Tag: stress

Cibi acidi e alcalini: come ristabilire il pH naturale dell’organismo

Cibi acidi e alcalini: come ristabilire il pH naturale dell’organismo

Si avvicinano le feste pasquali – ricche non solo di momenti di gioia, ma anche di eccessi a tavola, che possono scatenare diversi fastidi, andando a rompere l’equilibrio acido-base dell’organismo legato al pH. Quali sono i sintomi dello squilibrio acido-base? Come ristabilire il pH naturale…

Pelle e psiche: 5 sintomi cutanei che indicano un disagio psicologico

Pelle e psiche: 5 sintomi cutanei che indicano un disagio psicologico

Esiste un legame tra alcuni sintomi cutanei ed i disagi psicologici che viviamo. È importante individuarli per potersi curare al meglio. Si sa – quando la psiche soffre la pelle parla… più difficile è capire perché. La pelle e la psiche (sistema nervoso) sono due…

Cefalea: 6 migliori rimedi naturali contro il mal di testa

Cefalea: 6 migliori rimedi naturali contro il mal di testa

Il mal di testa, chiamato anche cefalea, è un disturbo molto diffuso – solo in Italia ne soffrono circa 26 milioni di persone. Esistono diversi tipi di cefalee e, a seconda delle cause scatenanti, vediamo quali sono i migliori rimedi naturali contro il mal di testa.

Pur essendo un problema molto comune, le cause della cefalea non sempre sono note. La frequenza e i sintomi sono tantissimi e molto diversi: dal dolore lieve e diffuso a forte e pulsante, a volte accompagnato da vomito, fastidio alla luce, agli odori e ai rumori.

Quanti tipi di mal di testa esistono?

Bisogna innanzitutto distinguere fra la cefalea secondaria e la cefalea primaria.

La cefalea secondaria è un sintomo di una malattia sottostante, come ad esempio l’ipertensione arteriosa, la sinusite, l’artrite, l’infiammazione dei denti, lesioni o infiammazioni di nervi, arteriti craniali o temporali, meningiti, commozione cerebrale, tumore cerebrale ecc.

La cefalea primaria, invece, è il mal di testa come un disturbo a sé, cioè quando dagli esami con Tac e Risonanza non risultano altre cause.

Lo sapevi che: La cefalea può fortemente influire sulle normali attività delle persone. Difatti, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le cefalee rientrano nelle prime 10 cause di disabilità al mondo.

I tipi di mal di testa più comuni sono:

#1 Le cefalee da tensione (cefalea muscolo-tensiva)

cefalea muscolo-tensiva

La maggior parte delle persone va soggetta ogni tanto a mal di testa di questo tipo. La cefalea muscolo-tensiva è il risultato di una contrattura dei muscoli del collo e del capo, che provoca pressione su vasi sanguigni, muscoli e nervi nella cute e nel cuoio capelluto, causando dolore.

Le cefalee da tensione possono essere causate da:

  • caffeina;
  • alcool;
  • cattiva digestione;
  • stress;
  • ansia;
  • affaticamento;
  • guida prolungata;
  • pasti irregolari;
  • assunzione di farmaci;
  • lavoro prolungato alla tastiera del computer o con macchinari industriali;
  • dormire con il collo in posizione anomala ecc.

Questo tipo di mal di testa può essere accompagnato da un irrigidimento e indolenzimento del cuoio capelluto, del collo o della mandibola.

Il dolore, di solito lieve all’inizio, sordo e non pulsante, può aumentare fino a dare la sensazione di avere la testa “stretta in una morsa”.

Se diventano croniche, le cefalee muscolo-tensive possono essere associate a depressione, ansia, insonnia o altri disturbi più o meno gravi.

#2 Le cefalee di origine vascolare (emicranie)

cefalea emicrania

I meccanismi specifici di questa tipologia di mal di testa non sono ancora stati chiariti. Il dolore è provocato dalla dilatazione dei vasi sanguigni che irrorano la testa.

In questa categoria rientra la emicrania, con le sue numerose forme. Nella maggior parte dei casi il dolore colpisce un solo lato della testa e dura per ore, spesso accompagnato da palpitazioni e a volte da nausea e vomito.

Sono state individuate diverse cause scatenanti l’emicrania:

  • ciclo mestruale (emicrania catameniale o mestruale);
  • gravidanza;
  • uso di contraccettivi orali;
  • menopausa;
  • stress;
  • ansia;
  • depressione;
  • consumo di alcuni alimenti (come ad esempio quelli contenenti nitrati);
  • alcool;
  • fumo;
  • affaticamento;
  • esposizione prolungata a luce, rumori e/o odori forti ecc.

Un’altra forma importante, anche se molto più rara, di cefalea vascolare è la cefalea a grappolo, caratterizzata da attacchi di durata relativamente breve ma molto dolorosi, che si ripetono, a gruppi, per diverse settimane.

#3 Nevralgia occipitale

cefalea nevralgia occipitale

Questo tipo di cefalee è caratterizzato da una sensazione di dolore lancinante nella parte posteriore della testa (occipite). Questa forma di mal di testa fa parte del gruppo delle neuropatie craniali dolorose, come la nevralgia trigeminale.

La nevralgia occipitale è causata principalmente dall’infiammazione e/o irritazione di 3 nervi:

  1. il Nervo Grande Occipitale (nervo di Arnold) – il ramo dorsale del secondo nervo cervicale (C2) che fuoriesce tra la prima e seconda vertebra cervicale, ed è un nervo misto cioè costituito da fibre sensitive e fibre motorie;
  2. il Nervo Piccolo Occipitale – un nervo cutaneo che origina dall’ansa cervicale media del plesso cervicale ed è costituito da fibre provenienti da C2;
  3. il Terzo Nervo Occipitale – il ramo dorsale del terzo nervo cervicale (C3) ed è mediale al Nervo Grande Occipitale.

Esistono diversi fattori, che possono provocare l’infiammazione o l’irritazione di questi tre nervi:

  • traumi alla testa e al collo;
  • attività sportiva o lavorativa eccessiva;
  • mobilità ridotta delle articolazioni;
  • patologie specifiche del nervo stesso ecc.

Come curare le cefalee?

Oltre l’assunzione di analgesici e FANs (paracetamolo, aspirina, ibuprofene ecc.), così come farmaci specifici per la cura delle emicranie (triptani ed ergotamina), esistono diversi rimedi naturali efficaci nel combattere le cause scatenanti della cefalea.

Prima di usare qualsiasi rimedio naturale, comunque, è bene chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

6 rimedi naturali contro il mal di testa

#1 Rosmarino

Il rosmarino può essere utile quando la causa del mal di testa è una cattiva digestione. Pasti abbondanti e/o consumati troppo in fretta possono provocare cefalea, accompagnata da sbadigli, nausea e, a volte, vomito. In questi casi, potrebbe essere necessario depurare l’organismo con l’aiuto dell’infuso di rosmarino.

Come fare?

Lasciare 20 grammi di sommità fiorite fresche di rosmarino (Rosmarinus officinalis) per 15 minuti in un litro di acqua bollente. Berne 3 tazze al giorno dopo i pasti, che devono essere leggeri. Bere l’infuso di rosmarino per circa 10 giorni anche dopo la scomparsa del mal di testa, per dare tempo al corpo di depurarsi.

#2 Menta acquatica

Anche la menta acquatica (Mentha aquatica) è utile se il problema è di origine digestiva. In questo caso si usa la tintura madre.

Come fare?

Bisogna prendere 15 gocce di tintura madre di menta acquatica in mezzo bicchiere d’acqua dopo colazione e dopo cena, per 7-8 giorni.  

La tintura madre di menta acquatica non deve essere presa dalle donne in gravidanza, da quelle che allattano e dai bambini.

#3 Tiglio

Il Tiglio (Tilia tomentosa) è utile in caso di cefalee muscolo-tensive causate da ansia e stress, e caratterizzate da un dolore alla nuca. In questo caso si usa il macerato glicerico di tiglio, che ha un effetto ansiolitico e rilassa la muscolatura. È indicato, quindi, se il mal di testa è dovuto alla contrattura dei muscoli delle spalle o per un’eccessiva tensione nervosa.

Come fare?

Prendere 30 gocce di macerato glicerico di tiglio in due dita d’acqua per 8-10 giorni dopo i tre pasti principali, possibilmente accompagnandole da massaggi, per favorire un rilassamento psicofisico.

#4 Vite

A volte i mal di testa, che sono localizzati alla nuca, possono essere provocati da un’artrosi cervicale. In questo caso potrebbe essere utile assumere del macerato glicerico di vite (Vitis vinifera), che riduce il dolore causato anche da malattie croniche come, appunto, l’artrosi.

Come fare?

Prendere 30 gocce di macerato glicerico di vite in mezzo bicchiere d’acqua prima di colazione e di cena per 20 giorni al mese per 3 mesi.

#5 Rosa canina

Se il mal di testa è ciclico, cioè diventa un fenomeno che si ripete periodicamente, potrebbe essere utile ricorrere al macerato glicerico di rosa canina (Rosa canina).

Come fare?

Prendere 60 gocce in due dita d’acqua prima di cena per 20 giorni di cura al mese. Da ripetere per 3 mesi.

#6 Lavanda

Spesso il mal di testa può comparire alla sera ed è dovuto alla tensione accumulata di giorno. In questo caso potrebbe essere utile l’olio essenziale di lavanda (Lavanda officinalis), dalle proprietà rilassanti e antidepressive.

Come fare?

Eseguire un breve massaggio sulle tempie con 2-3 gocce di olio essenziale di lavanda.

Oltre alle piante officinali si possono adoperare altre modalità per combattere la cefalea in modo naturale, così come:

  • massaggi (alle spalle, al collo, alla mandibola, al cuoio capelluto ecc.);
  • tecniche di rilassamento e meditazione;
  • yoga ecc.

Per risolvere i problemi dovuti al mal di testa è necessario innanzitutto ricercarne le cause, ma spesso non è facile. È molto importante non sottovalutare i sintomi persistenti, i dolori improvvisi ed acuti, e rivolgersi al medico di fiducia per accertarne le cause e stabilire la terapia appropriata.

È indispensabile avere più cura di sé, seguendo uno stile di vita sano, con un’alimentazione equilibrata e la pratica regolare di un’attività fisica moderata. Anche solo con questi accorgimenti si possono prevenire attacchi di cefalea.

Risorse:

#1 Il Grande Atlante della Salute, National Geographic

#2 Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee

#3 Fondazione Veronesi

#4 La Clinica del Mal di Testa

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Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 29 ottobre – 4 novembre 2018

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Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 22 – 28 ottobre 2018

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Ischemia o emorragia cerebrale: sintomi premonitori e cosa fare in caso di ictus

Ischemia o emorragia cerebrale: sintomi premonitori e cosa fare in caso di ictus

L’ischemia/emorragia cerebrale purtroppo è un male sempre più attuale, che colpisce più di 15 milioni di persone all’anno in tutto il mondo. Considerato che, nel 90% dei casi l’ictus sia prevenibile, è fondamentale saper riconoscere i sintomi premonitori e correre ai ripari il prima possibile, per limitare i danni e salvare la vita della persona colpita.

 

Il 29 ottobre si celebra la Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale – una malattia, che provoca 6.7 milioni di decessi, ovvero il 12% delle cause di morte a livello mondiale. 

Ho deciso di dedicare uno spazio a questo tema, perché l’ictus lo abbiamo vissuto in famiglia, 3 dei miei nonni sono stati colpiti da attacchi cerebrovascolari e, purtroppo, non sono sopravvissuti. Da allora mi sono sempre chiesta, se cercare un aiuto in modo più tempestivo e una maggiore consapevolezza dell’accaduto avrebbe potuto salvare le loro vite.

Ho notato, che negli anni c’è stata una diffusione inquietante dei casi di ictus con un abbassamento continuo dell’età delle vittime. Se prima l’età media delle persone colpite era di 69-71 anni, attualmente è diventato un evento molto comune nelle persone cinquantenni, con numerosi casi anche tra i giovani e, purtroppo, bambini. Quindi l’ictus non è più una malattia tipica degli anziani.

 

Cos’è un ictus?

 

L’ictus vuol dire “colpo” in latino ed è noto anche come attacco cerebrale.

L’ictus si verifica quando l’afflusso di sangue nel cervello si interrompe.

Questo può accadere a causa di:

  • un’ostruzione di un’arteria (ischemia cerebrale o ictus ischemico) – è la forma più comune e, in questo caso, l’ictus è provocato da un trombo o un embolo che ostruisce un vaso sanguigno.
  • una rottura di un vaso sanguigno nel cervello (evento più raro e più pericoloso, e chiamato anche emorragia cerebrale o ictus emorragico).

Esiste anche una forma di ictus, chiamata TIA – attacco ischemico transitorio, caratterizzato da un calo temporaneo nell’afflusso di sangue al cervello, e che costituisce un importante campanello d’allarme per un ictus più pericoloso.

Il 40% delle persone colpite da un TIA, in futuro viene colpita da un ictus.

 

ictus-i-numeri

 

È indispensabile intervenire nelle primissime ore dall’attacco, per ristabilire l’ossigenazione della zona colpita e prevenire la morte dei neuroni, che può comportare gravi disabilità e, in alcuni casi, anche il decesso della persona.

Fra le forme di ictus, l’ischemia cerebrale è quella più comune.

Essendo definito anche come un “attacco cerebrale”, l’ictus, così come un attacco di cuore, necessita misure immediate per minimizzare i danni e ridurre il rischio di invalidità e di morte. Saper riconoscere i primi sintomi è fondamentale, non solo per migliorare le probabilità di recupero, ma anche per salvare la propria vita o quella della persona cara.

 

Sintomi premonitori di un attacco di ictus:

 

I sintomi dell’ictus dipendono dall’area del cervello coinvolta ed includono principalmente:

  • un improvviso intorpidimento, debolezza e/o formicolii a livello del viso, del braccio o della gamba, su un lato del corpo;
  • un senso di confusione;
  • difficoltà a parlare e a capire;
  • problemi alla vista (a uno o a entrambi gli occhi);
  • difficoltà di deambulazione;
  • vertigini, perdita di equilibrio e di coordinazione;
  • mal di testa fortissimo ed improvviso, che può essere accompagnato da nausea, vomito, perdita di coscienza.
  • la bocca storta;
  • diminuzione o mancanza di sensibilità a un braccio e/o una gamba di uno stesso lato del corpo.

 

Cosa fare?

 

L’ictus è un’emergenza medica, che si tratti di un TIA, un’ischemia o un’emorragia.

All’insorgere dei primissimi sintomi strani ed improvvisi, bisogna chiedere alla persona colpita di:

  • alzare entrambe le braccia per riuscire a comprendere se uno dei due è più debole e tendente a cadere;
  • provare a sorridere, per vedere se un angolo della bocca cede.

Non appena si è accertati che potrebbe trattarsi di un ictus, bisogna agire subito, avvolgere la persona colpita in una coperta e accompagnarla al Pronto Soccorso oppure chiamare l’ambulanza.

Dalla comparsa dei primi sintomi ci sono solo 60 minuti per intervenire e, eventualmente, salvare la vita della persona colpita. Infatti, entro 60 minuti bisogna arrivare in ospedale, dove entro 3-4 ore viene somministrata una terapia farmacologica, che, in caso di ictus ischemico, è in grado di sciogliere il coagulo e migliorare le probabilità di recupero del 30%. In alcuni casi, entro le 6 ore si deve intervenire chirurgicamente per eliminare l’ostruzione (trombectomia meccanica).

 

Cosa NON fare?

 

Se sospettate un ictus cerebrale in atto, NON BISOGNA:

  • perdere tempo.
  • mettersi a letto ed aspettare che i sintomi passino da soli.
  • chiamare la guardia medica o il medico di famiglia, ma chiamare subito il 118, oppure recarsi immediatamente in ospedale.

 

Fattori di rischio

ictus-fattori-di-rischio

 

I tre più importanti fattori di rischio, che possono provocare l’insorgere di un ictus sono:

  1. l’ipertensione,
  2. il diabete e
  3. l’ipercolesterolemia.

Altri fattori di rischio sono:

  • il fumo (sia quello attivo, che quello passivo);
  • l’alcool;
  • l’obesità;
  • un precedente TIA;
  • la fibrillazione atriale,
  • predisposizione familiare;
  • stile di vita sedentario;
  • l’età (l’incidenza di attacchi cerebrovascolari raddoppia per ogni decade a partire dai 55 anni);
  • stress;
  • cardiopatie;
  • emicranie;
  • assumere la pillola.

 

La migliore prevenzione in caso di ictus è avere uno stile di vita attivo, eliminare le cattive abitudini (come il fumo ed il consumo di alcool), adottare uno stile alimentare equilibrato (meno sale, alcool, cibi grassi e carne rossa, e più cibi ricchi di omega-3, fibre, magnesio, potassio, calcio, antiossidanti, vitamine C, E, B6, B12 e folati) e gestire meglio lo stress, visto che è diventato quasi impossibile evitarlo del tutto al giorno d’oggi.

Infatti, uno stile di vita sano, aiuta a ridurre fino al 80% il rischio di avere un ictus. Mentre 30 minuti al giorno di camminata a passo spedito aiutano a tenere sotto controllo i livelli plasmatici di fattori dell’infiammazione coinvolti nell’ictus, come la proteina C reattiva e l’interleuchina 6, e a ridurre il rischio di ictus del 50%.

 

Inoltre, è importantissimo essere informati ed è fondamentale, che tutti conoscano i primissimi sintomi di un’ischemia/emorragia cerebrale, per poter intervenire tempestivamente e salvare la propria vita o la vita di un proprio caro.

 

 

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Riferimenti: 

  1. A.L.I.Ce Italia Onlus – Associazione per Lotta all’Ictus Cerebrale
  2. SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, Lega Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa
  3. Ordine Professioni Infermieristiche – Bologna
  4. Humanitas – Research Hospital
  5. “Il Corriere” – Cos’è l’ictus, quali sono i primi sintomi e cosa fare in caso di sospetto attacco?

 



Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 15 – 21 ottobre 2018

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Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 8 – 14 ottobre 2018

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Lunedì 1 ottobre:

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Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo.

(Slogan contro il bullismo)

Martedì 2 ottobre:

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“Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e così si accendono migliaia di cuori.”

– Lev Tolstoj

Mercoledì 3 ottobre:

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“È stato solo un sorriso, ed è costato poco darlo ma, come la luce del mattino, ha dissipato il buio e ha reso la giornata degna di essere vissuta.”

– Francis Scott Fitzgerald

Giovedì 4 ottobre:

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“Se cerchi sempre di essere normale non saprai mai quanto puoi essere straordinario.”

– Maya Angelou

Venerdì 5 ottobre:

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“E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica.”

– Friedrich Nietzsche

Fine settimana:

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“Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare sé stesso.”

– Mahatma Gandhi

 

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Frasi, aforismi e citazioni più belle della settimana 24 – 30 settembre 2018

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