Muffin salati integrali senza uova con farina di ceci, semi di chia, cipolle rosse e feta

Il mio pasto preferito è la colazione e con questa ricetta ho voluto sperimentare e preparare dei muffin salati che siano un’alternativa valida e più nutriente alla tradizionale colazione dolce. Così sono nati i muffin salati integrali senza uova e con farina di ceci, semi di chia, cipolle rosse e feta.

Penso davvero che la colazione sia il pasto più importante della giornata e amo dedicarle il tempo e l’attenzione giusta. In mattinata abbiamo bisogno di un adeguato apporto di proteine per non arrivare affamati all’ora di pranzo e per dare una marcia in più al nostro metabolismo. In questo caso le uova sono l’alternativa migliore (e sono inoltre ricchissime di antiossidanti!), ma le proprietà nutritive dell’uovo vengono conservate meglio solo se il tempo di cottura è breve (alla coque o al tegamino, in modo che il rosso resti un po’ liquido).

Tuttavia capita spesso di non avere abbastanza tempo la mattina da dedicare alla cucina e con questa ricetta ho voluto creare un’alternativa ricca di proteine, che si possa preparare anche in anticipo e gustare al mattino con un po’ di skyr, una tazza di caffè, il tè o una tisana. Volevo anche accontentare chi per una scelta etica o a causa dei problemi di salute non può mangiare uova.

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Per preparare questi muffin salati infatti ho usato la farina di ceci, ricchissima di proteine, vitamine (B, A, E e C), Sali minerali (magnesio, calcio, potassio e fosforo), fibre e priva di glutine, quindi molto più digeribile rispetto alle farine tradizionali.

Se siete intolleranti al glutine, per ottenere una ricetta assolutamente gluten-free al posto della farina integrale potete aggiungere un altro tipo di farina senza glutine (riso, amaranto, grano saraceno…).

Nel ripieno ho usato la feta – un altro ingrediente che amo molto e che dona ai muffin un extra di sapore e di valore nutrizionale. È un formaggio greco con un apporto calorico minore rispetto agli altri formaggi stagionati, ricco di proteine altamente digeribili e di calcio.

Come agente lievitante ho utilizzato il cremor tartaro – un’alternativa naturale al lievito chimico, che non gonfia e non appesantisce la pancia, ideale anche per le persone intolleranti al lievito. Il cremor tartaro è facilmente reperibile nelle bustine già pronte (per accentuare il suo potere lievitante viene addizionato con il bicarbonato di sodio) sia offline (nei super mercati e nei negozi specializzati in prodotti biologici), che online (vedi QUI alcuni esempi).

Ricetta dei muffin salati integrali senza uova con farina di ceci, semi di chia, cipolle rosse e feta

Ingredienti:

per 12 muffin circa

Farina di ceci bio 200 g

Farina integrale bio (o farina di grano saraceno per una variante senza glutine) 150 g

Paprika dolce bio ½ cucchiaino

Sale

Cremor tartaro bio 1 bustina

Olio E.V.O. bio 6 cucchiai

Acqua 250 – 300 ml

Semi di chia bio 1 cucchiaio

1 cipolla rossa grande

Aglio 1 spicchio (opzionale)

Origano

Formaggio feta bio 50 g

Procedimento:

1 – Sbucciate e affettate finemente la cipolla e fatela ammorbidire in una padella con un cucchiaio d’olio a fuoco medio-basso e con il coperchio. Aggiungete l’aglio schiacciato (opzionale), salate, pepate e condite con dell’origano a piacere e aggiungete dell’acqua per evitare che la cipolla si bruci. Una volta cotta, spegnete e fatela raffreddare.

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2 – In una terrina mescolate la farina integrale con quella di ceci, la bustina di cremor tartaro, un pizzico di sale e la paprika. Aggiungete 5 cucchiai d’olio d’oliva E.V.O. e 250 ml d’acqua. Mescolate bene e potete aggiungere dell’altra acqua se il composto vi sembra troppo asciutto. L’impasto deve risultare di una consistenza simile a quello per i pancakes, ma un po’ meno liquido. Alla fine amalgamate anche i semi di chia.

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3 – Preparate il ripieno dei muffin: Sminuzzate la feta con una forchetta e aggiungete le cipolle (avendo precedentemente tolto l’aglio). Mescolate.

4 – Versate sul fondo di ogni stampino per muffin un cucchiaio di impasto. Mettete al centro un po’ di composto di cipolle e feta e coprite con un altro cucchiaio di impasto.

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5 – Infornate i muffin nel forno preriscaldato a 180 gradi per 25 – 35 min. circa.  Il tempo di cottura dipende molto dal vostro forno, quindi fate la prova stecchino prima di sfornare i muffin.

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Servite i muffin salati integrali senza uova con farina di ceci tiepidi o freddi, come parte di un antipasto, come merenda salata e, perché no, provateli anche a colazione per una carica di energia e per affrontare meglio la giornata.

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Succo vivo di carota – non solo contro il cancro: 10 benefici e motivi per consumarlo ogni giorno

Le carote sono un ortaggio molto comune e indispensabile nelle nostre cucine, ma questa radice dal colore arancione è anche un vero concentrato di salute e benessere. Il modo migliore per godere di tutti i benefici che questo ortaggio ha da offrire è il succo crudo di carota, ottenuto attraverso un processo di estrazione per pressione (utilizzando un semplice estrattore domestico) e che permette di conservare vivi gli enzimi e le vitamine.

Le numerose ricerche hanno dimostrato la sua efficacia nel prevenire e combattere diversi tipi di tumore, ma questo succo è un vero elisir della salute e può risultare utile non solo nella lotta contro il cancro.

Ecco perché dovremmo tutti bere succo vivo di carota ogni giorno!

10 benefici del succo crudo di carota

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1 – E’ ricchissimo di vitamina A

Il succo crudo di carota è la più ricca fonte di vitamina A che il corpo possa assimilare velocemente. Inoltre contiene anche tantissime altre vitamine, come vitamine del gruppo B, la C, la D, la E, la G e la K. Questo succo è anche ricco di sodio, potassio, magnesio, calcio, ferro ed altri elementi organici vitali come il fosforo, lo zolfo, il silicio, il cloro.


Consigli di lettura:

In maniera sintetica, ma dettagliata e approfondita, questo volume spiega come con i succhi di frutta e gli estratti vegetali sia possibile recuperare sostanze di importanza vitale e rigeneranti per la salute, il tutto con poco sforzo di assimilazione da parte del nostro organismo.

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2 – Stimola l’appetito e migliora la salute dell’apparato digerente

Il succo fresco di carota è utile per i processi digestivi e aiuta a combattere l’ulcera, le gastriti e le malattie intestinali. In caso di malattie del apparato digerente, l’effetto del succo vivo di carota viene potenziato dall’eliminazione degli zuccheri, degli amidi concentrati e dei farinacei dalla dieta.

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3 – Aiuta a migliorare e mantenere la salute delle ossa e dei denti

La vitamina A ed il potassio contenuti nel succo i carota promuovono la rigenerazione e la crescita del tessuto osseo e la salute dei denti.

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4 – Aiuta a migliorare la qualità del latte materno

In alcuni casi il latte materno potrebbe non fornire sufficienti elementi vitali necessari per la crescita e la salute del neonato. Grazie alla ricchezza di elementi organici vitali, il succo crudo di carota è considerato un valido aiuto per le neomamme. Inoltre, se assunto regolarmente prima del parto, il succo di carota può addirittura minimizzare il rischio di infezioni durante il parto stesso.

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5 – Aiuta a combattere le infezioni

Come accennato già sopra, consumare succo vivo di carota può aiutare a rafforzare le nostre difese immunitarie e rendere il nostro organismo molto meno vulnerabile alle infezioni ed agli agenti patogeni. È molto efficace nella prevenzione delle infezioni agli occhi, alla gola, alle tonsille, alle cavità nasali e agli organi della respirazione in generale.

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6 – Aiuta a migliorare la fertilità ed è un’arma efficace contro la sterilità

Il succo vivo di carota risulta molto efficace nei casi di sterilità, causata da un’alimentazione errata, povera di enzimi ed altri elementi vitali.

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7 – Aiuta a migliorare e mantenere la salute della pelle e degli occhi

Lo sappiamo da piccoli che mangiare tante carote fa bene agli occhi. Il semplice succo fresco di carota può aiutare a risolvere tantissimi disturbi della vista, ma anche migliorare il benessere della nostra pelle ed aiutare a prevenire e risolvere tantissimi problemi, come pelle secca, dermatite, macchie della cute ecc.

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8 – Protegge il sistema nervoso

Il succo fresco di carota stimola la rigenerazione cellulare ed è utile per aumentare la resistenza allo stress, il vigore e la vitalità.

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9 – Aiuta a dimagrire

Grazie all’effetto depurativo e disintossicante che il succo vivo di carota ha sul fegato e sull’intestino, e grazie anche alla ricchezza di elementi vitali, il succo di carota stimola il nostro metabolismo ed è un perfetto alleato nella lotta contro il peso in eccesso.

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10 – Un valido alleato nella lotta contro il cancro

È stato dimostrato che il succo fresco di carota è un vero e proprio miracolo della nostra epoca, perché può favorire la remissione di diversi tipi di cancro. Il succo crudo di carota offre enzimi, atomi e liquidi organici vitali di cui le cellule ed i tessuti del corpo hanno così tanto bisogno.

Come assumere il succo di carota e dose giornaliera

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Il succo di carota può essere assunto ogni giorno e per lunghissimi periodi di tempo. A seconda delle necessità e dei problemi da curare si possono bere da un minimo di ½ l fino a 4 litri di succo fresco di carota al giorno. Il succo di carota inoltre è noto per la sua capacità di potenziare l’effetto degli altri ortaggi e spesso viene consumato in combinazione con altri succhi vegetali freschi, come quello di barbabietola, sedano, cetriolo, prezzemolo, spinaci, lattuga, cavolo, rapa ecc.

Ultimamente si parla moltissimo dei vari supercibi, o superfood, la maggior parte di provenienza esotica e difficilmente reperibili e non sempre di produzione biologica, dimenticando spesso i frutti dei nostri orti, come la carota – un ortaggio semplice e umile, ma dai superpoteri tali da garantire il nostro benessere e da proteggere la nostra salute. Grazie ai suoi numerosi benefici, consumare succo di carota fresco ogni giorno è un vero atto d’amore verso noi stessi.

 

Fonte: “Succhi freschi di frutta e verdura” di Norman Walker


 

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Aspartame – fa male o no? Dove si trova e che effetti collaterali ha?

Gli additivi alimentari sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari che siamo soliti acquistare al supermercato. Non tutti gli additivi sono nocivi, ma esistono alcuni che andrebbero evitati a tutti costi. Vediamo se l’aspartame è uno di loro, dove si trova e quali effetti collaterali ha sulla nostra salute.

Cos’è l’aspartame?

L’aspartame è un edulcorante artificiale, il più commercializzato del mondo e spesso utilizzato come sostituto dello zucchero.

L’aspartame è stato scoperto nel 1965 da un chimico americano, che stava cercando di inventare una medicina per curare l’ulcera. E nonostante alcuni ricercatori avessero provato le sue proprietà altamente cancerogene e neurotossiche, negli anni ’80 l’aspartame si affermò sul mercato sostenuto da importanti investimenti di denaro.

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L’aspartame è spesso indicato sulle liste degli ingredienti come edulcorante o esaltatore di sapidità con il numero E951.

Rischi ed effetti collaterali del consumo di aspartame

Nel 2008, il Journal of Clinical Nutrition ha pubblicato i risultati di una ricerca realizzata nel 2006 dal professor Pretorius del Department of Anatomy dell’Università di Pretoria. Questi risultati provano la neurotossicità dell’aspartame ed i gravi problemi comportamentali causati da questo edulcorante artificiale.

L’aspartame si è guadagnato la fama dell’additivo più assassino che possa esistere ed ha più di 90 effetti collaterali, inclusi in una lista approvata nel 1995 negli Stati Uniti dalla FDA (Food and Drug Administration), tuttavia viene ancora impiegato in tantissimi prodotti alimentari, farmaci e integratori alimentari.

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Alcuni effetti collaterali:

  • mal di testa;
  • disturbi digestivi;
  • diarrea;
  • meteorismo;
  • insonnia;
  • aumento di peso;
  • iperattività;
  • mancanza di concentrazione;
  • disturbi della vista;
  • disturbi dell’udito;
  • sensibilità ai rumori;
  • dolori alle articolazioni;
  • crampi;
  • fatica cronica e sonnolenza;
  • occhiaie;
  • reazioni cutanee;
  • perdita di capelli;
  • sinusite;
  • problemi di dentizione;
  • sensazione di freddo;
  • sangue dal naso;
  • diminuzione dell’intelligenza;
  • vuoti di memoria;
  • depressione;
  • sbalzi d’umore;
  • crisi di panico;
  • paranoia;
  • ossessioni;
  • agorafobia;
  • aggressività e violenza fisica;
  • ipersessualità;
  • demenza;
  • convulsioni;
  • epilessia;
  • problemi di tiroide e di fertilità;
  • impotenza;
  • deformazioni congenite;
  • ritardo mentale;
  • iper- e ipoglicemia;
  • aumentata sensibilità alle infezioni;
  • diabete;
  • morbo di Parkinson;
  • Alzheimer;
  • sclerosi a placche;
  • fibromialgia;
  • arresto cardiaco;
  • cancro al cervello;
  • crea dipendenza…

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L’aspartame è un additivo che fa parte della famiglia delle “eccitotossine” e quindi ha la capacità di “eccitare” i neuroni danneggiando in questo modo molti altri organi.


Consigli di lettura:

Un volume di piccolo formato – pratico, facile da consultare e da portare con noi al supermercato…

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Dove si trova l’aspartame?

Secondo un articolo del British Medical Journal in Europa vengono consumati circa 2000 tonnellate di aspartame all’anno!

Possiamo trovare questo edulcorante sintetico in:

  • diversi prodotti alimentari cosiddetti dietetici o “light”;
  • bevande (“senza zuccheri aggiunti” o “light”);
  • gomme da masticare;
  • dolciumi e caramelle;
  • edulcoranti da tavola (in polvere, pastiglie o bustine);
  • alcuni tipi di yogurt e gelati;
  • medicinali (specie sciroppi e farmaci per bambini) ecc.

L’aspartame fa decisamente male. Nel mondo esistono milioni di “vittime dell’aspartame” – persone che avvertono gli effetti collaterali di questo additivo sintetico e si fanno curare senza sapere che all’origine dei loro sintomi e dei loro problemi di salute è proprio il consumo di prodotti all’aspartame.

Per vivere in salute e a lungo è fondamentale leggere con attenzione le etichette ed evitare a tutti i costi di acquistare e consumare prodotti contenenti aspartame E-951.

 

Fonte: Guida Tascabile Agli Additivi Alimentari di Corinne Gouget


 

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Crostata rovesciata di albicocche e pesche – ricetta light e senza glutine

La crostata rovesciata di albicocche e pesche è un dolce estivo da preparare velocemente quando ci avanza tanta frutta.

Adoriamo la frutta, e in modo particolare la frutta d’estate, e in famiglia ne compriamo spesso troppa. Questa ricetta è nata dal desiderio di trovare un modo per non sprecare la frutta e di preparare qualcosa di fresco, leggero, digeribile e NON troppo dolce.

La crostata rovesciata di albicocche e pesche è un dolce estremamente semplice da preparare. È molto leggero perché non contiene uova e prevede l’utilizzo di pochissimi grassi. È inoltre adatto ad essere consumato anche dalle persone intolleranti al glutine, perché è preparato con la farina di riso.

Per questa ricetta ho usato albicocche e pesche, perché era la frutta che mi avanzava in casa, ma si possono usare anche solamente le albicocche oppure qualsiasi altro tipo di frutta vi piaccia, purché sia frutta di stagione.

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Questo dolce è una torta rovesciata (simile alla tarte tatin francese) perché la frutta viene adagiata sul fondo della tortiera per poi essere coperta da una pasta brisée, che in questo caso è stata preparata con un ingrediente speciale e di cui vi ho già parlato molto – il kefir. La crosta risulta croccante, light e molto digeribile.

Per questa ricetta non ho utilizzato aromi (come la vanillina o la cannella) perché non volevo coprire il profumo ed il sapore della frutta, ma a piacere potete aggiungere anche i vostri aromi preferiti.

Crostata rovesciata di albicocche e pesche – ricetta light e senza glutine

Ingredienti

Per la base

Farina di riso bio 300 g

Zucchero di canna bio 1 cucchiaio

Un pizzico di sale

Olio di semi di girasole bio 1 cucchiaio + q.b. per ungere la tortiera

Latte di kefir 200 g

Per il ripieno di frutta

Albicocche e pesche 500 g circa

Zucchero di canna bio 5 cucchiai

Procedimento

1 – Mescolare in una terrina la farina di riso con lo zucchero ed il pizzico di sale.

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2 – Aggiungere il kefir ed iniziare a impastare con le mani. Se l’impasto sembra troppo asciutto potete aggiungere qualche cucchiaio d’acqua. Dovete ottenere un impasto liscio, omogeneo ed abbastanza elastico.

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3 – Preparare il composto di frutta: lavare tutta la frutta, tagliare le albicocche a metà e le pesche a fette. Ungere una tortiera con un po’ d’olio e distribuire sul fondo 4 cucchiai di zucchero di canna. Adagiare la frutta con la buccia verso l’alto in uno strato e in modo da coprire il fondo della tortiera. Spolverare con il cucchiaio di zucchero rimasto.

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4 – Stendete la base (io ho steso l’impasto sopra un canovaccio pulito) e disponetela sopra la frutta, rivoltando i bordi verso il basso come per avvolgere il ripieno. Punzecchiate la pasta con una forchettina o con uno stecchino e infornate la crostata rovesciata in forno preriscaldato a 180 gradi per 40-50 min.

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5 – Sfornate il dolce e fate raffreddare prima di capovolgerlo su un piatto da portata. Servite la crostata rovesciata senza glutine tiepida accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia, oppure da sola, fresca, facendola riposare un paio d’ore nel frigo.

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Come riciclare gli scarti dell’estrattore? Plumcake rustico – ricetta senza uova e senza burro.

Quando prepariamo i succhi vegetali con l’estrattore il succo viene separato dalla polpa, che quasi sempre viene buttata nella spazzatura. Esistono invece tantissimi modi per riciclare gli scarti dell’estrattore, come ad esempio preparare ricette dolci e salate (marmellate, torte, muffin, ghiaccioli, omogeneizzati per bambini, biscotti, barrette energetiche ecc.).

Gli scarti da estrazione non sono altro che le fibre della frutta e della verdura utilizzata per preparare il succo, ancora ricchissime di proprietà benefiche per il nostro benessere. Buttarle via è un vero peccato ed uno spreco che si può evitare.

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Quello che vorrei proporre oggi è un plumcake rustico molto leggero e saporito, preparato con farine integrali e scarti da un succo di carota e mela verde. Non solo è una ricetta salutare, straricca di fibre e perfetta per una colazione sana, ma è anche estremamente leggera e digeribile, perché non contiene né uova, né latticini (come burro, latte, panna, yogurt, kefir ecc.).

Come la maggior parte delle mie ricette, il plumcake rustico con scarti dell’estrattore è facilissimo da preparare. È una ricetta veloce, preparata con ingredienti semplici, perfetta per chi vuole conciliare i numerosi impegni della vita quotidiana con un’alimentazione sana, equilibrata e fatta in casa.

Plumcake rustico con scarti dell’estrattore – ricetta light senza uova e senza burro

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Ingredienti:

Farina integrale bio 100 g

Farina di farro bio 150 g

Zucchero di canna bio 100 g

Lievito istantaneo per dolci 1 bustina

Vanillina (solo se usate il lievito non vanigliato) 1 bustina

Scarti dell’estrattore (mela verde e carota in questo caso) 250 g

Succo vegetale (carota e mela verde) 150-200 ml

Olio di semi di girasole bio 4 cucchiai

Cannella e farina di cocco per la superficie

Procedimento:

1 – In una terrina mescolare gli ingredienti secchi: le farine (integrale e farro), lo zucchero di canna, il lievito istantaneo e la vanillina.

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2 – Aggiungere l’olio di semi e, continuando a mescolare, il succo vegetale (oppure dell’acqua se avete consumato il succo). Mescolate bene il composto. Se vi sembra troppo asciutto potete aggiungere dell’altro liquido (succo oppure acqua).

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3 – Aggiungere al composto gli scarti dell’estrattore, fare amalgamare bene e versare il tutto in una pirofila ricoperta con carta da forno. Livellare la superficie e spolverare con cannella e farina di cocco.

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4 – Infornare il plumcake rustico in forno preriscaldato a 180 gradi (160 se ventilato) per un’oretta circa. Deve risultare dorato in superficie.

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5 – Sfornare il plumcake e servire tiepido o freddo a colazione o merenda, accompagnato da una tazza di tè, una tisana o un bicchiere di kefir fresco (latte di kefir).

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8 segnali e sintomi che possono indicare una carenza di proteine nella dieta

Uno dei sintomi più conosciuti di carenza di proteine è la caduta dei capelli, ma esistono anche altri segnali e sintomi che possono indicare un’insufficienza di proteine nella dieta.

Per comprendere meglio di cosa si tratta dobbiamo fare una premessa:

le proteine sono indispensabili per la crescita, il mantenimento, la riparazione e la rigenerazione di tutte le cellule del nostro organismo.

Ma le proteine servono anche per trasportare l’ossigeno dai polmoni alle cellule e funzionano come messaggeri chimici.

Le proteine sono sostanze complesse, composte da 20 aminoacidi, molti dei quali (gli aminoacidi essenziali) non possono essere sintetizzati dal nostro organismo e devono essere forniti dalla dieta.

Per questo motivo è importante garantire un apporto sufficiente di proteine per evitare ripercussioni sulla nostra salute e per mantenere la linea e il benessere generale dell’organismo.

8 segnali e sintomi che possono indicare una carenza di proteine nella dieta:

1 – Pelle secca, unghie e capelli deboli

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Questo è uno dei sintomi più comuni e più conosciuti. Se non mangiamo abbastanza proteine i nostri capelli diventano più sottili, più fragili e più soggetti a caduta. Anche la pelle ne soffre, diventando più secca e più flaccida. E se notate che le cuticole sono troppo secche e dure e le unghie troppo fragili, è possibile che dobbiate aggiungere più proteine alla vostra dieta.

2 – Dolore muscolare e articolare

Tutti i tessuti del nostro organismo, e in modo particolare i muscoli, si nutrono di proteine. Ragione per cui se notate debolezza muscolare e/o dolore articolare, pur non avendo fatto esercizio fisico, è molto probabile che il problema sia dovuto a una carenza di proteine.

3 – Difficoltà a perdere peso

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Le proteine sono uno dei nutrienti fondamentali necessari al buon funzionamento del nostro metabolismo (il nostro corpo brucia molta più energia per digerire le proteine piuttosto che i carboidrati ed i grassi) e dell’intero organismo.

Eliminare o limitare le proteine (uova, carne, pesce, latticini, verdure o legumi) dalla dieta quotidiana può impedire a perdere peso e a mantenere la forma fisica e il benessere generale.


Consigli di lettura:

Informazioni oggettive, scientifiche e soprattutto indipendenti di gran valore, di massima utilità e di applicazione efficace.

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4 – Ritenzione idrica

Un’insufficienza di proteine può portare a ritenzione idrica e, come conseguenza, provocare gonfiore, cellulite e aumento di peso. Aumentare la quantità di proteine, soprattutto d’estate e quando si fa tanto esercizio fisico, può aiutare a prevenire e a combattere i sintomi da ritenzione idrica.

5 – Difese immunitarie basse e guarigione lenta

La carenza di proteine può indebolire il sistema immunitario del nostro organismo e aumentare il rischio di ammalarsi. Anche le ferite tendono a guarire molto più lentamente, perché le proteine sono indispensabili per la crescita e rinnovamento cellulare.

6 – Difficoltà di concentrazione

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Quando il corpo non riceve abbastanza proteine è possibile sperimentare attimi di mancanza di lucidità e confusione mentale. Questo accade perché gli squilibri dei livelli di zucchero nel sangue vanno a colpire le funzioni cerebrali.

7 – Stanchezza, debolezza e mancanza di energia

Questo forse è uno dei primi sintomi da carenza di proteine. Sentirsi eccessivamente stanchi anche senza aver compiuto sforzi importanti è un segnale molto comune in caso di diete povere di proteine. Le proteine garantiscono il funzionamento normale di tutto il corpo, e in modo particolare dell’apparato muscolo-scheletrico.

8 – Voglia di dolce

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Le proteine hanno la proprietà di normalizzare i livelli di glucosio nel sangue. Se l’apporto di proteine nella dieta è insufficiente cominciamo ad avvertire un’improvvisa voglia di dolci.

Quante proteine dovremmo assumere al giorno?

In un regime di alimentazione equilibrata, le proteine dovrebbero fornire fino al 20% del fabbisogno calorico giornaliero.

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Fonti di proteine:

A – Alimenti di origine animale:

carne (tacchino, pollo), uova, latte, pesce, formaggi.

B – Alimenti di origine vegetale:

soia, lenticchie, fagioli, piselli, ceci lupini, quinoa, grano saraceno, miglio, farro, amaranto, noci, pinoli, pistacchi, mandorle, alghe (spirulina), semi (canapa, zucca, chia), spinaci, cavolo, carciofi, albicocche disidratate, pop-corn.


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Come fare i crackers integrali in casa – ricetta facile, veloce e senza lievito

Quante volte avete rinunciato ad acquistare un prodotto dopo aver letto l’etichetta? Mi è capitato tantissime volte con i crackers e mi sono chiesta, ma perché non provare a farli in casa. Così è nata la ricetta dei crackers integrali senza lievito, salutare e facile e veloce da preparare.

Questi crackers sono ottimi per essere sgranocchiati da soli come spuntino con un po’ di frutta, oppure per sostituire il pane durante i pasti. Sono perfetti da mangiare sia a colazione, che a merenda, con marmellata o formaggio.

I crackers integrali sono estremamente leggeri e digeribili perché non contengono lievito. Inoltre sono ricchissimi di fibre – l’alleato perfetto della nostra linea e della nostra salute.

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Per un tocco di sapore in più e per rendere questi crackers ancora più digeribili ho utilizzato anche la farina di farro, nota per essere più leggera e ricca di fibre, proteine e vitamine del gruppo B.

Ricetta dei crackers integrali senza lievito

Ingredienti

Farina integrale 100 g

Farina di farro 100 g

Semola integrale di grano duro 50 g

Sale un cucchiaino raso

Olio E.V.O 4 cucchiai + per spennellare

Acqua 100 – 150 ml

Semi vari – girasole, lino, sesamo (opzionale)

Procedimento

1 – Mescolare in una terrina gli ingredienti secchi: le farine, la semola ed il sale.

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2 – Aggiungere l’olio e 100 ml d’acqua. Impastare bene con le mani, aggiungere altra acqua se il composto dovesse risultare troppo asciutto. Continuare a lavorare l’impasto che deve diventare omogeneo, liscio e abbastanza elastico. Formare una palla e lasciare riposare l’impasto per un quarto d’ora.

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3 – Con un mattarello stendere l’impasto dei crackers senza lievito in un foglio sottile.

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4 – Con un coltello affilato ritagliare i crackers della forma desiderata. Potete usare anche una rotella dentellata oppure, se vi volete divertire e preparare i crackers insieme ai vostri figli, potete usare anche delle formine per fare i biscotti.

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5 – Adagiare i crackers su una teglia rivestita con carta da forno. Spennellare la superficie con dell’olio d’oliva e cospargerli con il mix di semi preferito.

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6 – Cuocere i crackers integrali senza lievito nel forno preriscaldato a 180 gradi (160 se ventilato) per 20-25 minuti circa. A fine cottura i crackers devono risultare asciutti e croccanti.

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Succhi vegetali freschi in gravidanza – quali bere?

La gravidanza è un periodo molto delicato e particolare, durante il quale è necessario fare attenzione a moltissime cose, inclusa l’alimentazione, e bere succhi vegetali freschi in gravidanza può contribuire a preservare e migliorare la salute della madre e del bambino.

Moltissime donne infatti hanno tantissimi dubbi sul consumo di succhi in gravidanza, dal rischio di toxoplasmosi al consumo eccessivo di zuccheri. Ma bere succhi freschi in gravidanza può solo fare bene, a patto che si rispettino alcune regole fondamentali:

1 – Preparare sempre da soli i succhi vegetali, per avere sempre la certezza dell’igiene e della qualità della verdura e della frutta utilizzata.

2 – Preferire frutta e verdura fresca da agricoltura biologica.

3 – Lavare accuratamente tutti gli ingredienti dei succhi vegetali.

4 – Utilizzare più verdure e meno frutta, in modo da ridurre il consumo di zuccheri.

5 – Consumare il succo vegetale subito appena preparato per beneficiare appieno di tutte le proprietà benefiche.

Gli ingredienti migliori per i succhi vegetali da consumare in gravidanza:

Carota

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Il succo fresco di carota aiuta a normalizzare l’intero organismo. È la fonte più ricca di vitamina A e di altre vitamine: B, C, D, E, G e K.

Il succo di carota è utile per la salute delle ossa e dei denti.

Assumere succo di carota durante gli ultimi mesi di gravidanza aiuta a ridurre il rischio di sepsi puerperale al momento del parto. Questo succo inoltre può migliorare la qualità del latte materno.

Sedano

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Il succo di sedano è preziosissimo per la salute dell’intero organismo perché contiene una percentuale eccezionalmente alta di sodio organico vitale. Il sedano è inoltre ricco di calcio, magnesio e ferro. Questo succo è in grado di combattere i danni provocati dal consumo prolungato di alimenti ricchi di amidi e carboidrati concentrati (pane, biscotti, pasta, cereali, dolci, bevande zuccherate, caramelle, gelati ecc.).

Prezzemolo

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Il succo di prezzemolo è uno dei succhi vegetali freschi più potenti. Va assunto in piccole quantità ed è vitale per il metabolismo dell’ossigeno e per la salute delle ghiandole surrenali e della tiroide. Il succo di prezzemolo inoltre è utile per favorire la funzionalità dei vasi sanguigni e per migliorare e preservare la salute del tratto genitourinario.

Spinaci

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Il succo di spinaci è molto prezioso per l’intero apparato digerente, dallo stomaco al colon. Il succo di spinaci freschi contiene le sostanze organiche vitali per la depurazione e la rigenerazione dell’intestino. È molto utile per prevenire e curare la stipsi in gravidanza.

Barbabietola

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Il succo di barbabietola aiuta a tonificare il sangue e a ricostruire i globuli rossi. Se assunto da solo, il succo di barbabietola ha un forte effetto depurativo e può provocare vertigini e nausea. Per questo motivo si consiglia di combinarlo con succo di carota, una miscela che fornisce una buona percentuale di vitamina A, fosforo, zolfo, potassio ed altri elementi alcalini.

Cetriolo

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Il cetriolo è il migliore diuretico naturale. Inoltre a stimolare il flusso delle urine, se miscelato al succo di carota, di lattuga e di spinaci, il succo di cetriolo è in grado di favorire la crescita delle unghie e dei capelli e di eliminare gli accumuli di acido urico. È un ortaggio ricco di potassio, sodio, calcio, fosforo, cloro, silicio e zolfo.

Grazie all’elevato contenuto di potassio, il succo di cetriolo è molto utile per normalizzare la pressione sanguigna.

Lattuga

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Il succo di lattuga contiene grandi quantità di ferro, molto utile in gravidanza. Inoltre i Sali organici e vitali di magnesio contenuti nel succo di lattuga sono necessari per la formazione delle cellule del sistema nervoso e dei tessuti dei polmoni.

Il succo di lattuga contiene anche più di 9% di fosforo – uno dei principali costituenti del cervello, e zolfo – uno dei componenti dell’emoglobina e che agisce come antiossidante.

Rapa

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Le foglie di rapa sono ricchissime di calcio – un elemento preziosissimo in gravidanza. Il succo di rapa è inoltre utile per ridurre l’iperacidità ed è ricco di potassio – un efficace alcalinizzatore, soprattutto se miscelato al succo di sedano e carota.

Alfa-alfa

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Alfa-alfa è un’erba ricchissima di elementi nutritivi di ottima qualità, come il calcio, il magnesio, il fosforo, il cloro, il sodio, il potassio e il silicio – tutte sostanze di cui il nostro organismo ha bisogno per far funzionare correttamente diversi organi.

Il succo viene preparato utilizzando le foglie fresche. Alfa-alfa è una pianta che si adatta facilmente a vivere in una grande varietà di suolo e clima e può essere coltivata anche a casa.

Alfa-alfa inoltre è uno dei cibi più ricchi di clorofilla, che garantisce resistenza a infezioni e ci permette di vivere a lungo, in salute e con vitalità.

Essendo troppo forte per essere assunto da solo, il succo fresco di alfa-alfa deve essere miscelato agli altri succhi vegetali e la combinazione che ne esalta di più le proprietà è con il succo di carota.

Alcune ricette e combinazioni di succhi vegetali da consumare in gravidanza

Queste combinazioni e le proporzioni sono state studiate e proposte da Norman Walker, nutrizionista, ricercatore e autore di numerosi libri dedicati alla salute e all’alimentazione salutistica.

Questo articolo fa riferimento in modo particolare al libro di Norman Walker “SUCCHI FRESCHI DI FRUTTA E VERDURA – ingredienti e proprietà nutritive per migliorare la salute e risolvere disturbi e malattie”.

Succo 1 – Succo di Carota

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Nel suo libro Norman Walker suggerisce il consumo di 1 porzione = 1 pinta, che equivale a 470 ml. 

Succo 2 – Carota, Spinaci

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Succo 3 – Carota, Sedano, Prezzemolo e Spinaci

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Succo 4 – Carota, Barbabietola, Cetriolo

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Succo 5 – Carota, Barbabietola, Lattuga, Rapa

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Succo 6 – Carota, Lattuga, Alfa-alfa

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La gravidanza è il periodo più importante per il bambino che deve nascere. Per la crescita e lo sviluppo del bambino e per la salute della mamma è fondamentale inserire nella dieta giornaliera tanta verdura e frutta cruda e una quantità importante di succhi vegetali freschi ricchissimi di elementi vivi ed organici.


Consigli di lettura:

In maniera sintetica, ma dettagliata e approfondita, questo volume spiega come con i succhi di frutta e gli estratti vegetali sia possibile recuperare sostanze di importanza vitale e rigeneranti per la salute, il tutto con poco sforzo di assimilazione da parte del nostro organismo.

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Ingredienti e proprietà nutritive per migliorare la salute e risolvere disturbi e malattie

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Come prevenire la disidratazione mangiando? Quali alimenti preferire e quali evitare?

Mantenere il nostro organismo idratato è fondamentale per la nostra salute e diventa una priorità soprattutto d’estate. Bere tanto è importante, ma per prevenire la disidratazione dobbiamo sapere anche quali alimenti evitare di mangiare e quali invece preferire.

Cos’è la disidratazione e perché è pericolosa?

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Le cause più comuni della disidratazione sono:

  • l’assunzione insufficiente di liquidi (la mancanza di acqua è più grave della mancanza di cibo);
  • il vomito o la diarrea;
  • uso di farmaci (ad esempio i diuretici);
  • la febbre ed il surriscaldamento;
  • alcune malattie (come il diabete mellito o il morbo di Addison).

In media il corpo umano perde ogni giorno circa il 2,5% dell’acqua corporea totale, il che equivale a 1,2 litri suddivisi tra urina, aria espirata, liquidi provenienti dal tratto gastrointestinale e traspirazione.

Sono più a rischio di disidratazione gli anziani ed i bambini ed i sintomi più comuni della disidratazione sono:

  • la sete;
  • gli occhi pesti e infossati;
  • secchezza delle fauci;
  • scarsa minzione e urina scura;
  • spossatezza;
  • spasmi muscolari;
  • letargia;
  • irritabilità;
  • febbre.

Come prevenire la disidratazione?

Alimenti da evitare per prevenire la disidratazione

1 – Alcol

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Le bibite alcoliche stimolano la diuresi, possono provocare la perdita di vitamine e minerali ed uno stato di disidratazione accompagnato da sintomi come mal di testa, sete, nausea, dolori muscolari.

2 – Bibite diuretiche

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– Tè, tisane e infusi di piante officinali con azione diuretica (come ortosiphon, ginepro, ortica, gramigna, equiseto ecc.) che possono stimolare la diuresi e che andrebbero evitate, specie durante la stagione calda, perché possono provocare la disidratazione del corpo.

– Caffè.

– Energy drink.

3 – Formaggi stagionati

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I formaggi stagionati hanno una bassa concentrazione d’acqua, quindi non adatti come alimento da consumare spesso durante la stagione estiva. È meglio preferire i formaggi freschi, molto più ricchi d’acqua.

4 – Insaccati e salumi stagionati

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Come nel caso dei formaggi stagionati, questi prodotti a base di carne sono poveri d’acqua. Attenzione anche agli additivi che possono avere effetti dannosi sulla salute.

5 – Carne o pesce conservati, disidratati o stracotti

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Già la parola “disidratati” parla per sé. È consigliabile evitare tutto ciò che è disidratato e preferire cibi freschi o con tempi di cottura non troppo lunghi, che preservano una quantità maggiore d’acqua e di nutrienti.

6 – Frutta e verdura conservati, disidratati o cotti

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Qui si tratta di limitare il consumo di frutta o verdura candita, essiccata, marmellate ecc. Eccezione – i minestroni.

7 – Crackers, crostini, grissini, gallette, fette biscottate

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Sempre a causa del basso apporto d’acqua questi alimenti andrebbero consumati con molta moderazione. Sarebbe consigliabile dare preferenza al pane fresco oppure ai primi piatti.

Alimenti da preferire per prevenire la disidratazione

1 – Frutta e verdura fresca

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In modo particolare cetrioli, zucchine, lattuga iceberg, sedano, pomodoro, spinaci, melanzane, anguria, melone, ananas ecc. Tutta frutta e verdura ricchissima di acqua (fino al 96%), di vitamine e di minerali, tanto utili al nostro organismo.

2 – Estratti, spremute, centrifugati o frullati di frutta e verdura

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Questo è un ottimo modo per dissetarsi e per integrare il fabbisogno di vitamine e di minerali. Il sedano, i cetrioli e l’anguria sono fra gli ingredienti più utilizzati per preparare bevande salutari, rinfrescanti e dissetanti, da consumare come spuntini fra i pasti principali.

3 – Latte, yogurt, kefir

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Questi alimenti salutari hanno un contenuto elevato d’acqua e possono essere consumati anche più volte al giorno, da soli, con la frutta o all’interno dei frullati di frutta.

4 – Carne, pesce e uova preparati con uno dei seguenti metodi di cottura: a vapore, al cartoccio o in crosta, lessati, sottovuoto, vasocottura, a pressione.

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Come già detto prima, i tempi di cottura troppo prolungati privano gli alimenti di acqua e di sostanze nutritive. Le cotture al vapore, al cartoccio, a pressione ecc. permettono invece di mantenere la giusta idratazione.

5 – Brodi, minestre e zuppe di cereali e legumi

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In questo caso è consigliabile anche lasciare in ammollo i legumi o i cereali prima di cucinarli, perché in questo modo l’idratazione aumenta del 100-200%.

6 – Tè e tisane

Preparate con il karkadé (fiori di ibisco), il caffè verde, il tè verde, il limone, la salvia, la liquirizia, la melissa, la betulla (utilizzata fin dall’antichità anche nei casi di sudorazione persistente), il ginseng, il rosmarino, la menta piperita ecc. ed ottime per essere consumate anche fredde.


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10 cibi che rallentano il metabolismo

È risaputo che un metabolismo sano, veloce e funzionante è la chiave della salute e della forma fisica. Il modo migliore per stimolarlo è attraverso l’alimentazione e per farlo dovremmo limitare il consumo di cibi che rallentano il metabolismo.


Leggi anche: 10 alimenti che aiutano ad accelerare il metabolismo

10 alimenti che aiutano ad accelerare il metabolismo

Ecco i 10 cibi che rallentano il metabolismo:

1 – Preparati di carne con nitriti e nitrati

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Per riattivare il metabolismo dovremmo rinunciare a consumare salumi, affettati, prodotti di carne essiccata o affumicata, salsicce, hamburger pronti ecc. Tutti questi preparati contengono nitriti e nitrati – sostanze che impediscono la proliferazione di batteri e rallentano la scomposizione del grasso nella carne. Lo stesso accade anche all’interno del nostro organismo se consumiamo questi prodotti.

2 – Frumento

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Per renderlo più resistente alle condizioni meteorologiche e alle infestazioni il grano è stato ibridato e trattato. Il problema maggiore è che il frumento è diventato indistruttibile non solo nei campi, ma anche all’interno del nostro corpo, trasformandosi in una fonte di gonfiori, gas, infiammazioni e ritenzione idrica.

Il grano può essere sostituito dai cereali germogliati, il farro, l’orzo, la quinoa o il riso integrale.

3 – Mais

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Grazie all’ingegneria genetica il mais purtroppo è diventato una bomba di zuccheri, uno dei nemici peggiori del nostro metabolismo, che facilita la produzione di grasso. Mangiare mais potrebbe essere indicato per le persone che vogliono mettere su un po’ di chili, ma per chi desidera dimagrire è un alimento da evitare.

4 – Soia

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La soia è una fonte di estrogeni vegetali molto simili agli ormoni prodotti dall’organismo umano. I livelli elevati di estrogeno contribuiscono all’accumulo di grasso intorno al ventre. Inoltre, essendo la soia un altro alimento geneticamente modificato, può risultare molto difficile da digerire. Ad eccezione della soia fermentata (la salsa tamari ad esempio), che non ha lo stesso effetto estrogenico, tutti gli altri prodotti a base di soia andrebbero evitati (come il tofu, il tempeh, l’edamame ecc.). I vegetariani possono sostituire gli alimenti a base di soia con altri fonti di proteine vegetali, come la quinoa, le alghe (spirulina), i semi di canapa, i legumi, le mandorle ecc.

5 – Alimenti che contengono zuccheri raffinati

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Quando mangiamo troppo zuccheri raffinati nel nostro corpo scatta un meccanismo di sopravvivenza: per poter far fronte a questo apporto eccessivo ed immediato di energia (lo zucchero raffinato entra in circolo subito) e per mantenere i livelli della glicemia entro i valori normali, l’organismo lo trasforma in grasso.

Lo sapevi che: Due/tre cucchiaini di zucchero raffinato possono inibire la perdita di peso per tre-quattro giorni?! 

Fonte: “La Dieta Del Super Metabolismo” di Haylie Pomroy

Altri effetti collaterali del consumo dei zuccheri raffinati:

  • è immunosoppressivo (lo zucchero raffinato è in grado di dimezzare la quantità dei globuli bianchi essenziali per un corretto funzionamento delle difese immunitarie);
  • crea dipendenza;
  • penetra in fretta la parete intestinale (lo zucchero raffinato viene spesso addizionato con una glicoproteina che facilita il suo assorbimento al livello intestinale; questa proteina è ottenuta da sangue o dalle ossa dei maiali).

6 – Cibi che contengono edulcoranti artificiali

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Siamo spesso attratti dalle scritte “senza zuccheri aggiunti” quando facciamo la spesa, ma la maggior parte dei questi prodotti nasconde altri surrogati dello zucchero, che sono veleno per il nostro metabolismo (e per il nostro organismo!). Se proprio abbiamo voglia di dolce è meglio preferire gli alimenti con dolcificanti naturali, come la stevia o lo xilitolo di betulla.

7 – Alcol

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L’alcol mette sotto pressione un organo molto importante per il nostro metabolismoil fegato. L’alcol inoltre ha la capacità di fare salire la glicemia, perché ricco di zuccheri, risultando così nocivo per il metabolismo e per la linea.

8 – Frutta essiccata

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La frutta essiccata (ad esempio l’uvetta, le albicocche, i mirtilli) viene spesso consigliata come spuntino salutare e nelle diete dimagranti, ma va mangiata con moderazione (se non addirittura evitata per i primi tempi), perché grazie all’alto contenuto di zuccheri e fibre facili da digerire, la frutta essiccata può fare salire la glicemia e, come conseguenza, aumentare il girovita.

9 – Spremute

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Come nel caso della frutta essiccata, anche le spremute sono un concentrato di zuccheri da evitare se vogliamo un metabolismo veloce. In questo caso è meglio preferire la frutta intera, perché le fibre hanno la capacità di rallentare il passaggio degli zuccheri nel sangue.

10 – Cibi “light” o dietetici

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Come nel caso dei cibi “senza zuccheri aggiunti” anche le scritte “light” attirano l’attenzione di chi desidera perdere qualche chilo (cibi pronti light, snack, latticini ecc.). Molto spesso sono un concentrato di additivi alimentari poco salutari, e inoltre, se si tratta di latticini magri, questi possono rallentare il metabolismo dei grassi. Meglio preferire cibi freschi e latticini interi (consumati con tanta moderazione).


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