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14 sintomi da carenza di vitamina D

14 sintomi da carenza di vitamina D

Garantire il fabbisogno di vitamina D è indispensabile nell’arco di tutta la vita per godere di buona salute e vivere felici. Bisogna correre subito ai ripari, quando avvertiamo i sintomi da carenza di vitamina D.

 

Chi non ricorda la tortura dell’olio di fegato di merluzzo alla quale siamo stati sottoposti quasi tutti da piccoli? Pur essendo profondamente odiato da tanti, questo rimedio è ricchissimo di nutrienti indispensabili, incluse grandi quantità di vitamina D, necessaria alla crescita e al buon funzionamento del nostro organismo.

 

Alcuni fatti e curiosità sulla vitamina D:

 

  • per vitamina D si intende un gruppo di 5 diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5. Le due forme più importanti di questa vitamina sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) – di provenienza vegetale, e la vitamina D3 (colecalciferolo) – sintetizzata negli organismi animali.
  • la vitamina D funziona come un ormone e ogni cellula del nostro corpo possiede un recettore per questa vitamina;
  • la vitamina D viene sintetizzata dal colesterolo, quando la pelle viene esposta al sole;
  • la carenza di vitamina D è molto comune – circa 1 miliardo di persone nel mondo hanno livelli insufficienti di vitamina D. Anche il 60% degli italiani ne è carente.
  • essere in sovrappeso, avere la pelle scura, usare sempre una protezione solare, essere vegano, uscire poco di casa sono tutti fattori di rischio per la carenza da vitamina D.

 

Fabbisogno di vitamina D

 

Molto spesso non sappiamo che i nostri livelli di vitamina D nel sangue non sono sufficienti. Per valutarli serve un test del sangue particolare, che di solito viene prescritto alle persone più a rischio, come gli anziani.

La concentrazione ideale di vitamina D è di 30-60 ng/ml. Una quantità di 10-30 ng/ml è considerata insufficiente, e si parla di una carenza di vitamina D se è presente nel sangue in una quantità inferiore a 10 ng/ml.

Le dosi di vitamina D vengono generalmente espresse in Unità Internazionali (UI) e il fabbisogno di questa vitamina varia lungo la vita in questo modo:

da 0 a 12 mesi = 400 UI;

bambini da 12 mesi in poi = 600 UI;

adulti = 1000 – 1500 UI;

anziani = 2300 UI.

(Fonte: Associazione Medici Endocrinologi)

 

Alcuni ricercatori sono del parere, che il fabbisogno di un adulto è effettivamente molto più alto e si aggira intorno ai 3000 UI di vitamina D al giorno (3500 per le persone anziane), ma è comunque da concordare con il proprio medico curante.

 

14 sintomi da carenza di vitamina D

sintomi da carenza di vitamina d

 

1 – Ammalarsi più spesso

Una delle funzioni principali della vitamina D è rendere le difese immunitarie più forti, per affrontare e combattere efficacemente virus e batteri. Se ti ammali spesso, hai sempre il raffreddore o l’influenza, molto probabilmente soffri di una carenza di vitamina D.

Alcuni studi hanno confermato il legame fra un apporto insufficiente di vitamina D e infezioni del tratto respiratorio (raffreddori, bronchiti, polmoniti). Prendere un integratore di fino a 4000 UI di vitamina D al giorno potrebbe ridurre il rischio di ammalarsi.

 

2 – Dolori articolari, alle ossa e alla schiena

La vitamina D è molto importante per la salute delle nostre ossa, perché migliora la capacità del nostro corpo di assorbire il calcio. Ecco perché i dolori articolari, il dolore alle ossa o il mal di schiena (in modo particolare le lombalgie) potrebbero indicare livelli bassi di questa vitamina.

 

3 – Disturbi digestivi

I livelli bassi di vitamina D si possono manifestare anche con mal di pancia, gonfiore addominale, diarrea e/o stipsi. Alcuni studi hanno confermato, che una carenza di vitamina D potrebbe causare infiammazioni intestinali e, addirittura, l’insorgere del cancro al colon.

 

4 – Stanchezza e debolezza

Ci sentiamo stanchi per tanti motivi, e la carenza di vitamina D è uno di questi. Livelli bassi di vitamina D nel sangue possono provocare stati di spossatezza e peggiorare la qualità della vita. Anche piccole insufficienze di questa vitamina possono influire sui nostri livelli di energia.

 

5 – Perdita di capelli

Molto spesso la caduta di capelli viene attribuita allo stress, ma alcuni studi recenti hanno dimostrato come una carenza di vitamina D può provocare la perdita di capelli, in modo particolare nelle donne.

I livelli bassi di vitamina D sono inoltre un fattore di rischio per sviluppare l’alopecia areata – una malattia autoimmune, caratterizzata dalla perdita di capelli e peli in tutto il corpo.

 

6 – Sbalzi d’umore e depressione

Una carenza di vitamina D può provocare cambiamenti nel tono dell’umore e provocare l’insorgere della depressione, in modo particolare negli adulti più anziani.

Prendere un integratore di vitamina D potrebbe aiutare a migliorare lo stato d’animo, la memoria, la concentrazione ed essere utile anche per chi soffre di “depressione invernale”.

 

7 – Guarigione lenta delle ferite

Un periodo di guarigione lungo dopo un intervento o un trauma potrebbe indicare una carenza di vitamina D.

Questa vitamina stimola la rigenerazione cellulare ed è indispensabile nel processo di guarigione delle ferite, anche grazie al suo ruolo nel controllare l’infiammazione e nel combattere le infezioni.

 

Guarda il VIDEO:

8 – Sudorazione eccessiva

Un’altra funzione della vitamina D è quella di controllare la temperatura corporea, perché aiuta ad equilibrare la concentrazione di Sali minerali nel nostro organismo. Una carenza di questa vitamina si può manifestare come sudorazione eccessiva, soprattutto alla testa.

 

9 – Dolori muscolari

Molto spesso è difficile stabilire la causa dei dolori muscolari. Alcuni studi hanno evidenziato come la carenza di vitamina D nei bambini e negli adulti può provocare dolore.

Il recettore di vitamina D è presente nelle cellule nervose sensibili al dolore e chiamate nocicettori. Un’insufficienza di vitamina D può provocare dolore quando queste cellule vengono stimolate.

Un’integrazione di vitamina D nei bambini che soffrono di dolori della crescita potrebbe aiutare ad alleviare i sintomi.

 

10 – Perdita di massa ossea

Una bassa densità ossea indica una perdita di calcio e di altri minerali ed è un fattore di rischio per fratture, soprattutto fra le persone anziane e donne in menopausa.

Molte persone diagnosticate con perdita di massa ossea pensano di dover prendere un integratore di calcio, ma potrebbe invece trattarsi di un’insufficienza di vitamina D, che ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento del calcio e nel metabolismo osseo.

 

11 – Ipertensione

È stata dimostrata la relazione fra i livelli della pressione sanguigna e quelli di vitamina D nel sangue. Più bassa è la presenza della vitamina D e più alta è la pressione. Un’integrazione di vitamina D potrebbe infatti aiutare a combattere l’ipertensione.

 

12 – Reazioni allergiche

Un’insufficienza di vitamina D potrebbe aumentare la sensibilità ad alcuni allergeni, in modo particolare agli acari e alla polvere. L’integrazione di vitamina D potrebbe anche aiutare a migliorare i sintomi da orticaria o dermatite atopica.

I giusti livelli di vitamina D hanno inoltre un ruolo protettivo nei bambini e nei confronti di allergie alimentari o asma.

 

13 – Aumento di peso

Un’insufficienza di vitamina D può provocare una disfunzione dell’ormone della sazietà, con conseguente aumento del senso della fame e del peso corporeo.

 

14 – Gengive arrossate e/o che sanguinano

Anche in questo caso si tratta del ruolo della vitamina D nell’aiutare il nostro organismo a combattere i batteri. In modo particolare, questa vitamina stimola la produzione di catelicidina e defensina – sostanze che proteggono il cavo orale da infezioni. Una carenza di vitamina D, invece, può causare un indebolimento delle gengive e provocare arrossamento e/o sanguinamento.

 

Fonti di vitamina D

 

 

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La principale fonte di vitamina D è il sole. Questa vitamina viene sintetizzata nella pelle in seguito all’esposizione ai raggi UV.  Nei mesi invernali i raggi UV sono più deboli ed è più difficile fare il pieno della vitamina D, che può essere integrata attraverso l’alimentazione o assumendo un integratore alimentare.

Le migliori fonti alimentari di vitamina D sono:

l’olio di fegato di merluzzo, i pesci grassi (salmone, aringa), le uova, il burro, il fegato, le carni rosse e le verdure di colore verde.

Tuttavia, è molto difficile garantire il fabbisogno e prevenire la carenza di questa vitamina attraverso l’alimentazione soltanto e, soprattutto durante i mesi invernali, è consigliabile l’assunzione di un integratore alimentare. In questo caso la forma maggiormente biodisponibile è un integratore di vitamina D3.


 

Sovradosaggio ed effetti collaterali

Ovviamente, come per tutte le vitamine liposolubili, anche nel caso della vitamina D bisogna stare attenti e non superare il limite massimo o il dosaggio stabilito dal medico di fiducia.

Fra i sintomi di intossicazione da vitamina D vi sono:

  • nausea;
  • vomito;
  • debolezza;
  • aritmia cardiaca;
  • calcoli renali (se presa insieme ad un integratore di calcio);
  • stato confusionale e apatia;
  • mancanza di appetito e perdita di peso;
  • stipsi.

 

La vitamina D è una vitamina dimenticata e in tanti pensano che sia indispensabile soprattutto durante la crescita, ma la sua importanza resta fondamentale per la salute durante l’arco di tutta la vita. Rimediare a una carenza o un’insufficienza di vitamina D potrebbe essere la soluzione di molti problemi di salute.

 

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Ossido di magnesio – un integratore che aiuta o danneggia la nostra salute? Quali alternative?

Il magnesio ha un ruolo fondamentale per la nostra salute, e supplire il fabbisogno con un integratore alimentare può essere molto importante. Fra i prodotti che troviamo sul mercato c’è anche l’ossido di magnesio, ma quanto è utile davvero e che effetti ha sulla nostra salute?

Si stima, che gli italiani seguono una dieta troppo povera di magnesio, con un apporto di circa 260 mg al giorno rispetto ai 420 consigliati. Data l’importanza del magnesio nei diversi processi all’interno del nostro corpo (cellulari vitali, digestivi, neuromuscolari, metabolici, del sistema nervoso ecc.), prendere un integratore alimentare di magnesio sembra essere un’ottima soluzione, per completare il fabbisogno giornaliero di questo minerale prezioso.

Per aumentarne l’assorbimento il magnesio deve essere assunto insieme ad altre sostanze, per questo motivo in commercio si trovano diverse formulazioni di magnesio: magnesio citrato (o citrato di magnesio), magnesio treonato, magnesio lattato (o lattato di magnesio), magnesio aspartato, cloruro di magnesio ed anche ossido di magnesio (o magnesio ossido).

Cos’è l’ossido di magnesio?

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L’ossido di magnesio, chiamato anche idrossido di magnesio, è l’integratore più comune che si possa trovare in vendita. È molto economico e popolare, perché ha costi di produzione molto bassi. L’ossido di magnesio è un composto con formula chimica MgO, ha un colore bianco e viene ottenuto da calcinazione di sali di magnesio.

Questo tipo di magnesio contiene circa 60% di magnesio elementare – una quantità elevata e che fa pensare che questa formulazione sia la più indicata ed efficace. Ma non è solamente la percentuale di magnesio elementare, che rende un integratore efficace. Bisogna valutare anche il suo grado di assorbimento.

Le ricerche hanno dimostrato, che l’ossido di magnesio ha un tasso di assorbimento di soli 4% – molto basso in confronto ad altre formulazioni di magnesio presenti in commercio.

Perché si usa l’ossido di magnesio?

  • Stipsi – il tasso di assorbimento basso conferisce a questo integratore un effetto lassativo, molto utile nella prevenzione e nella cura della stitichezza.
  • Reflusso acido – l’ossido di magnesio funziona come un antiacido, e può essere utile per alleviare i sintomi da reflusso gastroesofageo.
  • Indigestione – L’ossido di magnesio può essere utile, per migliorare la digestione nei casi indigestione causata da un eccesso di succhi gastrici.

Se il vostro scopo è solamente di integrare il fabbisogno di magnesio (e non di curare i sintomi elencati sopra), questa formulazione andrebbe presa con cautela, dato il suo effetto lassativo. Molto probabilmente la sua assunzione porterà ad uno squilibrio a livello intestinale ancor prima di supplire la dose giornaliera consigliata di magnesio.

Effetti collaterali dell’ossido di magnesio:

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Fra gli effetti collaterali più comuni relativi all’assunzione di ossido di magnesio vi sono i crampi addominali e la diarrea, che possono essere evitati prendendo questo integratore dopo i pasti.

Altri possibili effetti collaterali:

  • Nausea
  • Vomito
  • Capogiri
  • Debolezza
  • Eruzioni cutanei
  • Prurito
  • Cambiamenti dell’umore ecc.

Quanto è efficace l’ossido di magnesio?

Negli anni diverse ricerche hanno studiato la biodisponibilità e la solubilità dell’ossido di magnesio.

La biodisponibilità è la quantità reale del minerale utilizzata dall’organismo.

La solubilità indica la proprietà di sciogliersi in un’altra sostanza.

Questi due fattori sono estremamente importanti nell’efficacia di un integratore o di un farmaco.

Uno studio condotto dal centro di ricerca clinica Center for Mineral metabolism and Clinical Research (Dallas, Texas) ha confrontato la solubilità di ossido di magnesio con quella di citrato di magnesio. I risultati hanno evidenziato che l’ossido di magnesio è praticamente insolubile in acqua, mentre il citrato di magnesio è altamente solubile.

Un altro studio ha confermato i bassissimi livelli di biodisponibilità dell’ossido di magnesio in confronto ad altre formulazioni, come cloruro di magnesio, magnesio lattato o magnesio aspartato. I bassi tassi di biodisponibilità e di solubilità sono il motivo principale perché questa formulazione non ha l’efficacia degli altri integratori di magnesio.

Se siete alla ricerca di un integratore di magnesio economico ed efficace, potreste considerare di acquistare il citrato di magnesio (o magnesio citrato).

Questa formulazione ha una quantità minore di magnesio elementare rispetto all’ossido di magnesio, tuttavia i suoi livelli di assorbimento si avvicinano a 16%. Questo significa che il nostro organismo è in grado di assorbire più magnesio da questo integratore.

È importante ribadire, che anche il magnesio citrato viene utilizzato per alleviare la stipsi, motivo per cui non è consigliabile in caso di iperattività intestinale.

Qual è il migliore integratore di magnesio?

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La formulazione largamente consigliata è quella di magnesio treonato. Questa formulazione permette al magnesio di penetrare la membrana mitocondriale, con effetti positivi sul metabolismo energetico. Questo tipo di integratore può anche migliorare la memoria, perché in grado di superare la barriera sangue-cervello.

Il vantaggio maggiore di questo integratore è che non ha effetti lassativi ed è formulato per un assorbimento ottimale. Tutto questo rende il magnesio treonato un integratore perfetto per compensare il fabbisogno di magnesio senza effetti collaterali sull’intestino.

Altre fonti di magnesio

Ovviamente prendere un integratore di magnesio non dovrebbe essere l’unica soluzione per soddisfare il fabbisogno giornaliero di questo nutriente. Esistono infatti numerose fonti naturali e cibi ricchissimi di magnesio, che dovremmo aggiungere ai nostri pasti di ogni giorno.

Fra questi vi sono:

  • Alghe essiccate di Agar-agar – ogni 100 g contengono 770 mg di magnesio;
  • Foglie essiccate di coriandolo – ogni 100 g contengono 694 mg di magnesio;
  • Crusca di riso – ogni 100 g contengono 117 mg di magnesio;
  • Semi di zucca – ogni 100 g contengono 156 mg di magnesio;
  • Mandorle – una manciata di mandorle contiene 20% del fabbisogno giornaliero di magnesio;
  • Spinaci – mezza tazza di spinaci contiene 78 mg di magnesio;
  • Anacardi – una manciata di anacardi contiene 74 mg di magnesio.

Come ottimizzare l’assorbimento di magnesio?

L’assunzione di alcune vitamine e minerali potrebbe migliorare assorbimento di magnesio. Se avete l’intenzione di prendere un integratore di magnesio, è consigliabile aumentare il consumo di cibi ricchi di calcio, vitamina K2 e vitamina D.

Il rapporto di calcio e magnesio deve essere 1:1, perché il calcio aiuta a bilanciare l’effetto miorilassante del magnesio. Tuttavia, l’assunzione di quantità elevate di calcio potrebbe provocare la calcificazione delle arterie. Questo effetto può essere neutralizzato dalla vitamina K2 (che si trova in tanti alimenti di origine animale e in alimenti vegetali fermentati), mentre la vitamina D migliora l’assorbimento di calcio e di magnesio.

Un apporto bilanciato di nutrienti è fondamentale, non solo per migliorare l’assorbimento di magnesio, ma anche per abbassare il rischio di effetti collaterali.

Grazie per aver letto Ossido di magnesio – un integratore che aiuta o danneggia la nostra salute? Quali alternative? e, se hai trovato utile questo articolo, condividilo con i tuoi amici e lasciami un commento. Grazie di cuore!

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Via i disturbi mestruali ed i sintomi della menopausa con i rimedi naturali!

Via i disturbi mestruali ed i sintomi della menopausa con i rimedi naturali!

Il corpo di una donna è in continuo cambiamento e molto spesso ha bisogno di aiuto per affrontarlo al meglio. Che si tratti di disturbi mestruali o dei sintomi della menopausa, l’utilizzo di alcuni rimedi naturali può donare sollievo, serenità e migliorare il benessere generale delle donne.

 

Quali sono i disturbi mestruali che possono essere curati con i rimedi naturali?

 

  • Sindrome premestruale, caratterizzata da sintomi come: seno gonfio e dolente, ritenzione idrica e aumento di peso, mal di testa, gonfiore addominale, stipsi o diarrea, acne, voglia di dolce, dolore muscolare, ansia, insonnia, stanchezza, irritabilità, scarsa libido ecc.
  • Mestruazioni abbondanti (ipermenorrea);
  • Assenza di mestruazioni (amenorrea);
  • Mestruazioni molto dolorose (dismenorrea).

Quali sono i sintomi principali della menopausa?

  • Vampate di calore e sudorazione eccessiva;
  • Stanchezza;
  • Dolori muscolari;
  • Palpitazioni;
  • Sbalzi d’umore e difficolta di concentrazione;
  • Disturbi del sonno;
  • Disturbi dell’apparato genito-urinario (perdite urinarie, secchezza vaginale ecc.);
  • Alterazioni cutanee (secchezza, prurito, rossore);
  • Emicrania ecc.

Alcuni rimedi naturali contro i disturbi mestruali ed i sintomi della menopausa:

 

#1 Angelica sinensis

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L’Angelica, chiamata anche il “ginseng delle donne”, “l’angelica cinese” o “dong quai”, è la pianta femminile in assoluto. È indicata per alleviare tantissimi disturbi legati al ciclo mestruale o al periodo delicato della menopausa.

L’angelica è utile per combattere le vampate di calore, per migliorare la libido, per calmare i dolori mestruali o il mal di testa, per migliorare la digestione ed alleviare il gonfiore addominale; stimola le difese immunitarie ed è un ottimo antiossidante.

Come curarsi con l’angelica?

A scopo curativo si utilizza la radice della pianta.

A – Infusi e decotti

L’infuso di angelica può dare sollievo in caso di gonfiore addominale, spasmi intestinali o dolore mestruale.

Come fare?

Per preparare un infuso di angelica bisogna versare un cucchiaio raso di radice di angelica in una tazza di acqua bollente. Fare bollire per qualche minuto, spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere dopo i pasti.

B – Tintura madre

Assumere tintura madre di angelica può essere utile in caso di mestruazioni irregolari, sindrome premestruale e per alleviare i sintomi della menopausa.

Si consiglia di assumere 20 gocce di tintura madre di angelica (1:1) diluite in mezzo bicchiere d’acqua tre volte al giorno.

C – Compresse o capsule

L’estratto secco di radice di angelica può essere assunto anche sotto forma di compresse o capsule. Si consiglia di assumere 500 mg di estratto di radice di angelica fino a tre volte al giorno.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. Non assumere Angelica per periodi troppo lunghi di tempo.
  2. Non assumere Angelica in caso di tumori estrogeno-dipendenti o problemi di coagulazione.
  3. Evitare l’esposizione al sole durante i periodi di cura con l’Angelica.

#2 Cimicifuga racemosa

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Oltre che per i dolori mestruali, questa pianta officinale è indicatissima per combattere tantissimi sintomi della menopausa: le vampate di calore, gli sbalzi d’umore e la depressione, la secchezza vaginale, disturbi della memoria e difficoltà di concentrazione ecc.

Come curarsi con la cimicifuga?

A scopo curativo si utilizza la radice della pianta.

A – Infusi e decotti

Molto utili come antinfiammatorio per combattere dolori mestruali, mal di testa o nevralgie.

Come fare?

Per preparare un infuso di cimicifuga bisogna versare un cucchiaio raso di radice sminuzzata di cimicifuga in una tazza di acqua fredda. Mettere sul fuoco e fare bollire per qualche minuto, spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere lontano dai pasti.

B – Tintura madre

Si consiglia di assumere 20-30 gocce di tintura madre di cimicifuga (1:1) diluite in mezzo bicchiere d’acqua due-tre volte al giorno.

C – Compresse o capsule

Assumere l’estratto secco di cimicifuga può risultare molto utile per combattere i disturbi legati alla menopausa. La dose da assumere è di 400-500 mg due volte al giorno, mattino e sera.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. Non assumere la cimicifuga per un periodo più lungo di 6 mesi.
  2. Non assumere la cimicifuga in caso di tumori estrogeno-dipendenti.
  3. Non assumere la cimicifuga in concomitanza a cure ormonali.
  4. Assumere con attenzione se soffrite di gastrite.

#3 Enagra comune (oenothera biennis)

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Questa pianta officinale è conosciuta anche come “enotera” o “rapunzia” ed è ricchissima di acidi linoleici, acidi grassi essenziali (precursori delle prostaglandine, sostanze fondamentali per i processi ormonali femminili), acidi polinsaturi e omega 6. È apprezzata per le sue proprietà antinfiammatorie, astringente, stimolante, lenitiva e sedativa. Viene utilizzata per alleviare i sintomi della sindrome premestruale e della menopausa. È uno dei rimedi naturali più efficaci per combattere il dolore durante il ciclo mestruale.

Come curarsi con l’enagra comune?

A – Infusi e decotti

In questo caso si usa tutta la pianta.

Come fare?

Per preparare un infuso di enotera bisogna versare 20 g di parti della pianta in un litro d’acqua fredda. Mettere sul fuoco e fare bollire per mezz’ora circa, spegnere e lasciare riposare per 10 minuti. Filtrare e bere non più di due tazze al giorno.

B – Olio di enotera

Estratto dai semi di enagra, questo olio vegetale può essere assunto nella dose di 1-2 cucchiai al giorno.

C – Perle

L’olio di enotera può essere assunto anche come integratore alimentare sotto forma di perle. La dose consigliata è di 10-15 mg per ogni chilo di peso corporeo.

#4 Salvia

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Questa pianta aiuta ad alleviare i sintomi della menopausa e in modo particolare è utile in caso di vampate di calore e sudorazioni notturne. È inoltre utile per facilitare la digestione e per ridurre il gonfiore addominale.

Come curarsi con la salvia?

A scopo curativo si usano le foglie di salvia.

A – Infusi e decotti

Rimedio efficace in caso di indigestione, disturbi mestruali, vampate di calore o crampi.

Come fare?

Per preparare un infuso di salvia bisogna versare un cucchiaio raso di foglie di salvia in una tazza di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 5-10 minuti. Filtrare e bere dopo i pasti.

B – Compresse o capsule

Si consiglia l’assunzione di 500 mg di estratto di salvia al giorno.

Avvertenze e controindicazioni:

  • Fare attenzione in caso di assunzione di farmaci con azione sedativa.

#5 Semi di lino

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I semi di lino sono un valido aiuto in caso di squilibri ormonali tipici della perimenopausa – il periodo che precede la menopausa. Ricchi di acidi grassi Omega-3, i semi di lino sono utili per prevenire i disturbi cardio-vascolari e, grazie al contenuto elevato di fibre, sono l’alleato perfetto della salute dell’intestino.

I semi di lino inoltre possono ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e sono utili per prevenire e combattere il cancro al seno e la depressione.

Come curarsi con i semi di lino?

A – Semi

Come integratore naturale di omega-3, la dose consigliata è di un cucchiaio di semi di lino tritati al giorno. Assunti interi (e con abbondante acqua) invece sono un ottimo rimedio per la regolarità intestinale.

B – Olio di semi di lino

Per beneficiare di tutte le caratteristiche nutrizionali dei semi di lino, è possibile aggiungere l’olio di semi di lino alle pietanze, a crudo e nella dose di due/tre cucchiaini al giorno.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. I semi di lino interi vanno assunti con almeno 240 ml di acqua.
  2. Non prendere i semi di lino in caso di occlusione intestinale o diverticoli.
  3. L’azione lassativa dei semi di lino interi può interferire con l’assorbimento dei farmaci.

#6 Agnocasto

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L’agnocasto è utilissimo per curare i disturbi dovuti alla sindrome premestruale e le mestruazioni irregolari, dolorose o abbondanti.

Viene consigliato inoltre in caso di insonnia, vertigini, spasmi intestinali, tachicardia, sbalzi d’umore, acne, depressione, ansia e irritabilità.

Come curarsi con l’agnocasto?

A scopo curativo si usano i frutti (i semi) di agnocasto.

A – Tintura madre

Si consiglia di assumere 30 – 40 gocce di tintura madre di agnocasto (1:5) diluite in mezzo bicchiere d’acqua due volte al giorno, lontano dai pasti.

B – Capsule o compresse

Si consiglia l’assunzione di 800 mg di estratto secco di agnocasto al giorno, lontano dai pasti.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. Può ridurre l’efficacia dei farmaci anticoncezionali.
  2. Consultare il ginecologo di fiducia in caso di perdite mestruali anomale.

 

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