago più suscettibile all’attacco acido.
  4. Pressione esercitata dal feto in gravidanza.
  5. Massiccia presenza di grasso addominale negli obesi.
  6. Fumo.
  7. Ansia.
  8. Stress.

Cure e rimedi per il reflusso gastroesofageo:

  • Adottare una dieta e abitudini alimentari corrette.

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  • Evitare alcuni farmaci che possono aumentare l’acidità gastrica, come gli antinfiammatori non steroidei e alcuni ansiolitici.

  • No al fumo.

  • Assumere antiacidi, che servono per tamponare il contenuto dei succhi gastrici.

  • Assumere farmaci procinetici, che accelerano il tempo di svuotamento dello stomaco.

  • Previo consulto medico e su prescrizione, assumere i cosiddetti PPI (inibitori della pompa protonica) e gli antagonisti dei recettori H2:

    – che riducono l’acidità delle secrezioni gastriche e impediscono così la corrosione della mucosa esofagea.

  • Gestione dello stress.

  • Rimedi naturali:

– droghe mucillaginose che proteggono la mucosa dello stomaco e dell’esofago, come: altea, acido alginico, malva, lichene islandico, aloe gel.



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InfoPills: Additivi alimentari – cosa sono e quali sono quelli pericolosi?

Quasi tutti i prodotti alimentari che acquistiamo nei supermercati contengono additivi alimentari. Esistono additivi alimentari riconosciuti come pericolosi per la nostra salute e vietati in molti paesi, inclusa l’Italia. Ma non tutti gli additivi alimentari sono dannosi, alcuni apportano anche benefici.

Vediamo intanto cosa sono gli additivi alimentari?

Secondo la definizione dell’EUFIC (European Food Information Council) gli additivi alimentari sono:

tutte le sostanze che vengono aggiunte al cibo per aumentarne la sicurezza, il valore nutrizionale e/o l’aspetto o il gusto.

Quindi gli additivi alimentari vengono utilizzati principalmente per:

  • Garantire sicurezza e igiene
  • Migliorare la conservazione
  • Aumentare la disponibilità dei prodotti in tutte le stagioni
  • Migliorare o mantenere il valore nutrizionale
  • Migliorare l’appetibilità
  • Facilitare la preparazione degli alimenti

Gli additivi spesso hanno un ruolo importante e sono necessari perché è grazie al loro utilizzo che i prodotti alimentari sono più sicuri, più sani, più convenienti e più abbondanti.

Che significa la lettera E?

Gli additivi alimentari permessi sono classificati in diverse categorie a seconda della loro funzione ed ognuno ha un nome specifico ed un numero; identificativo preceduto dalla lettera “E” che indica l’approvazione degli additivi da parte dell’Unione Europea.

Classificazione degli additivi alimentari:

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Additivi alimentari naturali e salutari:

1 – Coloranti naturali:

E100 – la curcumina: aiuta a controllare il peso corporeo, ad accelerare il metabolismo, ad abbassare i livelli di colesterolo.

Fonti di curcumina: radice di curcuma (o zenzero giallo).

Dove lo possiamo trovare? – prodotti di pasticceria, condimenti.

E101 – vitamina B2: indispensabile per la salute di unghie, pelle, capelli.

Fonti di vitamina B2: lamponi, albicocche, fagioli.

Dove lo possiamo trovare? – prodotti alimentari per bambini, integratori alimentari, succhi di frutta.

E160a – vitamina A: utile nella prevenzione di diversi tipi di cancro e disturbi cardio-vascolari, protegge dalle radiazioni.

Fonti di vitamina A: carote, peperone rosso, spinaci.

Dove lo possiamo trovare? – alcuni tipi di yogurt, formaggi, panna.

E161b – luteina: utile per la salute degli occhi.

Fonti di luteina: mais dolce, avocado, cachi.

Dove lo possiamo trovare? – prodotti di pasticceria, integratori alimentari.

2 – Conservanti naturali:

E270 – acido lattico: ha proprietà antiossidanti.

Fonti di acido lattico: viene prodotto in seguito alla fermentazione del latte o delle mele.

Dove lo possiamo trovare? – latticini, conserve.

E300 – vitamina C: rafforza le difese immunitarie.

Fonti di vitamina C: i frutti di rosa canina, ribes nero, agrumi.

Dove lo possiamo trovare? – prodotti affumicati, vino, succhi di frutta.

E306-E309 – vitamina E: rallenta l’invecchiamento cellulare.

Fonti di vitamina E: noci, uova, germogli di cereali.

Dove lo possiamo trovare? – maionese, burro, latte in polvere.

E322 – lecitina: aiuta le difese immunitarie, migliora la qualità della bile ed i processi sanguigni.

Fonti di lecitina: tuorlo d’uovo, latte, pesce.

Dove lo possiamo trovare? – cioccolato, gelati, cacao.

3 – Stabilizzatori naturali:

E406 – agar-agar: contribuisce alla disintossicazione dell’organismo.

Fonti di agar-agar: alcuni tipi di alghe rosse del Oceano Pacifico o del Mar Bianco.

Dove lo possiamo trovare? – dolci, caramelle gommose.

E440 – pectina: utile per la salute dell’intestino, migliora il metabolismo.

Fonti di pectina: mele, bietole, agrumi.

Dove lo possiamo trovare? – dolci, gelati.



Additivi alimentari neutri (non apportano benefici e non recano danni alla salute):

E140 – clorofilla: colorante (verde)

Dove lo possiamo trovare? – si usa per la preparazione di gelati, dolci, maionese e salse.

E162 – betanina: rosso di barbabietola, colorante.

Dove lo possiamo trovare? – affettati, bibite, gelati, ghiaccioli.

E170 – carbonato di calcio: colorante bianco.

Dove lo possiamo trovare? – alcuni tipi di formaggio, cioccolato, prodotti alimentari per bambini.

E260 – acido acetico: conservante naturale, viene prodotto in seguito alla fermentazione del vino.

Dove lo possiamo trovare? – prodotti di pasticceria, conserve di verdure, maionese.

E920 – cloridrato di L-cisteina: aiuta a rendere le bibite frizzanti

Dove lo possiamo trovare? – nelle bibite frizzanti.

E500 – bicarbonato.

Dove lo possiamo trovare? – prodotti lievitati.

E296 – aceto di mele.

Dove lo possiamo trovare? – si usa nella produzione di vini, di bevande di frutta o nella pasticceria.

E330 – acido citrico

Dove lo possiamo trovare? – succhi, dolci, prodotti di pasticceria.

E901 – cera d’api

Dove lo possiamo trovare? – si usa per trattare la superficie di tanti tipi di frutta, verdura o formaggi.

Additivi alimentari pericolosi o da evitare:

Additivi_alimentari_pericolosi-pancialeggera

Prodotti alimentari che contengono più additivi alimentari:

Alimenti con piu additivi-pancialegggera

Non tutti gli additivi alimentari sono pericolosi per la nostra salute e la sigla E non è sinonimo della bassa qualità di un certo prodotto alimentare. Vi sono additivi alimentari naturali che apportano numerosi benefici sia al prodotto stesso che alla nostra salute. Basta conoscerli e saper leggere le etichette.

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InfoPills: Sindrome parainfluenzale, influenza o raffreddore?

Come distinguere fra sindromi parainfluenzali, influenza e raffreddamento?

Ne sentiamo spesso parlare e forse l’abbiamo anche avuta, ma sappiamo davvero cos’è l’influenza e cosa fare quando avvertiamo i sintomi influenzali?

La maggior parte delle persone al primo malessere pensa che ha l’influenza, ma le cose non stanno proprio così. Esistono diversi tipi di microorganismi responsabili delle patologie invernali, si tratta di batteri e virus.

Per prima cosa dobbiamo saper distinguere tra sindromi parainfluenzali, influenza e raffreddamento.



Cosa sono le sindromi parainfluenzali?

Le sindromi parainfluenzali vengono spesso chiamate i virus dei bambini e sono molto simili all’influenza, ma di solito più leggere e soprattutto sono causate da una specie di virus chiamata paramixovirus (HPIV).

Le parainfluenze interessano soprattutto i bambini piccoli: sono responsabili del 30-40 per cento di tutte le infezioni acute delle vie respiratorie nei neonati e nei bambini, e sono la causa più comune della laringotracheobronchite acuta.

Negli adulti, le sindromi più comuni sono respiratorie (dal comune raffreddore fino a malattie simil-influenzali e polmoniti) e gastro-intestinali.

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Cosa fare?

La miglior cura è il riposo e il caldo. Se la febbre si alza troppo o il malessere aumenta troppo, va sempre consultato il medico.

Cos’è l’influenza?

L’influenza è causata dal virus chiamato ortomixovirus, una specie di virus che subisce delle micromodificazioni ogni anno, per cui il nostro sistema immunitario si trova spesso senza la capacità di riconoscere subito il “nemico” e quindi soccombe al virus.

I pazienti più colpiti da influenza sono i neonati ed i soggetti con più di 65 anni di età: queste sono infatti le fasce di popolazione con un sistema immunitario rispettivamente non ancora sviluppato o debilitato, che rischiano quindi anche lo sviluppo di complicazioni come polmoniti e/o bronchiti.

Dal punto di vista medico la definizione di malato influenzale prevede una sintomatologia respiratoria comparsa improvvisamente, febbre oltre i 38°, almeno uno tra i seguenti sintomi:

  • cefalea,
  • malessere diffuso,
  • sudorazione,
  • brividi,
  • mancanza di appetito;

ed almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:

  • tosse,
  • mal di gola,
  • congestione nasale.

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Cosa fare?

La cura dell’influenza può essere solamente sintomatologica e i sintomi possono essere alleviati anche con i classici rimedi della nonna.

L’influenza si può prevenire grazie ai vaccini che sono creati utilizzando il virus dell’anno precedente che di solito è efficace anche sull’influenza dell’anno in corso (le modifiche del virus non sono così significative). Chi si è preso l’influenza l’anno prima di solito non si ammala di influenza l’anno successivo. Questo non significa che non può essere soggetto di sindromi parainfluenzali o raffreddamenti.

Cos’è il raffreddore?

Le malattie da raffreddamento, a differenza delle sindromi parainfluenzali e dell’influenza, sono causate dai batteri. Questi batteri sono degli organismi completi, in grado di replicarsi autonomamente e di vivere anche al di fuori del corpo umano.

Avete mai sentito parlare dei stafilococchi, streptococchi ecc.? Sono i batteri che invadono il nostro organismo quando il nostro sistema immunitario è indebolito e non riesce più a fronteggiarli. Ecco insorgere mal di gola, tosse, raffreddore – a seconda della zona dove i batteri si moltiplicano.

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Cosa fare?

Ecco in questo caso, la cura prevede l’uso degli antibiotici, ma solo se la febbre è elevata e su prescrizione del medico curante: mai autosomministrarsi questi farmaci. Si possono anche usare i classici rimedi naturali: tisane, decotti, oli essenziali ecc.

E’ capire bene di cosa si tratta e distinguere fra l’influenza, il raffreddore o sindromi parainfluenzali. Una diagnosi corretta è indispensabile per la scelta della terapia giusta da seguire.



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InfoPills: Il metabolismo – cos’è e come funziona

Chiunque abbia seguito una dieta almeno una volta nella vita ha dovuto sicuramente fare i conti con il proprio metabolismo.

Risvegliare il metabolismo… Accelerare il metabolismo… Stimolare il metabolismo… Metabolismo lento… Metabolismo veloce…

Ma che cos’è il metabolismo?

Il metabolismo è un processo che consiste in una serie di reazioni chimiche che avvengono nelle cellule di tutti gli organismi viventi allo scopo di mantenerli in vita. Queste reazioni catalizzate da enzimi consentono agli organismi di crescere e riprodursi, mantenere le proprie strutture e rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente circostante.

La parola “metabolismo” viene dal greco e vuol dire “cambiamento”.

metabolismo-pancialeggera

Abbiamo un metabolismo perché siamo vivi, e la vita richiede energia. Tutti abbiamo bisogno di energia per sopravvivere, respirare, muoverci, pensare, reagire. Questa energia possiamo ricavarla solo consumando e metabolizzando (trasformando) cibo. Il cibo è il nostro combustibile, la nostra sostanza.

Un metabolismo sano e funzionante ci consente di avere a disposizione quantità adeguata di energia di riserva e una struttura (il nostro corpo) forte ed equilibrata.


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Funzioni del metabolismo:

  • Modifica o trasforma il cibo in calore e combustibile o sostanza (tessuto muscolare, grasso, sangue, tessuto osseo).
  • Il metabolismo è costantemente all’opera per bruciare, immagazzinare o costruire.
Il metabolismo rispecchia il nostro stile di vita poiché crea un corpo in grado di sopravvivere alle condizioni cui è sottoposto.

Le diete sbagliate, i cibi privi di nutrienti e uno stress eccessivo rallentano il metabolismo anziché accelerarlo. Prendere peso, convivere con una sensazione di malessere generale e persino ammalarsi di una malattia cronica sono tutti meccanismi a cui il corpo ricorre per far fronte alle nostre azioni o all’ambiente in cui viviamo. La nostra pancia o il nostro sedere potrebbero essere più grossi di quanto dovrebbero a causa dell’ecosistema ambientale, emotivo e biochimico in cui sono inseriti.

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Come accelerare il metabolismo?

Semplicemente aumentando i bisogni vitali del nostro corpo, incrementando il dispendio energetico.

Il dispendio energetico quotidiano è influenzato da tre fattori:

  1. il metabolismo basale – il minimo dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali e lo stato di veglia (in un individuo sano e sedentario il metabolismo basale rappresenta circa il 60-75% del dispendio energetico totale),
  2. la termogenesi indotta dalla dieta e
  3. metabolismo-come-accelerare-pancialeggeral’attività fisica – Più muscoli abbiamo e più calorie consumiamo nel corso della giornata, indipendentemente dall’età, dalla funzionalità tiroidea e dal livello di attività fisica (il muscolo è un tessuto vivo, in continuo rinnovamento e con richieste metaboliche quasi dieci volte superiori rispetto al tessuto adiposo).

Proprio su queste tre componenti devono concentrarsi gli sforzi mirati all’aumento del metabolismo.

Stress e metabolismo

Lo stress provoca un rallentamento del metabolismo.

Sotto stress l’organismo registra una situazione di emergenza e reagisce immagazzinando grassi. Lo stress può inoltre causare un aumento del livello di cortisolo e una riduzione dell’effetto degli ormoni tiroidei sul metabolismo.

Il piacere invece stimola il metabolismo inducendo le ghiandole surrenali a produrre endorfine. A loro volta le endorfine stimolano il cervello a produrre serotonina, l’ormone del buonumore, che a sua volta stimola la tiroide a produrre l’ormone che brucia il grasso. Una vera reazione a catena. Il piacere così fa abbassare i livelli di leptinal’ormone della fame. Ecco perché godere del cibo che mangiamo è importantissimo se vogliamo perdere peso.

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InfoPills: Cosa sono le difese immunitarie?

Si sente spesso parlare dell’importanza di mantenere e rafforzare le nostre difese immunitarie, specie durante la stagione fredda, quando siamo più esposti a sbalzi termici e condizioni climatiche difficili. Siamo abituati ad associare questo termine ad uno stato di benessere generale senza riuscire a comprendere come realmente funziona questo delicato meccanismo naturale del nostro organismo.

Ma cosa sono le difese immunitarie?

difese-immunitarie-definizione-pancialeggeraMolto spesso le nostre difese immunitarie vengono chiamate il sistema immunitario, che è composto da una serie di diversi meccanismi che interagiscono fra loro.

Definizione: Il sistema immunitario è una complessa rete integrata di mediatori chimici e cellulari, di strutture e processi biologici, sviluppatasi nel corso dell’evoluzione, per difendere l’organismo da qualsiasi forma di insulto chimico, traumatico o infettivo alla sua integrità.

In pratica il nostro sistema immunitario ha lo scopo di difendere l’organismo dagli invasori esterni:

i virus, i batteri, funghi e parassiti,

che possono penetrare al suo interno attraverso

l’aria inalata, il cibo ingerito, i rapporti sessuali, le ferite ecc.

Oltre ai patogeni (microrganismi potenzialmente in grado di provocare malattia), il sistema immunitario combatte anche le cellule dell’organismo che presentano anomalie, come quelle tumorali, danneggiate o infettate da virus.



Funzioni del sistema immunitario:

1 – proteggere l’organismo da invasori esterni che possono provocare malattie;

2 – rimuovere le cellule ed i tessuti danneggiati o morti ed i globuli rossi invecchiati

3 – riconoscere e rimuovere le cellule anomale, come quelle tumorali (neoplastiche)

Componenti del sistema immunitario:

  1. gli organi (milza, timo, linfonodi, tonsille, appendice) e i tessuti linfatici
  2. le cellule (globuli bianchi o leucociti)
  3. i mediatori chimici

In che modo si difende il nostro organismo?

Il nostro sistema immunitario esercita una triplice linea difensiva attraverso:

  1. Barriere Meccaniche e Chimiche
  2. Immunità Innata o Aspecifica
  3. Immunità Acquisita o Specifica

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Chi dirige le nostre difese immunitarie?La nostra mente! Che, attraverso il sistema nervoso centrale, accede direttamente a livello neurale per organizzare tutti gli organi e le cellule coinvolte nella difesa immunitaria. Ecco perché è importante controllare i nostri pensieri, gestire bene lo stress, riposare tanto e mantenere una visione ottimistica della vita.

Essere positivi non è soltanto una difesa per la psiche, ma ci aiuta a difendere e a proteggere anche il nostro fisico.

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InfoPills: Malnutrizione e Denutrizione: differenze e sintomi

Malnutrizione e denutrizione sono due termini spesso usati come sinonimi, tuttavia indicano due situazioni diverse.

La Malnutrizione – Definizione:

è uno squilibrio, prolungato nel tempo, nell’apporto di nutrienti a causa sia di un’alimentazione scarsa e povera di vitamine o minerali (malnutrizione per difetto o iponutrizione, prevalente nei paesi poveri) sia ad una sovralimentazione (malnutrizione per eccesso, prevalente nei paesi ricchi).


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La Denutrizione – Definizione:

è una forma di malnutrizione per difetto – uno stato di deperimento organico provocato da una carenza alimentare protratta e riguarda principalmente l’apporto energetico o proteico-energetico, ma potrebbe riferirsi anche agli effetti dell’insufficienza di nutrienti protettivi non energetici (vitamine, minerali).

denutrizione-povertà-pancialeggeraQuindi la denutrizione è una conseguenza della malnutrizione.

Le principali cause delle malattie nutrizionali sono essenzialmente tre:

  1. l’eccesso di cibo o ipernutrizione, che provoca obesità;
  2. la cattiva qualità del cibo, o deficienza dietetica qualitativa;
  3. l’insufficienza di cibo o insufficienza dietetica quantitativa che comporta uno stato di denutrizione o iponutrizione.

Sintomi

Malnutrizione per eccesso: malnutrizione-per-eccesso-pancialeggera

  • trattandosi di un’iperassunzione calorica, il sintomo principale è l’aumento eccessivo di peso (obesità)
  • ipertensione arteriosa;
  • artrosi;
  • disturbi mestruali;
  • vene varicose;
  • iperuricemia
  • ipertrigliceridemia;
  • ipercolesterolemia.

Malnutrizione per difetto:

  • Generali – debolezza, anoressia, anemia, ulcerazioni, diarrea, pigmentazione cutanea, ipotrofia temporale e calo ponderale.
  • Cute e similari – capelli fragili, facili ecchiminosi, rash a componente desquamativa alle estremità inferiori del corpo.
  • Occhi – cecità notturna, secchezza, oftalmoplegia e macchie di Bitot.
  • Fauci – Glossite, cheilosi, riduzione del senso del gusto, sanguinamento gengivale e flogosi.
  • Neurologiche – disorientamento, neuropatia periferica, atassia cerebellare, perdita del senso di posizione.

Malattie collegate alla malnutrizione e alla denutrizione:

  • disturbi endocrini
  • disturbi gastrointestinali
  • patologie neurologiche
  • fibrosi cistica
  • miopatie
  • osteoporosi
  • gotta
  • anemie
  • spina bifida nel feto…

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