Tag: nutrizione

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La dieta del digiuno intermittente – come farla e quali controindicazioni ha?

La dieta del digiuno intermittente – come farla e quali controindicazioni ha?

Ultimamente ci viene proposta una nuova forma di dimagrimento – il cosiddetto digiuno intermittente, chiamato anche “dieta on-off”, che promette una perdita di peso importante in un lasso di tempo breve. Ecco cos’è la dieta del digiuno intermittente, le sue forme più diffuse e le controindicazioni principali.

Per la prima volta ho sentito parlare del digiuno intermittente da mio fratello, che in un mese di dieta on-off e palestra è riuscito a perdere parecchi centimetri di girovita e ad aumentare la massa muscolare, oltre che a migliorare il suo benessere generale.

Ulteriormente ho avuto l’occasione di approfondire questo argomento durante un corso di nutrizione e dietologia, anche perché il digiuno intermittente viene a smentire alcune delle regole più importanti promosse da tantissimi nutrizionisti e cioè:

  • la colazione è il pasto più importante della giornata, e
  • per dimagrire in modo sano e naturale non bisogna mai saltare i pasti ed è consigliabile fare tanti piccoli pasti al giorno (5-6).

Devo dire, che questa formula dei piccoli pasti in passato mi ha aiutata a perdere 10 chili e, visto che so per certo che è uno schema che funziona, l’idea del digiuno intermittente mi è sembrata molto strana all’inizio. Ma le numerose recensioni positive di persone, che hanno provato gli effetti benefici di questa dieta, mi hanno incuriosita ed ho deciso di indagare di più.

Cos’è il digiuno intermittente?

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Il digiuno intermittente (intermittent fasting) è uno schema nutrizionale, che alterna dei periodi di digiuno ai periodi in cui si mangia.

Esistono diverse forme di digiuno intermittente:

1 – Lo schema 16/8

Si tratta del metodo Leangains, ideato da Martin Berkhan, secondo il quale la giornata viene suddivisa in due parti: 8 ore per consumare 2 o 3 pasti e fare una seduta di allenamento, e 16 ore di digiuno completo.

2 – La Warrior Diet

Questo schema, ideato da Ori Hofmekler, si basa sul fare un solo pasto al giorno, preferibilmente la sera e senza restrizioni di calorie o apporto di macronutrienti. Durante il giorno, invece, si possono mangiare verdure fresche e frutta, eliminando completamente i carboidrati, come pasta, pane, cereali ecc. Questa dieta aiuta il corpo a bruciare più grassi, a rimuovere le tossine accumulate nel tempo, a migliorare il metabolismo energetico, ad aumentare la resistenza allo stress e alla stanchezza.

3 – La dieta Fast

Conosciuta anche come lo schema 5:2, questa dieta è stata ideata dal dott. Michael Mosley, che suggerisce di mangiare normalmente per 5 giorni alla settimana e di digiunare per altri 2. Non si tratta di un digiuno completo, ma piuttosto di una riduzione dell’apporto calorico di 600 calorie per gli uomini e di 500 calorie per le donne. Si consiglia anche di bere tanta acqua, tè e tisane senza zucchero. Dott. Mosley dice di aver perso più di 9 chili in due mesi seguendo questo schema di digiuno intermittente.

4 – Lo schema Eat Stop Eat

Questa è un’altra forma di digiuno, ideata da Brad Pilon, che prevede uno o due giorni di digiuno a settimana. In questo caso, però, si tratta di un digiuno completo. Per gli altri giorni della settimana bisogna adottare una dieta normocalorica. (calcola qui il tuo fabbisogno calorico QUI).

5 – Whole Day Fasting

Anche questo è uno schema eat-stop-eat (mangia-fermati-mangia) con la differenza che nei giorni di non-digiuno non esistono restrizioni di calorie o cibi da assumere.

Per i principianti uno schema più semplice potrebbe essere quello di creare una finestra di digiuno di 12-16 ore, in modo tale da incidere sul bilancio calorico e sul metabolismo ormonale. Ad esempio, se abbiamo cenato alle 8 di sera, non dovremmo più mangiare fino alle 8-10 del mattino seguente.

Jill Cooper parla del digiuno intermittente – GUARDA IL VIDEO

Perché il digiuno intermittente fa perdere peso?

  • La prima motivazione è molto semplice – il digiuno intermittente contribuisce a ridurre il numero di calorie e, di conseguenza, favorisce il dimagrimento.
  • Non mangiare per lunghi periodi aiuta a migliorare la sensibilità all’insulina, soprattutto in combinazione con l’esercizio fisico. In questo modo quando mangiamo, i livelli di zucchero nel sangue restano nella norma, non permettendo al nostro corpo di immagazzinare calorie da carboidrati sotto forma di grasso.

I livelli di insulina più bassi aiutano a bruciare grassi.

  • Il digiuno intermittente, inoltre, promuove la secrezione dell’ormone della crescita, che accelera la sintesi proteica e rende disponibili i grassi come risorsa energetica.

Il digiuno intermittente favorisce la crescita muscolare.

È stato dimostrato che dopo 12-24 ore di digiuno il corpo entra in chetosi, ovvero uno stato quando inizia a bruciare i grassi per ottenere energia. Esistono anche le cosiddette diete Cheto, basate sul consumo di molti grassi e che hanno come scopo quello di innescare lo stato di chetosi. Tuttavia, le sempre più numerose ricerche, hanno dimostrato che il digiuno intermittente è più efficace rispetto alle diete Cheto.

Digiuno intermittente – vantaggi e benefici per la salute

1 – Il vantaggio principale del digiuno intermittente, quindi, è il fatto che il corpo inizia ad usare i grassi come fonte primaria di energia, con conseguente abbassamento dell’insulina, ormone responsabile di numerose patologie (cardiovascolari, diabete, cancro ecc.).

2 – Il digiuno intermittente ha un effetto disintossicante, ed aiuta ad attivare il processo di autofagia nel corpo, ovvero aiuta l’organismo a rimuovere le cellule danneggiate e promuove un rinnovamento cellulare.

3 – Il digiuno intermittente aiuta a diminuire la pressione sanguigna.

4 – Il digiuno intermittente (in modo particolare la dieta Fast o lo schema 5:2) potrebbe aiutare a ridurre il rischio di sviluppare alcune forme di cancro, come quello al seno ad esempio.

5 – Durante il digiuno il nostro cervello funziona alla sua massima capacità. Il questo caso la spiegazione si riferisce all’aspetto evoluzionistico dell’uomo. La privazione dal cibo crea uno stato di allerta, destinato ad aiutare il cervello a concentrarsi sulla ricerca del cibo.

6 – Il digiuno intermittente aiuta a rinforzare le connessioni neurali, a migliorare la memoria e l’umore. È proprio lo stato di chetosi che stimola il rilascio di una molecola, chiamata Bdnf, e che rinforza i neuroni e le connessioni cerebrali collegate all’apprendimento e alla memoria. Per questo motivo sempre più ricerche suggeriscono i benefici del digiuno intermittente e delle diete cheto nella prevenzione e la cura delle malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.

7 – Il digiuno intermittente aiuta ad abbassare l’infiammazione e a migliorare la risposta immunitaria.

8 – Il digiuno intermittente contribuisce alla riduzione dei livelli di colesterolo LDL (colesterolo cattivo) e dei trigliceridi.

9 – Il digiuno intermittente ha un effetto antinvecchiamento e migliora l’aspettativa di vita.

La dieta mima-digiuno

la-dieta-della-longevità

Esiste anche una dieta simile, chiamata la dieta mima-digiuno o la dieta della longevità, ideata da Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità dell’University of Southern California e del programma di ricerca “Oncologia & longevità” all’Istituto Firc di oncologia molecolare (Ifom) di Milano.  Questa dieta, a differenza delle forme del digiuno intermittente che già conosciamo, prevede di digiunare per un periodo di 5 giorni ogni 3-6 mesi, con importanti benefici sulla salute e sull’aspettativa di vita.

Alcune forme di digiuno intermittente possono essere abbastanza difficili da sostenere e possono non essere adatte a tutti. Trattandosi di un regime alimentare restrittivo, è sempre meglio chiedere il consiglio di un medico nutrizionista prima di iniziare.

Alcuni effetti collaterali del digiuno intermittente:

Il digiuno intermittente, se non si hanno problemi particolari di salute, è generalmente ben tollerato dall’organismo. All’inizio alcune persone potrebbero avvertire stanchezza, sonnolenza diurna, capogiri, insonnia e sbalzi d’umore – sintomi temporanei, che spariscono non appena il corpo si abitua al nuovo regime alimentare.

Quali sono le controindicazioni del digiuno intermittente?

  • Chi soffre di diabete, ipoglicemia, squilibrio del cortisolo o ipertensione si deve avvicinare con grande cautela al digiuno intermittente, e sempre sotto consiglio e guida medica.
  • Questo non è un regime alimentare adatto alle persone che soffrono di disturbi alimentari o di stanchezza cronica.
  • Il digiuno intermittente è sconsigliato anche per le donne in gravidanza o durante l’allattamento.

Come per qualsiasi altro tipo di dieta, anche nel caso di digiuno intermittente è importante ascoltare il proprio corpo per trovare l’equilibrio adatto ad ogni situazione individuale. Il nuovo regime alimentare deve anche adattarsi agli impegni che abbiamo, deve coprire i nostri bisogni nutrizionali e, allo stesso tempo, aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi, che siano essi la perdita di peso, aumentare la massa muscolare, o migliorare lo stato di salute e il benessere generale.

Fonti:

1 – “A double-blind, placebo-controlled test of 2 d of calorie deprivation: effects on cognition, activity, sleep, and interstitial glucose concentrations.” (Lieberman HR, Caruso CM, Niro PJ, Adam GE, Kellogg MD, Nindl BC, Kramer FM.)

2 – “Intermittent Fasting: The Choice for a Healthier Lifestyle.” (Ganesan K, Habboush Y, Sultan S)

3 – “Intermittent energy restriction induces changes in breast gene expression and systemic metabolism” (Michelle N. HarvieEmail author, Andrew H. Sims, Mary Pegington, Katherine Spence, Adam Mitchell, Andrew A. Vaughan, J. William Allwood, Yun Xu, Nicolas J. W. Rattray, Royston Goodacre, D. Gareth R. Evans, Ellen Mitchell, Debbie McMullen, Robert B. Clarke and Anthony Howell)

4 – “La Dieta della longevità” (Valter Longo)

La Dieta della Longevità
Dallo scienziato che ha rivoluzionato la ricerca su staminali e invecchiamento, la Dieta Mima-Digiuno per vivere sani fino a 110 anni
Voto medio su 48 recensioni: Buono


5 – “La dieta fast. Mangia quel che vuoi… quasi sempre!” (Michael Mosley)

6 – “The Leangains Method: The Art of Getting Ripped. Researched, Practiced, Perfected.” (Martin Berkhan)

7 – “The Warior Diet” (Ori Hofmekler)

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10 cibi ricchi di collagene per una pelle giovane ed elastica

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A che serve la papaya fermentata? Benefici, effetti collaterali, controindicazioni e migliori integratori.

A che serve la papaya fermentata? Benefici, effetti collaterali, controindicazioni e migliori integratori.

La papaya fermentata è uno dei pochissimi integratori cosiddetti nutrigenomici, perché protegge il nostro DNA dallo stress ossidativo. Vediamo dunque a che serve la papaya fermentata, quali sono i suoi benefici, gli effetti collaterali e le controindicazioni, e quali sono i migliori integratori di papaya fermentata sul mercato.

 

Cos’è la papaya fermentata?

Di papaya fermentata si parla fin dalla metà degli anni ’80. Tutto merito del virologo Premio Nobel Luc Montagnier, che prescriveva papaya fermentata ai suoi pazienti malati di Aids per stimolare le loro difese immunitarie.

Da allora vi sono state fatte numerosissime ricerche sulla papaya fermentata e sui principi attivi di questo rimedio anti-invecchiamento.

La papaya è un frutto tropicale ricchissimo di proprietà benefiche per la nostra salute, ma grazie al processo di fermentazione naturale, che dura circa dieci mesi, le sue caratteristiche vengono potenziate ed il contenuto di antiossidanti viene ottimizzato. Infatti, solo in seguito alla bio-fermentazione gli enzimi della papaya iniziano a produrre il prezioso betaglucano – tanto utile per il nostro sistema immunitario e per il nostro metabolismo.

Oltre al betaglucano, la papaya fermentata contiene venti enzimi proteolitici, responsabili per l’assimilazione e l’utilizzazione ottimale delle proteine.

La papaya fermentata è disponibile come integratore alimentare, di solito sotto forma di estratto secco (tavolette, capsule o bustine monodose contenenti la papaya fermentata liofilizzata in polvere finissima).

Ma vediamo ora a che serve la papaya fermentata.

 

I benefici della papaya fermentata

Proprietà antinfiammatoria e antiossidante

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Di recente è stato introdotto un termine “inflammaging” – contrazione di “inflamation” (infiammazione) e “aging” (invecchiamento). È stato dimostrato che la papaya, infatti, combatte l’inflammaging – l’infiammazione cronica di fondo, che è all’origine della degenerazione e dell’invecchiamento tissutale.

Siamo soggetti a tantissimi processi infiammatori asintomatici, dovuti allo stress, alle cattive abitudini alimentari, al fumo, al consumo di alcool, all’assunzione di farmaci o all’inquinamento. Questi processi infiammatori possono scatenare diverse patologie cronico-degenerative ed anche tumori. Grazie proprio al contenuto di enzimi e betaglucani, la papaya fermentata riesce a disintossicare la cosiddetta matrice extracellulare – il gel fluido in cui si trovano le cellule che, per colpa dell’accumulo di tossine, diventa sempre più denso. Riacquistando la fluidità, migliora anche l’ossigenazione dei tessuti – le cellule vengono nutrite meglio e i radicali liberi (responsabili dell’ossidazione che accelera l’invecchiamento) vengono neutralizzati.

Per questo motivo la papaya fermentata è uno degli integratori antiaging preferiti per chi desidera mantenersi giovane più a lungo.

Proprietà immunostimolanti

La papaya fermentata aiuta a ristabilire il pH del nostro intestino che, a causa dello stress, dello stile di vita sedentario o dell’alimentazione sbagliata e povera di frutta e verdura fresca, tende all’acidità.  Tutto merito dell’enzima papaina, che ha un effetto alcalinizzante, utile a ristabilire l’equilibrio acido-base. Sappiamo tutti che i batteri cosiddetti “cattivi” proliferano in ambiente acido. Bilanciando il pH intestinale, viene riequilibrata la flora batterica intestinale e, di conseguenza, il nostro sistema immunitario viene rafforzato.

La papaya fermentata, inoltre, contiene lisozima e carpaina (un enzima e un alcaloide), che hanno un’azione antisettica ed aiutano a prevenire infezioni intestinali.

Protegge i tessuti ed i vasi sanguigni

La papaya fermentata è ricca di Vitamina E, protettiva delle membrane cellulari, e di flavonoidi che, oltre a migliorare la permeabilità dei vasi sanguigni e la circolazione del sangue in generale, inibiscono la sintesi di enzimi tumorali. Per questo motivo la papaya fermentata aiuta a prevenire diverse malattie degenerative cardiovascolari, neoplastiche e cutanei.

Inoltre, grazie alla presenza di calcio, potassio e magnesio, la papaya fermentata è un integratore utile durante la menopausa, perché aiuta a prevenire l’osteoporosi e migliora l’attività dei muscoli.

Aiuta la digestione e la perdita di peso

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Come già menzionato sopra, la papaya fermentata contiene enzimi proteolitici, in modo particolare la papaina, che favorisce la scomposizione e l’assimilazione delle proteine da parte dell’organismo. In questo modo viene migliorata la digestione e viene contrastata la formazione di tossine – sostanze di scarto, che l’organismo deve eliminare e che spesso si accumulano causando infiammazioni.

La presenza di betaglucano, inoltre, aiuta la regolarità e la salute intestinale.

La papaya fermentata può essere di valido aiuto anche nelle cure dimagranti, non solo perché migliora la digestione ed il transito intestinale, ma anche grazie alle sue proprietà disintossicanti e drenanti, e perché dona energia, aumenta il senso di sazietà e stimola il metabolismo.

Aiuta a prevenire e a migliorare i sintomi dell’Alzheimer

Uno studio condotto dal Dipartimento di geriatria dell’Università di Palermo, pubblicato nell’aprile del 2015 sulla rivista scientifica “Mediators of Inflammation”, ha dimostrato la capacità della papaya fermentata di contrastare sia l’infiammazione, che lo stress ossidativo che danneggiano i neuroni.

A 40 pazienti affetti da Alzheimer moderato sono stati somministrati per tre mesi 9 g al giorno di papaya fermentata (FPP – fermented papaya preparation). A fine cura, misurando alcuni parametri biochimici, i ricercatori hanno riscontrato una marcata riduzione del marker dell’infiammazione PCR e delle citochine pro-infiammatorie.

Azione tonica

La papaya fermentata è ricchissima di vitamine (A, E, vitamine del gruppo B) e Sali minerali (come potassio e magnesio), utili per riacquistare tono ed energia in modo naturale.

 

Quando può essere utile assumere un integratore di papaya fermentata?

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Effetti collaterali e controindicazioni della papaya fermentata

  • La papaya fermentata dovrebbe essere evitata in caso di assunzione di farmaci che fluidificano il sangue (ad esempio dopo un infarto), perché i flavonoidi contenuti in essa possono potenziare l’effetto di questi farmaci.
  • Può provocare gonfiore e nausea nelle persone che soffrono di disturbi gastrointestinali.
  • Da evitare in caso di assunzione di integratori di ferro.
  • Da evitare in caso di gravidanza (potrebbe provocare contrazioni uterine) e durante l’allattamento.

 

Come prendere la papaya fermentata?

Contenendo anche le vitamine A, C, E e vitamine del gruppo B, Sali minerali e molti aminoacidi, la papaya fermentata è un ottimo ricostituente stagionale.

A titolo preventivo, è consigliabile assumere 3 g di papaya fermentata al giorno, e in caso di postumi di infezioni virali 6 g al dì, mentre per mantenere giovane il cervello e proteggerlo da Parkinson e dall’Alzheimer è consigliato arrivare fino a 9 g al giorno.

 

Quali sono i migliori integratori di papaya fermentata?

papaya-pura-ZUCCARIPapaya Pura ZUCCARI (45 Bustine da 3g ciascuna) – 100% Papaya bio-fermentata, atomizzata e granulata. Prodotta in Italia, senza glutine e senza OGM.

Può essere assunta in ogni stagione – una bustina al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, direttamente sotto la lingua. Per facilitare l’assorbimento, non consumare cibi e bevande nei 5 minuti successivi all’assunzione.

 

 

papaya-start-up-ZUCCARIPapaya Start-Up ZUCCARI (10 bustine da 5g ciascuna) – 100% papaya bio-fermentata, atomizzata e granulata, ed è arricchita con Vitamina B12 e con 5mg di BioPerine® per dose – un estratto del pepe nero che ottimizza l’assimilazione dei principi attivi da parte dell’organismo.

Si assume una bustina di Papaya Start-Up al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, direttamente sotto la lingua. Per facilitare l’assorbimento, non consumare cibi e bevande nei 5 minuti successivi all’assunzione. Il trattamento può essere prolungato a piacere o eventualmente proseguire con l’assunzione di Papaya Pura®.

 

 

papaya-fermentata-ImunAge-NamedNamed Immun Age Papaya Fermentata Polvere (FPP – Fermented Papaya Preparation) – 60 Bustine Orosolubili da 3 g ciascuna.

Non OGM, senza glutine, non contiene zuccheri aggiunti, coloranti, conservanti e additivi chimici.

Si consiglia l’assunzione di una bustina al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, al mattino appena svegli. Far sciogliere il contenuto della bustina sotto la lingua.

 

 

papaya-fermentata-body-spring-ANGELINIBody Spring Papaya fermentata pura ANGELINI (30 bustine da 3 g ciascuna) – contiene Papaya fermentata pura più succo del frutto (Carica Papaya L., destrosio da mais) polvere 100% 3 g.

Sciogliere direttamente in bocca il contenuto di una bustina di prodotto al giorno, lontano dai pasti. In caso di particolare necessità e periodi di particolare stress, la dose giornaliera può essere aumentata fino a tre bustine.

 

 

 

papaya-fermentata-specchiasolPapaya Fermentata SPECCHIASOL (30 compresse) – con estratto liofilizzato di Aloe.

1 compressa apporta: 600 mg di Papaya fermentata, 100 mg di Aloe.

Si consiglia si assumere 1-2 compresse al giorno.

 

 

 

papaya-fermentata-CONUA Papaya fermentata CONUA (120 compresse da 355 mg ciascuna) – papaia naturale, senza additivi o conservanti.

Si consiglia l’assunzione di 4-6 capsule al giorno, ai pasti con un bicchiere d’acqua.

 

 

 

 

papaya-fermentata-EQUILIBRAPapaya fermentata EQUILIBRA Carica 4000 mg (16 bustine monodose) – arricchito con Goji fermentato. La polvere, in comode bustine monodose, priva di coloranti e conservanti, consente di avere un prodotto ad alta concentrazione, immediatamente attivo in forma libera già nello stomaco, fornendo nel contempo un sapore piacevole al palato. Ogni bustina contiene 4 g di papaya fermentata e 100 mg di goji fermentato.

1 bustina al giorno – può essere assunta direttamente sotto la lingua o diluita in un bicchiere d’acqua, preferibilmente al mattino.

 

 

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8 sintomi e segnali del corpo che indicano una carenza di vitamine e sali minerali

8 sintomi e segnali del corpo che indicano una carenza di vitamine e sali minerali

Molto spesso il cambio di stagione porta con sé anche un fabbisogno diverso di nutrienti essenziali. È fondamentale per il nostro benessere saper ascoltare i sintomi ed i segnali che il nostro corpo ci manda e che possono indicare una carenza di vitamine e sali minerali.

8 sintomi e segnali del corpo che indicano una carenza di vitamine e Sali minerali

1 – Caduta dei capelli

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Una carenza di vitamina B7, detta anche biotina o vitamina H, potrebbe provocare la fragilità e la perdita di capelli. Questa carenza potrebbe essere causata dal consumo eccessivo di albume crudo, che contiene avidina – una sostanza che impedisce l’assimilazione della biotina (Vitamina B7).

Il fabbisogno di vitamina B7 può essere soddisfatto attraverso l’alimentazione.

Fra gli alimenti più ricchi di biotina vi sono: mandorle, soia, banane, patate, tuorlo d’uovo, carote, cavolfiore, funghi, spinaci, fagioli, pomodori, lattuga, mele, noci.

2 – Crampi muscolari

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Se soffrite di crampi muscolari molto probabilmente avete un’insufficienza di magnesio, potassio o calcio. A volte questo può capitare in caso di sudorazione eccessiva.

Gli alimenti più ricchi di questi sali minerali sono: le noci, i pistacchi, le mandorle, le mele, le banane, la zucca, l’insalata dalla foglia verde.

3 – La comparsa di brufoli

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Anche in questo caso potrebbe trattarsi di un’insufficienza di biotina (Vitamina B7) e, più in generale, delle vitamine del gruppo B.

Purtroppo il nostro corpo non è in grado di immagazzinare grandi quantità di queste vitamine, che devono essere integrate attraverso l’alimentazione.

Gli alimenti più ricchi di vitamine del gruppo B sono: funghi, patate, uova sode, spinaci, formaggio, cavolfiore ecc.

4 – Intorpidimento degli arti

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Mani e/o gambe che si addormentano è un sintomo che parla di un’insufficienza di vitamine B6, B12 e B9 (acido folico). Queste vitamine sono fondamentali per la produzione di nuove cellule, in particolare dei globuli rossi, i quali trasportano l’ossigeno nel sangue.

È importante rimediare mangiando più cereali integrali, legumi, agrumi, frutti di mare, carne e pesce.

5 – Acne e gonfiori sulle mani e cosce

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Se avete notano la comparsa di brufoli e noduli sulle mani o sulle cosce, molto probabilmente si tratta di una carenza di vitamine A e D e di acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6).

In questo caso è molto importante limitare il consumo di grassi trans e aumentare invece l’apporto di alimenti ricchi di acidi grassi omega-3 e omega-6 e di vitamina D, come il salmone o le noci. La vitamina A invece è contenuta nelle verdure dal colore giallo o arancione (carote, peperone giallo, zucca ecc.).

6 – Colorazione giallastra della pelle e della parte bianca degli occhi

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In questo caso potrebbe trattarsi di un’insufficienza di vitamina B12.

Questa vitamina è contenuta in grandi quantità nella carne di vitello e nei fegatini di pollo, nel latte, nel salmone, nel tonno, nello yogurt ecc.

7 – Lesioni dei tessuti dentali

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Se localizzate soprattutto al colletto dei denti, in prossimità della gengiva, queste sono un sintomo di carenza di vitamina D. Questi segnali sono un vero campanello d’allarme perché aumentano il rischio di sviluppare la parodontite.

È fondamentale adottare un’alimentazione ricca di calcio, fosforo e vitamina D per preservare e migliorare la salute dei denti. Potrebbe essere d’aiuto consumare più: latticini, riso integrale, verdure a foglia larga, pomodori, legumi, pesce, agrumi, uva ecc.

8 – Lesioni negli angoli della bocca

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Questo sintomo ci parla di una carenza di vitamine del gruppo B (B3, B2 e B12) e di ferro e zinco.

È possibile rimediare consumando più: pollame, pesce (salmone), uova, noci e legumi. È importante abbinare questi alimenti a cibi ricchi di vitamina C, che aiuta a combattere le infezioni, favorisce l’assorbimento del ferro e rafforza le difese immunitarie.

Vorrei inoltre ribadire che questi sintomi potrebbero anche essere spie di problemi molto più seri di una carenza di vitamine o di sali minerali. L’acne ad esempio potrebbe indicare una reazione allergica, mentre le mani intorpidite possono segnalare un problema delle vertebre cervicali.

Seppur integrando il fabbisogno di vitamine e sali minerali alcuni sintomi si ripresentano è indispensabile chiedere il parere di un medico di fiducia.

 

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