Tag: cuore

Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 14 – 20 settembre 2020

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La raccolta settimanale delle frasi, degli aforismi e delle citazioni più belle sulla vita, sull’amore e sul benessere. Lunedì 14 settembre: Dentro di te è la fonte del bene, una fonte che può sempre zampillare, se si scava sempre. Marco Aurelio Martedì 15 settembre: La 

Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 24 – 30 agosto 2020

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La raccolta settimanale delle frasi, degli aforismi e delle citazioni più belle sulla vita, sull’amore e sul benessere. Lunedì 24 agosto: Se io ho perso la fiducia in me stesso, ho l’universo contro di me. Ralph Waldo Emerson Martedì 25 agosto: Non diventare mai troppo 

Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 20 – 26 gennaio 2020

Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 20 – 26 gennaio 2020

La raccolta settimanale delle frasi, degli aforismi e delle citazioni più belle sulla vita, sull’amore e sul benessere.

Lunedì 20 gennaio:

citazioni 20 gennaio 2020

Mi sveglio e do l’opportunità alla giornata che mi sta dinanzi di essere la più bella della mia vita.

Mark Twain

Martedì 21 gennaio:

citazioni 21 gennaio 2020

A volte tiriamo dritti lungo la strada della vita cercando di arrivare alla fine di ogni cosa, senza prestare attenzione al tragitto.

Andy Puddicombe

Mercoledì 22 gennaio:

citazioni 22 gennaio 2020

La perfezione è già presente: ciò che ci allontana da lei è più di tutto la nostra ambizione di raggiungerla.

Raffaele Morelli

Consigli di lettura:

Giovedì 23 gennaio:

citazioni 23 gennaio 2020

La qualità non è mai casuale; è sempre il risultato di uno sforzo intelligente.

John Ruskin

Venerdì 24 gennaio:

citazioni 24 gennaio 2020

La guerra finirà solo quando i padri ameranno i propri figli più di quanto odino i propri nemici.

Proverbio arabo

Fine settimana:

citazioni 25 gennaio 2020

Ci sono viaggi che si fanno con un unico bagaglio, il cuore.

Audrey Hepburn

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Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 19 – 25 agosto 2019

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La raccolta settimanale delle frasi, degli aforismi e delle citazioni più belle sulla vita, sull’amore e sul benessere. Lunedì 19 agosto: Delle volte arrivo in certi luoghi proprio quando Dio li ha resi pronti affinché qualcuno scatti una foto. (Ansel Adams) Martedì 20 agosto: Preferisco 

Macrolibrarsi store online – non solo libri

Macrolibrarsi store online – non solo libri

Un e-commerce diventato famoso per la vendita di libri ed e-book, ma Macrolibrarsi store online è molto di più, ed offre un’ampia varietà di prodotti per la salute e per il benessere. Non solo libri, quindi, ma anche prodotti alimentari, integratori, cosmesi, prodotti per la 

La droga dei tempi moderni: perché lo zucchero fa male?

La droga dei tempi moderni: perché lo zucchero fa male?

Sempre più medici e nutrizionisti ci mettono in guardia contro il consumo eccessivo di zucchero – una vera e propria droga, un male più diffuso di quanto non si creda. Ma perché lo zucchero fa male?

 

Quella da zucchero è una vera e propria dipendenza, che non solo provoca un aumento peso, ma è anche direttamente o indirettamente responsabile dell’insorgere di malattie importanti, come il diabete, malattie cardiovascolari, la depressione o il cancro.

 

Cos’è lo zucchero e a cosa serve?

 

Lo zucchero, in verità, è essenziale per il buon funzionamento del nostro organismo. È un carboidrato, che fornisce energia utilizzata da tutte le cellule nel corpo. L’organismo ha bisogno di zucchero per tutti i processi metabolici.

 

Esistono tre tipi di zuccheri:

  1. monosaccaridi: carboidrati più semplici, che comprendono il glucosio, il fruttosio e il galattosio.
  2. disaccaridi: costituiti da due monosaccaridi e che comprendono il saccarosio, il lattosio e il maltosio (amido).
  3. polisaccaridi: carboidrati più complessi costituiti da catene lunghe di zuccheri semplici, e che comprendono l’amido, il glicogeno, la cellulosa, l’inulina.

Generalmente, quando si parla di zucchero si è soliti indicare gli zuccheri semplici (saccarosio, glucosio, fruttosio ecc.).

Le fonti più importanti di zucchero (che viene usato come dolcificante nell’industria alimentare moderna) sono la canna da zucchero e la barbabietola da zucchero.

Durante la digestione i carboidrati vengono convertiti in glucosio, da cui le cellule ricavano energia. Una parte viene convertita in glicogeno ed immagazzinata nel fegato (dove servirà per mantenere i livelli normali di glucosio nel sangue) e nei muscoli (dove verrà utilizzato per l’attività muscolare). Una quantità troppo abbondante, invece, può portare all’aumento di peso.

La concentrazione di glucosio nel sangue viene mantenuta costante grazie all’attività dell’ormone insulina, prodotto dal pancreas. Ma, in seguito ad un consumo eccessivo di zucchero, si può verificare una carenza di insulina con conseguente incapacità di regolare le concentrazioni di zucchero nel sangue – una situazione che può portare al diabete.

 

Quanto zucchero dovremmo mangiare?

 

Parlando sempre di zuccheri semplici, l’Organizzazione mondiale della sanità suggerisce che la dose giornaliera di zucchero non dovrebbe superare 25 g, ovvero 5 cucchiaini da tè.

 

Lo zucchero, infatti non deve superare il 5% dell’apporto energetico totale giornaliero, una quantità sufficiente per fornire al nostro organismo l’energia necessaria per funzionare bene.

Questa è una quantità molto facile da superare, considerato che non si riferisce soltanto al comune zucchero da tavola, aggiunto al tè o al caffè, ma anche al miele, alle marmellate, agli yogurt, ai succhi di frutta, alle bevande, agli snack, alle merendine, al cioccolato, alle salse e ad altri prodotti confezionati che contengono fonti nascoste di zucchero (mais dolce o piselli in scatola, pane e panini, crackers, sughi pronti ecc.) e che siamo soliti consumare ogni giorno.

A volte, purtroppo, consumando un solo prodotto, possiamo facilmente superare l’intera dose giornaliera di zucchero: una bibita in lattina da 330 cc, ad esempio, ne può contenere anche fino a 35 g (!).

 

dove si trova lo zucchero

 

Lo zucchero come una droga

 

Esistono diversi motivi, perché ogni tanto abbiamo voglia di dolce, che si tratti di una dieta drastica, oppure di un’insufficienza di sonno, un calo di energia, una carenza di alcune vitamine o minerali, la gravidanza, oppure di una semplice disidratazione dell’organismo. Leggi di più QUI.

Alcune ricerche hanno dimostrato, come la voglia di dolce si può trasformare in dipendenza. Secondo i ricercatori, infatti, la nostra lingua è dotata di due recettori del gusto dolce, che sono rimasti sottosviluppati, perché i nostri antenati seguivano una dieta bassa in zuccheri. Quando mangiamo qualcosa di dolce, questi recettori vengono stimolati in modo eccessivo e, come conseguenza, il nostro cervello ci fa sentire un profondo senso di gratificazione e di piacere, che va a interferire con i meccanismi di autocontrollo. Ecco, proprio in questo modo nasce una dipendenza da zucchero.

Il centro di piacere del cervello, chiamato nucleus accubens, è fondamentale per la nostra sopravvivenza come specie. Quando consumiamo zucchero (così come qualsiasi altra sostanza che può creare dipendenza) il nostro nucleus accubens riceve un segnale di dopamina, attivando le sensazioni di piacere ed invogliandoci a mangiare più dolci. Il problema è che un’esposizione prolungata agli zuccheri, rende questi segnali più deboli e, come conseguenza, dobbiamo consumare sempre più cibi ricchi di zucchero per avere l’effetto desiderato.

 

Gli Stati Uniti e la Germania in Europa sono i maggiori consumatori di zucchero, con una quota di 117 e rispettivamente 118 g al giorno per gli adulti, e di 131 e rispettivamente 137 g al giorno per bambini. In Italia, secondo INRAN, gli adulti consumano in media 82 grammi di zucchero al giorno, mentre per i bambini la quota è di 96 grammi (!) – quasi quattro volte superiore alle indicazioni dell’Oms.

 

Perché lo zucchero fa male?

lo zucchero fa male

 

Consumare regolarmente quantità eccessive di zucchero può avere conseguenze importanti sulla nostra salute.

 

Esistono quattro categorie di rischi che corriamo mangiando troppi zuccheri.

 

1 – Rischio di squilibrio o di carenza di nutrienti:

  • squilibrio di minerali nel corpo;
  • lo zucchero interferisce con l’assorbimento del calcio, del magnesio e delle proteine;
  • aumenta i livelli di colesterolo e dei trigliceridi;
  • abbassa i livelli della vitamina E.

2 – Rischio di squilibrio di comportamento:

  • crea dipendenza e provoca un’intossicazione, simile a quella da alcool;
  • un aumento veloce dell’adrenalina;
  • iperattività;
  • ansia;
  • bassa concentrazione;
  • difficoltà di apprendimento;
  • rischio maggiore di comportamento antisociale;
  • instabilità emotiva;
  • depressione.

 

3- Rischio di sviluppare danni funzionali:

  • può indurre processi metabolici anormali in soggetti sani;
  • abbassamento delle difese immunitarie e maggiore rischio di contrarre infezioni;
  • perdita di elasticità dei tessuti;
  • problemi di vista;
  • invecchiamento precoce;
  • danni alla struttura del DNA;
  • modifiche nella struttura delle proteine e del collagene;
  • interferisce con l’attività degli enzimi;
  • provoca un aumento di grasso nel fegato;
  • danni ai reni;
  • danni al pancreas;
  • rallenta l’attività delle ghiandole surrenali;
  • provoca squilibri ormonali;
  • aumenta lo stress ossidativo;
  • fragilità dei tendini;
  • raddoppia il rischio di nascita di bambini sottopeso;
  • disidratazione nei bambini neonati.

 

4 – Rischio maggiore di sviluppare malattie:

  • nutre le cellule cancerogene;
  • può provocare morte cellulare;
  • aumento della pressione sanguigna;
  • obesità;
  • sensibilità ridotta all’insulina;
  • diabete;
  • emicrania;
  • allergie alimentari;
  • disturbi gastrointestinali;
  • cataratta;
  • vertigini;
  • malattie autoimmuni (asma, artrite, sclerosi multipla)
  • enfisema;
  • osteoporosi;
  • appendicite, emorroidi, vene varicose;
  • Parkinson;
  • maggiore rischio di Alzheimer;
  • gotta;
  • carie e parodontite;
  • Candida;
  • gestosi (tossiemia) gravidica;
  • eczema nei bambini;
  • attacchi epilettici.

 

Esiste un tipo di zucchero “migliore”?

 

Esistono diverse scuole di pensiero: c’è chi sostiene, che non serve eliminare lo zucchero raffinato, a patto che non si esageri con i consumi giornalieri; c’è invece chi, come il professor Franco Berrino, afferma che lo zucchero (incluso il fruttosio) ed i dolcificanti artificiali andrebbero eliminati del tutto dalla nostra dieta (in questa categoria vi entrano anche lo sciroppo di glucosio-fruttosio e lo sciroppo di agave), e che dovremmo abituarci ai gusti meno dolci.

Se proprio non vogliamo rinunciare ai dolci, per preparare dolci a basso indice glicemico possiamo usare come dolcificanti l’uvetta, le albicocche secche, le mele o le pere.

Accompagnare i dolci con un grasso (noci, mandorle, pistacchi), contribuisce a rallentare la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.

Un’altra scuola di pensiero, invece, suggerisce di eliminare gli zuccheri “cattivi” (i dolci) a favore degli zuccheri “buoni” (frutta, cereali, carboidrati), adottando la sempre attuale legge della moderazione.

 

Per riassumere quanto detto sopra:

  • lo zucchero serve, ma in piccolissima quantità;
  • lo zucchero può diventare una vera e propria droga;
  • se consumato eccessivamente lo zucchero fa male, decisamente!

 

 

Riferimenti:

1 – “Medicina da mangiare” di dott. Franco Berrino

2 – “Food additives, food and the concept of ‘food addiction’: Is stimulation of the brain reward circuit by food sufficient to trigger addiction?” A.Y. Onaolapo, O.J. Onaolapo.

3 – WHO opens public consultation on draft sugars guideline

4 – “The Truth About Sugar Addiction”, dr. Mercola

5 – “The third Italian National Food Consumption Survey, INRAN-SCAI 2005–06 – Part 1: Nutrient intakes in Italy”, S.Sette, C. Le Donne, R.Piccinelli, D.Arcella, A.Turrini, C.Leclercq

 

 

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Ischemia o emorragia cerebrale: sintomi premonitori e cosa fare in caso di ictus

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L’ischemia/emorragia cerebrale purtroppo è un male sempre più attuale, che colpisce più di 15 milioni di persone all’anno in tutto il mondo. Considerato che, nel 90% dei casi l’ictus sia prevenibile, è fondamentale saper riconoscere i sintomi premonitori e correre ai ripari il prima possibile, per 

I diversi tipi di tè: differenze e proprietà benefiche.

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Il tè è diventato ormai più di una semplice una bevanda. È un appuntamento irrinunciabile per tantissime persone, e in questo post vedremo quali sono le proprietà benefiche del tè e quali sono le differenze fra i diversi tipi di tè.   Originario dalla Cina, 

A che serve la papaya fermentata? Benefici, effetti collaterali, controindicazioni e migliori integratori.

A che serve la papaya fermentata? Benefici, effetti collaterali, controindicazioni e migliori integratori.

La papaya fermentata è uno dei pochissimi integratori cosiddetti nutrigenomici, perché protegge il nostro DNA dallo stress ossidativo. Vediamo dunque a che serve la papaya fermentata, quali sono i suoi benefici, gli effetti collaterali e le controindicazioni, e quali sono i migliori integratori di papaya fermentata sul mercato.

Cos’è la papaya fermentata?

Di papaya fermentata si parla fin dalla metà degli anni ’80. Tutto merito del virologo Premio Nobel Luc Montagnier, che prescriveva papaya fermentata ai suoi pazienti malati di Aids per stimolare le loro difese immunitarie.

Da allora vi sono state fatte numerosissime ricerche sulla papaya fermentata e sui principi attivi di questo rimedio anti-invecchiamento.

La papaya è un frutto tropicale ricchissimo di proprietà benefiche per la nostra salute, ma grazie al processo di fermentazione naturale, che dura circa dieci mesi, le sue caratteristiche vengono potenziate ed il contenuto di antiossidanti viene ottimizzato. Infatti, solo in seguito alla bio-fermentazione gli enzimi della papaya iniziano a produrre il prezioso betaglucano – tanto utile per il nostro sistema immunitario e per il nostro metabolismo.

Oltre al betaglucano, la papaya fermentata contiene venti enzimi proteolitici, responsabili per l’assimilazione e l’utilizzazione ottimale delle proteine.

La papaya fermentata è disponibile come integratore alimentare, di solito sotto forma di estratto secco (tavolette, capsule o bustine monodose contenenti la papaya fermentata liofilizzata in polvere finissima).

Ma vediamo ora a che serve la papaya fermentata.

I benefici della papaya fermentata

Proprietà antinfiammatoria e antiossidante

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Di recente è stato introdotto un termine “inflammaging” – contrazione di “inflamation” (infiammazione) e “aging” (invecchiamento). È stato dimostrato che la papaya, infatti, combatte l’inflammaging – l’infiammazione cronica di fondo, che è all’origine della degenerazione e dell’invecchiamento tissutale.

Siamo soggetti a tantissimi processi infiammatori asintomatici, dovuti allo stress, alle cattive abitudini alimentari, al fumo, al consumo di alcool, all’assunzione di farmaci o all’inquinamento.

Questi processi infiammatori possono scatenare diverse patologie cronico-degenerative ed anche tumori. Grazie proprio al contenuto di enzimi e betaglucani, la papaya fermentata riesce a disintossicare la cosiddetta matrice extracellulare – il gel fluido in cui si trovano le cellule che, per colpa dell’accumulo di tossine, diventa sempre più denso.

Riacquistando la fluidità, migliora anche l’ossigenazione dei tessuti – le cellule vengono nutrite meglio e i radicali liberi (responsabili dell’ossidazione che accelera l’invecchiamento) vengono neutralizzati.

Per questo motivo la papaya fermentata è uno degli integratori antiaging preferiti per chi desidera mantenersi giovane più a lungo.

Proprietà immunostimolanti

La papaya fermentata aiuta a ristabilire il pH del nostro intestino che, a causa dello stress, dello stile di vita sedentario o dell’alimentazione sbagliata e povera di frutta e verdura fresca, tende all’acidità.  

Tutto merito dell’enzima papaina, che ha un effetto alcalinizzante, utile a ristabilire l’equilibrio acido-base. Sappiamo tutti che i batteri cosiddetti “cattivi” proliferano in ambiente acido. Bilanciando il pH intestinale, viene riequilibrata la flora batterica intestinale e, di conseguenza, il nostro sistema immunitario viene rafforzato.

La papaya fermentata, inoltre, contiene lisozima e carpaina (un enzima e un alcaloide), che hanno un’azione antisettica ed aiutano a prevenire infezioni intestinali.

Protegge i tessuti ed i vasi sanguigni

La papaya fermentata è ricca di Vitamina E, protettiva delle membrane cellulari, e di flavonoidi che, oltre a migliorare la permeabilità dei vasi sanguigni e la circolazione del sangue in generale, inibiscono la sintesi di enzimi tumorali. Per questo motivo la papaya fermentata aiuta a prevenire diverse malattie degenerative cardiovascolari, neoplastiche e cutanei.

Inoltre, grazie alla presenza di calcio, potassio e magnesio, la papaya fermentata è un integratore utile durante la menopausa, perché aiuta a prevenire l’osteoporosi e migliora l’attività dei muscoli.

Aiuta la digestione e la perdita di peso

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Come già menzionato sopra, la papaya fermentata contiene enzimi proteolitici, in modo particolare la papaina, che favorisce la scomposizione e l’assimilazione delle proteine da parte dell’organismo.

In questo modo viene migliorata la digestione e viene contrastata la formazione di tossine – sostanze di scarto, che l’organismo deve eliminare e che spesso si accumulano causando infiammazioni.

La presenza di betaglucano, inoltre, aiuta la regolarità e la salute intestinale.

La papaya fermentata può essere di valido aiuto anche nelle cure dimagranti, non solo perché migliora la digestione ed il transito intestinale, ma anche grazie alle sue proprietà disintossicanti e drenanti, e perché dona energia, aumenta il senso di sazietà e stimola il metabolismo.

Aiuta a prevenire e a migliorare i sintomi dell’Alzheimer

Uno studio condotto dal Dipartimento di geriatria dell’Università di Palermo, pubblicato nell’aprile del 2015 sulla rivista scientifica “Mediators of Inflammation”, ha dimostrato la capacità della papaya fermentata di contrastare sia l’infiammazione, che lo stress ossidativo che danneggiano i neuroni.

A 40 pazienti affetti da Alzheimer moderato sono stati somministrati per tre mesi 9 g al giorno di papaya fermentata (FPP – fermented papaya preparation). A fine cura, misurando alcuni parametri biochimici, i ricercatori hanno riscontrato una marcata riduzione del marker dell’infiammazione PCR e delle citochine pro-infiammatorie.

Azione tonica

La papaya fermentata è ricchissima di vitamine (A, E, vitamine del gruppo B) e Sali minerali (come potassio e magnesio), utili per riacquistare tono ed energia in modo naturale.

Quando può essere utile assumere un integratore di papaya fermentata?

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Effetti collaterali e controindicazioni della papaya fermentata

  • La papaya fermentata dovrebbe essere evitata in caso di assunzione di farmaci che fluidificano il sangue (ad esempio dopo un infarto), perché i flavonoidi contenuti in essa possono potenziare l’effetto di questi farmaci.
  • Può provocare gonfiore e nausea nelle persone che soffrono di disturbi gastrointestinali.
  • Da evitare in caso di assunzione di integratori di ferro.
  • Da evitare in caso di gravidanza (potrebbe provocare contrazioni uterine) e durante l’allattamento.

Come prendere la papaya fermentata?

Contenendo anche le vitamine A, C, E e vitamine del gruppo B, Sali minerali e molti aminoacidi, la papaya fermentata è un ottimo ricostituente stagionale.

A titolo preventivo, è consigliabile assumere 3 g di papaya fermentata al giorno, e in caso di postumi di infezioni virali 6 g al dì, mentre per mantenere giovane il cervello e proteggerlo da Parkinson e dall’Alzheimer è consigliato arrivare fino a 9 g al giorno.

Quali sono i migliori integratori di papaya fermentata?

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Papaya Pura ZUCCARI (45 Bustine da 3g ciascuna) – 100% Papaya bio-fermentata, atomizzata e granulata. Prodotta in Italia, senza glutine e senza OGM.

Può essere assunta in ogni stagione – una bustina al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, direttamente sotto la lingua. Per facilitare l’assorbimento, non consumare cibi e bevande nei 5 minuti successivi all’assunzione.

papaya-start-up-ZUCCARI

Papaya Start-Up ZUCCARI (10 bustine da 5g ciascuna) – 100% papaya bio-fermentata, atomizzata e granulata, ed è arricchita con Vitamina B12 e con 5mg di BioPerine® per dose – un estratto del pepe nero che ottimizza l’assimilazione dei principi attivi da parte dell’organismo.

Si assume una bustina di Papaya Start-Up al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, direttamente sotto la lingua. Per facilitare l’assorbimento, non consumare cibi e bevande nei 5 minuti successivi all’assunzione. Il trattamento può essere prolungato a piacere o eventualmente proseguire con l’assunzione di Papaya Pura®.

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Named Immun Age Papaya Fermentata Polvere (FPP – Fermented Papaya Preparation) – 60 Bustine Orosolubili da 3 g ciascuna.

Non OGM, senza glutine, non contiene zuccheri aggiunti, coloranti, conservanti e additivi chimici.

Si consiglia l’assunzione di una bustina al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, al mattino appena svegli. Far sciogliere il contenuto della bustina sotto la lingua.

papaya-fermentata-body-spring-ANGELINI

Body Spring Papaya fermentata pura ANGELINI (30 bustine da 3 g ciascuna) – contiene Papaya fermentata pura più succo del frutto (Carica Papaya L., destrosio da mais) polvere 100% 3 g.

Sciogliere direttamente in bocca il contenuto di una bustina di prodotto al giorno, lontano dai pasti. In caso di particolare necessità e periodi di particolare stress, la dose giornaliera può essere aumentata fino a tre bustine.

papaya-fermentata-specchiasol

Papaya Fermentata SPECCHIASOL (30 compresse) – con estratto liofilizzato di Aloe.

1 compressa apporta: 600 mg di Papaya fermentata, 100 mg di Aloe.

Si consiglia si assumere 1-2 compresse al giorno.

papaya-fermentata-CONUA

 Papaya fermentata CONUA (120 compresse da 355 mg ciascuna) – papaia naturale, senza additivi o conservanti.

Si consiglia l’assunzione di 4-6 capsule al giorno, ai pasti con un bicchiere d’acqua.

papaya-fermentata-EQUILIBRA

Papaya fermentata EQUILIBRA Carica 4000 mg (16 bustine monodose) – arricchito con Goji fermentato. La polvere, in comode bustine monodose, priva di coloranti e conservanti, consente di avere un prodotto ad alta concentrazione, immediatamente attivo in forma libera già nello stomaco, fornendo nel contempo un sapore piacevole al palato. Ogni bustina contiene 4 g di papaya fermentata e 100 mg di goji fermentato.

1 bustina al giorno – può essere assunta direttamente sotto la lingua o diluita in un bicchiere d’acqua, preferibilmente al mattino.

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Clorofilla: che cos’è e perché mangiare cibi verdi?

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La clorofilla viene associata al colore verde delle piante. Ma il suo ruolo non si limita solamente al colorare le foglie. In questo post cercheremo di comprendere meglio, che cos’è la clorofilla e perché dovremmo mangiare più spesso cibi verdi. Che cos’è la clorofilla? La clorofilla