Tag: gonfiore addominale

Macrolibrarsi store online – non solo libri

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Un e-commerce diventato famoso per la vendita di libri ed e-book, ma Macrolibrarsi store online è molto di più, ed offre un’ampia varietà di prodotti per la salute e per il benessere. Non solo libri, quindi, ma anche prodotti alimentari, integratori, cosmesi, prodotti per la…

14 sintomi da carenza di vitamina D

14 sintomi da carenza di vitamina D

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Bere latte fa bene o male alla salute?

Bere latte fa bene o male alla salute?

Il latte è uno degli alimenti più consumati al mondo, ma è anche oggetto di numerose ricerche e discussioni, che cercano di rispondere alla domanda: bere latte fa bene o male alla salute?

Il latte è indubbiamente un alimento molto prezioso. Ricco di nutrienti, il latte è senz’altro indispensabile per i bambini, e non solo. All’interno di una dieta bilanciata, questo alimento completo e sano può essere molto utile per mantenerci in salute.

Perché bere il latte fa bene?

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1 – Aiuta a prevenire l’osteoporosi in età adulta

Questo è possibile grazie alla presenza di buone quantità di calcio, che viene assorbito più facilmente rispetto al calcio che si trova negli altri alimenti. Il giusto apporto di calcio, infatti, è indispensabile per prevenire le fratture ossee dovute alla carenza di minerali.

Ovviamente esistono anche altri fonti di calcio, come broccoli, fagioli, semi di chia o di papavero, ma non possono sostituire completamente quello derivante dal latte.

2 – Il latte è un’ottima fonte di proteine e vitamine

Una ricerca condotta dalla Harvard Medical School ha confermato che il latte ed i latticini sono non soltanto una fonte indispensabile di calcio, ma anche di proteine, potassio e vitamine D e A. Il latte inoltre contiene importanti quantità di vitamine E, K, vitamina C, acido folico e riboflavina.

Il latte contiene tutti i 20 aminoacidi, che servono alla sintesi delle proteine del nostro corpo, difficili da compensare con le proteine vegetali (come ad esempio quelle dei legumi). Questi aminoacidi fungono anche da trasportatori di minerali, come il calcio, il fosforo e il magnesio.

3 – Aiuta a prevenire lo sviluppo di certi tumori

Alcune ricerche hanno dimostrato la relazione fra il consumo di latte e la riduzione del rischio di tumore al colon, uno dei tipi di tumori più diffusi nella società moderna, e alla vescica.

Sono state raccolte anche evidenze, che il latte potrebbe avere un effetto preventivo nei confronti del cancro al seno nelle donne di età superiore ai 45 anni, proprio grazie alla presenza del calcio e della vitamina D.

4 – Il latte è un’ottima fonte di energia

Il latte contiene lattosio – uno zucchero disponibile ad essere immediatamente utilizzato come fonte di energia dal nostro organismo. Il lattosio, inoltre, è fondamentale per lo sviluppo del tessuto nervoso nei primi mesi di vita.

5 – Il latte aiuta a crescere

Se assunto in età precoce (nei bambini dai 18 ai 60 mesi), il latte favorisce la crescita in altezza. In questo caso non è solo merito delle proteine contenute nel latte, ma anche all’IGF1 (insulin-like growth factor 1), un regolatore della crescita, riscontrato in buona quantità nei consumatori di latte.

Quando bere il latte fa male?

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La ricerca

Una ricerca condotta dal professor Karl Michaelsson, dell’Università di Uppsala (Svezia), ha dimostrato che un elevato consumo di latte non diminuisce il rischio di fratture alle ossa, e potrebbe addirittura aumentare il tasso di mortalità. È vero che il latte contiene il prezioso calcio, ma è anche ricco di grassi, che alimentano le infiammazioni e aumentano il rischio di problemi al cuore.

Il team svedese ha preso in esame 61.433 donne tra i 39 e i 74 anni, e 45.339 uomini tra i 45 e i 79 anni. In 20 anni di ricerca, 15.542 donne sono morte e 17.252 hanno subito delle fratture. Quanto agli uomini, in 10 anni 10.112 sono morti e 5.066 hanno avuto almeno una frattura. Tra i deceduti e gli infortunati c’erano più individui “amanti” del latte.

Secondo questo studio, quindi, un consumo eccessivo di latte (contenente lattosio) può aumentare lo stress ossidativo, che accresce il rischio di fratture.

Il latte fa invecchiare prima?

Sempre in seguito alla ricerca svedese è stato evidenziato un azzeramento del potere antiossidante degli alimenti quando vengono abbinati al latte. Ad esempio, risulta inutile bere il tè verde o mangiare frutti di bosco (entrambi alimenti ricchissimi di sostanze antiossidanti), se si aggiunge il latte o la panna.

Il latte può fare ammalare?

È stato dimostrato, che bere quantità elevate di latte può portare a un aumento di rischio di diabete e di malattie cardiovascolari. Secondo alcune ricerche recenti, chi abusa di questo alimento (consuma più di un litro e mezzo di latte al giorno) risulterebbe molto più vulnerabile allo sviluppo di tumori all’ovaio o alla prostata. Il latte dovrebbe inoltre essere evitato dalle donne già colpite da tumore al seno.

Tante persone per di più, sono intolleranti al lattosio, manifestando sintomi come meteorismo, flatulenza, diarrea, crampi addominali ecc.

Quanto latte fa bene e quanto latte può fare male?

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Come per qualsiasi altro alimento, anche nel caso del latte la regola d’oro è la moderazione. Anche se abbiamo sempre sentito dire che tre bicchieri di latte al giorno tolgono il medico (ortopedico) di torno, uno o due bicchieri di latte o di yogurt sono una quantità più che adeguata.

Secondo le “Linee guida per una sana alimentazione italiana” è sufficiente bere un bicchiere (125 grammi) di latte, oppure mangiare un vasetto di yogurt (125 grammi), o 100 grammi di formaggio fresco (oppure in alternativa 50 grammi di formaggio stagionato) al giorno per godere di tutti i benefici del latte.

Se, invece, per piacere o scelta personale, si desidera aumentare la quantità di latte e latticini, è consigliabile dare la preferenza ai prodotti scremati o parzialmente scremati, con un minor contenuto di grassi, ma che comunque contengono la giusta quantità di calcio.

Per quanto riguarda le persone intolleranti al lattosio, per fortuna in commercio esistono diversi tipi di latte ad alta digeribilità (senza lattosio). A volte, in caso di intolleranza lieve, si possono consumare yogurt o kefir, ricchi di batteri che effettuano una prima digestione dello zucchero, oppure formaggi a pasta dura (come il grana ad esempio), che contengono molto meno lattosio, rispetto al latte.

Tenendo conto di quanto ho detto sopra, la risposta alla domanda “bere latte fa bene o male alla salute?” dipende interamente dalla quantità di latte che consumiamo al giorno.  Bere il latte (in assenza di intolleranze od altri problemi di salute ovviamente) può sicuramente fare bene, purché non si abbondi con le dosi, soprattutto in età adulta.

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Via i disturbi mestruali ed i sintomi della menopausa con i rimedi naturali!

Via i disturbi mestruali ed i sintomi della menopausa con i rimedi naturali!

Il corpo di una donna è in continuo cambiamento e molto spesso ha bisogno di aiuto per affrontarlo al meglio. Che si tratti di disturbi mestruali o dei sintomi della menopausa, l’utilizzo di alcuni rimedi naturali può donare sollievo, serenità e migliorare il benessere generale delle donne.

 

Quali sono i disturbi mestruali che possono essere curati con i rimedi naturali?

 

  • Sindrome premestruale, caratterizzata da sintomi come: seno gonfio e dolente, ritenzione idrica e aumento di peso, mal di testa, gonfiore addominale, stipsi o diarrea, acne, voglia di dolce, dolore muscolare, ansia, insonnia, stanchezza, irritabilità, scarsa libido ecc.
  • Mestruazioni abbondanti (ipermenorrea);
  • Assenza di mestruazioni (amenorrea);
  • Mestruazioni molto dolorose (dismenorrea).

Quali sono i sintomi principali della menopausa?

  • Vampate di calore e sudorazione eccessiva;
  • Stanchezza;
  • Dolori muscolari;
  • Palpitazioni;
  • Sbalzi d’umore e difficolta di concentrazione;
  • Disturbi del sonno;
  • Disturbi dell’apparato genito-urinario (perdite urinarie, secchezza vaginale ecc.);
  • Alterazioni cutanee (secchezza, prurito, rossore);
  • Emicrania ecc.

Alcuni rimedi naturali contro i disturbi mestruali ed i sintomi della menopausa:

 

#1 Angelica sinensis

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L’Angelica, chiamata anche il “ginseng delle donne”, “l’angelica cinese” o “dong quai”, è la pianta femminile in assoluto. È indicata per alleviare tantissimi disturbi legati al ciclo mestruale o al periodo delicato della menopausa.

L’angelica è utile per combattere le vampate di calore, per migliorare la libido, per calmare i dolori mestruali o il mal di testa, per migliorare la digestione ed alleviare il gonfiore addominale; stimola le difese immunitarie ed è un ottimo antiossidante.

Come curarsi con l’angelica?

A scopo curativo si utilizza la radice della pianta.

A – Infusi e decotti

L’infuso di angelica può dare sollievo in caso di gonfiore addominale, spasmi intestinali o dolore mestruale.

Come fare?

Per preparare un infuso di angelica bisogna versare un cucchiaio raso di radice di angelica in una tazza di acqua bollente. Fare bollire per qualche minuto, spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere dopo i pasti.

B – Tintura madre

Assumere tintura madre di angelica può essere utile in caso di mestruazioni irregolari, sindrome premestruale e per alleviare i sintomi della menopausa.

Si consiglia di assumere 20 gocce di tintura madre di angelica (1:1) diluite in mezzo bicchiere d’acqua tre volte al giorno.

C – Compresse o capsule

L’estratto secco di radice di angelica può essere assunto anche sotto forma di compresse o capsule. Si consiglia di assumere 500 mg di estratto di radice di angelica fino a tre volte al giorno.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. Non assumere Angelica per periodi troppo lunghi di tempo.
  2. Non assumere Angelica in caso di tumori estrogeno-dipendenti o problemi di coagulazione.
  3. Evitare l’esposizione al sole durante i periodi di cura con l’Angelica.

#2 Cimicifuga racemosa

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Oltre che per i dolori mestruali, questa pianta officinale è indicatissima per combattere tantissimi sintomi della menopausa: le vampate di calore, gli sbalzi d’umore e la depressione, la secchezza vaginale, disturbi della memoria e difficoltà di concentrazione ecc.

Come curarsi con la cimicifuga?

A scopo curativo si utilizza la radice della pianta.

A – Infusi e decotti

Molto utili come antinfiammatorio per combattere dolori mestruali, mal di testa o nevralgie.

Come fare?

Per preparare un infuso di cimicifuga bisogna versare un cucchiaio raso di radice sminuzzata di cimicifuga in una tazza di acqua fredda. Mettere sul fuoco e fare bollire per qualche minuto, spegnere e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere lontano dai pasti.

B – Tintura madre

Si consiglia di assumere 20-30 gocce di tintura madre di cimicifuga (1:1) diluite in mezzo bicchiere d’acqua due-tre volte al giorno.

C – Compresse o capsule

Assumere l’estratto secco di cimicifuga può risultare molto utile per combattere i disturbi legati alla menopausa. La dose da assumere è di 400-500 mg due volte al giorno, mattino e sera.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. Non assumere la cimicifuga per un periodo più lungo di 6 mesi.
  2. Non assumere la cimicifuga in caso di tumori estrogeno-dipendenti.
  3. Non assumere la cimicifuga in concomitanza a cure ormonali.
  4. Assumere con attenzione se soffrite di gastrite.

#3 Enagra comune (oenothera biennis)

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Questa pianta officinale è conosciuta anche come “enotera” o “rapunzia” ed è ricchissima di acidi linoleici, acidi grassi essenziali (precursori delle prostaglandine, sostanze fondamentali per i processi ormonali femminili), acidi polinsaturi e omega 6. È apprezzata per le sue proprietà antinfiammatorie, astringente, stimolante, lenitiva e sedativa. Viene utilizzata per alleviare i sintomi della sindrome premestruale e della menopausa. È uno dei rimedi naturali più efficaci per combattere il dolore durante il ciclo mestruale.

Come curarsi con l’enagra comune?

A – Infusi e decotti

In questo caso si usa tutta la pianta.

Come fare?

Per preparare un infuso di enotera bisogna versare 20 g di parti della pianta in un litro d’acqua fredda. Mettere sul fuoco e fare bollire per mezz’ora circa, spegnere e lasciare riposare per 10 minuti. Filtrare e bere non più di due tazze al giorno.

B – Olio di enotera

Estratto dai semi di enagra, questo olio vegetale può essere assunto nella dose di 1-2 cucchiai al giorno.

C – Perle

L’olio di enotera può essere assunto anche come integratore alimentare sotto forma di perle. La dose consigliata è di 10-15 mg per ogni chilo di peso corporeo.

#4 Salvia

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Questa pianta aiuta ad alleviare i sintomi della menopausa e in modo particolare è utile in caso di vampate di calore e sudorazioni notturne. È inoltre utile per facilitare la digestione e per ridurre il gonfiore addominale.

Come curarsi con la salvia?

A scopo curativo si usano le foglie di salvia.

A – Infusi e decotti

Rimedio efficace in caso di indigestione, disturbi mestruali, vampate di calore o crampi.

Come fare?

Per preparare un infuso di salvia bisogna versare un cucchiaio raso di foglie di salvia in una tazza di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 5-10 minuti. Filtrare e bere dopo i pasti.

B – Compresse o capsule

Si consiglia l’assunzione di 500 mg di estratto di salvia al giorno.

Avvertenze e controindicazioni:

  • Fare attenzione in caso di assunzione di farmaci con azione sedativa.

#5 Semi di lino

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I semi di lino sono un valido aiuto in caso di squilibri ormonali tipici della perimenopausa – il periodo che precede la menopausa. Ricchi di acidi grassi Omega-3, i semi di lino sono utili per prevenire i disturbi cardio-vascolari e, grazie al contenuto elevato di fibre, sono l’alleato perfetto della salute dell’intestino.

I semi di lino inoltre possono ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e sono utili per prevenire e combattere il cancro al seno e la depressione.

Come curarsi con i semi di lino?

A – Semi

Come integratore naturale di omega-3, la dose consigliata è di un cucchiaio di semi di lino tritati al giorno. Assunti interi (e con abbondante acqua) invece sono un ottimo rimedio per la regolarità intestinale.

B – Olio di semi di lino

Per beneficiare di tutte le caratteristiche nutrizionali dei semi di lino, è possibile aggiungere l’olio di semi di lino alle pietanze, a crudo e nella dose di due/tre cucchiaini al giorno.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. I semi di lino interi vanno assunti con almeno 240 ml di acqua.
  2. Non prendere i semi di lino in caso di occlusione intestinale o diverticoli.
  3. L’azione lassativa dei semi di lino interi può interferire con l’assorbimento dei farmaci.

#6 Agnocasto

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L’agnocasto è utilissimo per curare i disturbi dovuti alla sindrome premestruale e le mestruazioni irregolari, dolorose o abbondanti.

Viene consigliato inoltre in caso di insonnia, vertigini, spasmi intestinali, tachicardia, sbalzi d’umore, acne, depressione, ansia e irritabilità.

Come curarsi con l’agnocasto?

A scopo curativo si usano i frutti (i semi) di agnocasto.

A – Tintura madre

Si consiglia di assumere 30 – 40 gocce di tintura madre di agnocasto (1:5) diluite in mezzo bicchiere d’acqua due volte al giorno, lontano dai pasti.

B – Capsule o compresse

Si consiglia l’assunzione di 800 mg di estratto secco di agnocasto al giorno, lontano dai pasti.

Avvertenze e controindicazioni:

  1. Può ridurre l’efficacia dei farmaci anticoncezionali.
  2. Consultare il ginecologo di fiducia in caso di perdite mestruali anomale.

 

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10 alimenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale

10 alimenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale

Molto spesso a causa di alcune terapie (ad esempio con antibiotici), dell’uso prolungato di lassativi, dello stress o di abitudini alimentari errate la nostra flora batterica intestinale si impoverisce, ma per ripristinarla basta consumare spesso cibi che aiutano l’equilibrio intestinale.

 

La salute della flora intestinale è indispensabile per garantire il buon funzionamento del nostro organismo, per rafforzare le nostre difese immunitarie, e per migliorare il nostro benessere generale e la forma fisica. Uno squilibrio della flora batterica intestinale può provocare numerosi disturbi, impedire l’assorbimento dei nutrienti e rendere più difficile il controllo del peso.

 

Le funzioni della flora batterica intestinale:

 

le funzioni della flora batterica intestinale

 

 

1. produzione di enzimi che favoriscono i processi digestivi;

2. sintesi di vitamine K e del gruppo B;

3. produzione di acidi grassi a catena corta, come l’acido acetico, propionico e butirrico;

4. azione sul metabolismo di pigmenti biliari;

5. produzione di sostanze ad azione antimicrobica;

6. modulazione del sistema immunitario intestinale (MALT);

7. potenziamento della funzione di barriera intestinale contro l’invasione di batteri patogeni;

8. regolazione della motilità del tubo digerente e della composizione dei gas intestinali e delle feci;

9. regolazione del pH dell’ambiente gastrointestinale.

 

Alcuni cibi, chiamati “prebiotici” sono in grado di impedire ai microorganismi patogeni di proliferare, di favorire la crescita dei batteri “buoni” (probiotici), e di migliorare la salute della flora batterica intestinale.

 

10 alimenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale

 

1 – Crauti

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I crauti sono foglie di cavolo fermentate. Durante questo processo di fermentazione viene prodotto l’acido lattico, un’arma potente nella lotta contro i microorganismi “cattivi”. Consumare crauti può aiutare a rendere i batteri che compongono la flora intestinale più forti e resistenti.

 

2 – Cipolle

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Le cipolle contengono frutto-oligosaccaridi, una fibra prebiotica che svolge un’azione protettiva per la mucosa intestinale. Le cipolle inoltre hanno la proprietà di prevenire il cancro del colon, perché aiutano a rallentare i processi putrefattivi che liberano sostanze tossiche nell’intestino.

 

3 – Cicoria

La cicoria è ricchissima di inulina, una fibra prebiotica che favorisce l’equilibrio della flora batterica intestinale.


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A base di Cicoria e una miscela di fermenti lattici vivi!

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4 – Kefir

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Il kefir ha un’azione positiva non solo sull’equilibrio della flora batterica intestinale, ma anche sulla salute di tutto l’apparato digerente. Grazie al contenuto di lactobacilli e acetobatteri, il kefir è in grado di proteggere l’apparato digerente da germi e batteri nocivi.

Assumere kefir regolarmente può aiutare a regolarizzare le funzioni intestinali, prevenendo la stitichezza, ma anche la diarrea perché favorisce il ripristino della flora batterica intestinale.

 

5 – Yogurt greco

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Lo yogurt greco, grazie alla presenza dei fermenti lattici, ha la proprietà di rafforzare la flora batterica intestinale e di renderla in grado di contrastare i fenomeni putrefattivi che avvengono nell’intestino.

6 – Miele

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Il miele ha spiccate proprietà antibatteriche e antibiotiche e per questo motivo è l’alimento perfetto da consumare in caso di diarrea per ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale.

 

7 – Miso

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Il miso è un alimento tradizionale giapponese, ottenuto dalla lunga fermentazione dei fagioli di soia gialla in acqua e sale marino. Il miso è ricchissimo di fermenti lattici vivi (lattobacilli) indispensabili per la salute della flora batterica intestinale. Il miso è in grado di stimolare la digestione e di rafforzare il potenziale di difesa dell’organismo dai disturbi intestinali.

 

8 – Vino

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Bevuto con moderazione (non più di 1-2 bicchieri al giorno), il vino non è solo un toccasana per il sistema cardiocircolatorio, ma anche per il nostro intestino. Diversi studi hanno dimostrato che i polifenoli contenuti nel vino possono avere un’azione benefica sull’equilibrio della flora batterica intestinale e aiutare a distruggere i microorganismi patogeni.

9 – Tè nero

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I polifenoli contenuti nel tè nero hanno lo stesso meccanismo di azione di quelli contenuti nel vino e impediscono ai batteri “cattivi” di proliferare. Questa proprietà del tè nero può risultare utile anche nella prevenzione di cancro al colon.

10 – Aceto di mele

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L’aceto di mele contiene l’acetobacter, un microrganismo simile ai batteri contenuti nell’intestino e che ha il compito di ripristinare la flora batterica intestinale, di combattere i batteri nocivi, i processi di fermentazione e putrefazione. Consumando spesso aceto di mele, introduciamo nel nostro organismo batteri “buoni”, che rafforzano la flora batterica intestinale.

 

Controllare la nostra alimentazione e consumare più spesso i cibi amici dell’intestino è fondamentale per mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale, per migliorare e preservare la nostra salute, per sentirci più in forma, fisicamente ed anche psicologicamente.

 

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