Tag: difese immunitarie

Mal di gola: sintomi, cause e migliori rimedi naturali

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La droga dei tempi moderni: perché lo zucchero fa male?

La droga dei tempi moderni: perché lo zucchero fa male?

Sempre più medici e nutrizionisti ci mettono in guardia contro il consumo eccessivo di zucchero – una vera e propria droga, un male più diffuso di quanto non si creda. Ma perché lo zucchero fa male?

 

Quella da zucchero è una vera e propria dipendenza, che non solo provoca un aumento peso, ma è anche direttamente o indirettamente responsabile dell’insorgere di malattie importanti, come il diabete, malattie cardiovascolari, la depressione o il cancro.

 

Cos’è lo zucchero e a cosa serve?

 

Lo zucchero, in verità, è essenziale per il buon funzionamento del nostro organismo. È un carboidrato, che fornisce energia utilizzata da tutte le cellule nel corpo. L’organismo ha bisogno di zucchero per tutti i processi metabolici.

 

Esistono tre tipi di zuccheri:

  1. monosaccaridi: carboidrati più semplici, che comprendono il glucosio, il fruttosio e il galattosio.
  2. disaccaridi: costituiti da due monosaccaridi e che comprendono il saccarosio, il lattosio e il maltosio (amido).
  3. polisaccaridi: carboidrati più complessi costituiti da catene lunghe di zuccheri semplici, e che comprendono l’amido, il glicogeno, la cellulosa, l’inulina.

Generalmente, quando si parla di zucchero si è soliti indicare gli zuccheri semplici (saccarosio, glucosio, fruttosio ecc.).

Le fonti più importanti di zucchero (che viene usato come dolcificante nell’industria alimentare moderna) sono la canna da zucchero e la barbabietola da zucchero.

Durante la digestione i carboidrati vengono convertiti in glucosio, da cui le cellule ricavano energia. Una parte viene convertita in glicogeno ed immagazzinata nel fegato (dove servirà per mantenere i livelli normali di glucosio nel sangue) e nei muscoli (dove verrà utilizzato per l’attività muscolare). Una quantità troppo abbondante, invece, può portare all’aumento di peso.

La concentrazione di glucosio nel sangue viene mantenuta costante grazie all’attività dell’ormone insulina, prodotto dal pancreas. Ma, in seguito ad un consumo eccessivo di zucchero, si può verificare una carenza di insulina con conseguente incapacità di regolare le concentrazioni di zucchero nel sangue – una situazione che può portare al diabete.

 

Quanto zucchero dovremmo mangiare?

 

Parlando sempre di zuccheri semplici, l’Organizzazione mondiale della sanità suggerisce che la dose giornaliera di zucchero non dovrebbe superare 25 g, ovvero 5 cucchiaini da tè.

 

Lo zucchero, infatti non deve superare il 5% dell’apporto energetico totale giornaliero, una quantità sufficiente per fornire al nostro organismo l’energia necessaria per funzionare bene.

Questa è una quantità molto facile da superare, considerato che non si riferisce soltanto al comune zucchero da tavola, aggiunto al tè o al caffè, ma anche al miele, alle marmellate, agli yogurt, ai succhi di frutta, alle bevande, agli snack, alle merendine, al cioccolato, alle salse e ad altri prodotti confezionati che contengono fonti nascoste di zucchero (mais dolce o piselli in scatola, pane e panini, crackers, sughi pronti ecc.) e che siamo soliti consumare ogni giorno.

A volte, purtroppo, consumando un solo prodotto, possiamo facilmente superare l’intera dose giornaliera di zucchero: una bibita in lattina da 330 cc, ad esempio, ne può contenere anche fino a 35 g (!).

 

dove si trova lo zucchero

 

Lo zucchero come una droga

 

Esistono diversi motivi, perché ogni tanto abbiamo voglia di dolce, che si tratti di una dieta drastica, oppure di un’insufficienza di sonno, un calo di energia, una carenza di alcune vitamine o minerali, la gravidanza, oppure di una semplice disidratazione dell’organismo. Leggi di più QUI.

Alcune ricerche hanno dimostrato, come la voglia di dolce si può trasformare in dipendenza. Secondo i ricercatori, infatti, la nostra lingua è dotata di due recettori del gusto dolce, che sono rimasti sottosviluppati, perché i nostri antenati seguivano una dieta bassa in zuccheri. Quando mangiamo qualcosa di dolce, questi recettori vengono stimolati in modo eccessivo e, come conseguenza, il nostro cervello ci fa sentire un profondo senso di gratificazione e di piacere, che va a interferire con i meccanismi di autocontrollo. Ecco, proprio in questo modo nasce una dipendenza da zucchero.

Il centro di piacere del cervello, chiamato nucleus accubens, è fondamentale per la nostra sopravvivenza come specie. Quando consumiamo zucchero (così come qualsiasi altra sostanza che può creare dipendenza) il nostro nucleus accubens riceve un segnale di dopamina, attivando le sensazioni di piacere ed invogliandoci a mangiare più dolci. Il problema è che un’esposizione prolungata agli zuccheri, rende questi segnali più deboli e, come conseguenza, dobbiamo consumare sempre più cibi ricchi di zucchero per avere l’effetto desiderato.

 

Gli Stati Uniti e la Germania in Europa sono i maggiori consumatori di zucchero, con una quota di 117 e rispettivamente 118 g al giorno per gli adulti, e di 131 e rispettivamente 137 g al giorno per bambini. In Italia, secondo INRAN, gli adulti consumano in media 82 grammi di zucchero al giorno, mentre per i bambini la quota è di 96 grammi (!) – quasi quattro volte superiore alle indicazioni dell’Oms.

 

Perché lo zucchero fa male?

lo zucchero fa male

 

Consumare regolarmente quantità eccessive di zucchero può avere conseguenze importanti sulla nostra salute.

 

Esistono quattro categorie di rischi che corriamo mangiando troppi zuccheri.

 

1 – Rischio di squilibrio o di carenza di nutrienti:

  • squilibrio di minerali nel corpo;
  • lo zucchero interferisce con l’assorbimento del calcio, del magnesio e delle proteine;
  • aumenta i livelli di colesterolo e dei trigliceridi;
  • abbassa i livelli della vitamina E.

2 – Rischio di squilibrio di comportamento:

  • crea dipendenza e provoca un’intossicazione, simile a quella da alcool;
  • un aumento veloce dell’adrenalina;
  • iperattività;
  • ansia;
  • bassa concentrazione;
  • difficoltà di apprendimento;
  • rischio maggiore di comportamento antisociale;
  • instabilità emotiva;
  • depressione.

 

3- Rischio di sviluppare danni funzionali:

  • può indurre processi metabolici anormali in soggetti sani;
  • abbassamento delle difese immunitarie e maggiore rischio di contrarre infezioni;
  • perdita di elasticità dei tessuti;
  • problemi di vista;
  • invecchiamento precoce;
  • danni alla struttura del DNA;
  • modifiche nella struttura delle proteine e del collagene;
  • interferisce con l’attività degli enzimi;
  • provoca un aumento di grasso nel fegato;
  • danni ai reni;
  • danni al pancreas;
  • rallenta l’attività delle ghiandole surrenali;
  • provoca squilibri ormonali;
  • aumenta lo stress ossidativo;
  • fragilità dei tendini;
  • raddoppia il rischio di nascita di bambini sottopeso;
  • disidratazione nei bambini neonati.

 

4 – Rischio maggiore di sviluppare malattie:

  • nutre le cellule cancerogene;
  • può provocare morte cellulare;
  • aumento della pressione sanguigna;
  • obesità;
  • sensibilità ridotta all’insulina;
  • diabete;
  • emicrania;
  • allergie alimentari;
  • disturbi gastrointestinali;
  • cataratta;
  • vertigini;
  • malattie autoimmuni (asma, artrite, sclerosi multipla)
  • enfisema;
  • osteoporosi;
  • appendicite, emorroidi, vene varicose;
  • Parkinson;
  • maggiore rischio di Alzheimer;
  • gotta;
  • carie e parodontite;
  • Candida;
  • gestosi (tossiemia) gravidica;
  • eczema nei bambini;
  • attacchi epilettici.

 

Esiste un tipo di zucchero “migliore”?

 

Esistono diverse scuole di pensiero: c’è chi sostiene, che non serve eliminare lo zucchero raffinato, a patto che non si esageri con i consumi giornalieri; c’è invece chi, come il professor Franco Berrino, afferma che lo zucchero (incluso il fruttosio) ed i dolcificanti artificiali andrebbero eliminati del tutto dalla nostra dieta (in questa categoria vi entrano anche lo sciroppo di glucosio-fruttosio e lo sciroppo di agave), e che dovremmo abituarci ai gusti meno dolci.

Se proprio non vogliamo rinunciare ai dolci, per preparare dolci a basso indice glicemico possiamo usare come dolcificanti l’uvetta, le albicocche secche, le mele o le pere.

Accompagnare i dolci con un grasso (noci, mandorle, pistacchi), contribuisce a rallentare la velocità di assorbimento del glucosio nell’intestino.

Un’altra scuola di pensiero, invece, suggerisce di eliminare gli zuccheri “cattivi” (i dolci) a favore degli zuccheri “buoni” (frutta, cereali, carboidrati), adottando la sempre attuale legge della moderazione.

 

Per riassumere quanto detto sopra:

  • lo zucchero serve, ma in piccolissima quantità;
  • lo zucchero può diventare una vera e propria droga;
  • se consumato eccessivamente lo zucchero fa male, decisamente!

 

 

Riferimenti:

1 – “Medicina da mangiare” di dott. Franco Berrino

2 – “Food additives, food and the concept of ‘food addiction’: Is stimulation of the brain reward circuit by food sufficient to trigger addiction?” A.Y. Onaolapo, O.J. Onaolapo.

3 – WHO opens public consultation on draft sugars guideline

4 – “The Truth About Sugar Addiction”, dr. Mercola

5 – “The third Italian National Food Consumption Survey, INRAN-SCAI 2005–06 – Part 1: Nutrient intakes in Italy”, S.Sette, C. Le Donne, R.Piccinelli, D.Arcella, A.Turrini, C.Leclercq

 

 

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14 sintomi da carenza di vitamina D

14 sintomi da carenza di vitamina D

Garantire il fabbisogno di vitamina D è indispensabile nell’arco di tutta la vita per godere di buona salute e vivere felici. Bisogna correre subito ai ripari, quando avvertiamo i sintomi da carenza di vitamina D.

Chi non ricorda la tortura dell’olio di fegato di merluzzo alla quale siamo stati sottoposti quasi tutti da piccoli? Pur essendo profondamente odiato da tanti, questo rimedio è ricchissimo di nutrienti indispensabili, incluse grandi quantità di vitamina D, necessaria alla crescita e al buon funzionamento del nostro organismo.

Alcuni fatti e curiosità sulla vitamina D:

  • per vitamina D si intende un gruppo di 5 diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5. Le due forme più importanti di questa vitamina sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) – di provenienza vegetale, e la vitamina D3 (colecalciferolo) – sintetizzata negli organismi animali.
  • la vitamina D funziona come un ormone e ogni cellula del nostro corpo possiede un recettore per questa vitamina;
  • la vitamina D viene sintetizzata dal colesterolo, quando la pelle viene esposta al sole;
  • la carenza di vitamina D è molto comune – circa 1 miliardo di persone nel mondo hanno livelli insufficienti di vitamina D. Anche il 60% degli italiani ne è carente.
  • essere in sovrappeso, avere la pelle scura, usare sempre una protezione solare, essere vegano, uscire poco di casa sono tutti fattori di rischio per la carenza da vitamina D.

Fabbisogno di vitamina D

Molto spesso non sappiamo che i nostri livelli di vitamina D nel sangue non sono sufficienti. Per valutarli serve un test del sangue particolare, che di solito viene prescritto alle persone più a rischio, come gli anziani.

La concentrazione ideale di vitamina D è di 30-60 ng/ml. Una quantità di 10-30 ng/ml è considerata insufficiente, e si parla di una carenza di vitamina D se è presente nel sangue in una quantità inferiore a 10 ng/ml.

Le dosi di vitamina D vengono generalmente espresse in Unità Internazionali (UI) e il fabbisogno di questa vitamina varia lungo la vita in questo modo:

da 0 a 12 mesi = 400 UI;

bambini da 12 mesi in poi = 600 UI;

adulti = 1000 – 1500 UI;

anziani = 2300 UI.

(Fonte: Associazione Medici Endocrinologi)

Alcuni ricercatori sono del parere, che il fabbisogno di un adulto è effettivamente molto più alto e si aggira intorno ai 3000 UI di vitamina D al giorno (3500 per le persone anziane), ma è comunque da concordare con il proprio medico curante.

14 sintomi da carenza di vitamina D

sintomi da carenza di vitamina d

1 – Ammalarsi più spesso

Una delle funzioni principali della vitamina D è rendere le difese immunitarie più forti, per affrontare e combattere efficacemente virus e batteri. Se ti ammali spesso, hai sempre il raffreddore o l’influenza, molto probabilmente soffri di una carenza di vitamina D.

Alcuni studi hanno confermato il legame fra un apporto insufficiente di vitamina D e infezioni del tratto respiratorio (raffreddori, bronchiti, polmoniti). Prendere un integratore di fino a 4000 UI di vitamina D al giorno potrebbe ridurre il rischio di ammalarsi.

2 – Dolori articolari, alle ossa e alla schiena

La vitamina D è molto importante per la salute delle nostre ossa, perché migliora la capacità del nostro corpo di assorbire il calcio. Ecco perché i dolori articolari, il dolore alle ossa o il mal di schiena (in modo particolare le lombalgie) potrebbero indicare livelli bassi di questa vitamina.

3 – Disturbi digestivi

I livelli bassi di vitamina D si possono manifestare anche con mal di pancia, gonfiore addominale, diarrea e/o stipsi. Alcuni studi hanno confermato, che una carenza di vitamina D potrebbe causare infiammazioni intestinali e, addirittura, l’insorgere del cancro al colon.

4 – Stanchezza e debolezza

Ci sentiamo stanchi per tanti motivi, e la carenza di vitamina D è uno di questi. Livelli bassi di vitamina D nel sangue possono provocare stati di spossatezza e peggiorare la qualità della vita. Anche piccole insufficienze di questa vitamina possono influire sui nostri livelli di energia.

5 – Perdita di capelli

Molto spesso la caduta di capelli viene attribuita allo stress, ma alcuni studi recenti hanno dimostrato come una carenza di vitamina D può provocare la perdita di capelli, in modo particolare nelle donne.

I livelli bassi di vitamina D sono inoltre un fattore di rischio per sviluppare l’alopecia areata – una malattia autoimmune, caratterizzata dalla perdita di capelli e peli in tutto il corpo.

6 – Sbalzi d’umore e depressione

Una carenza di vitamina D può provocare cambiamenti nel tono dell’umore e provocare l’insorgere della depressione, in modo particolare negli adulti più anziani.

Prendere un integratore di vitamina D potrebbe aiutare a migliorare lo stato d’animo, la memoria, la concentrazione ed essere utile anche per chi soffre di “depressione invernale”.

7 – Guarigione lenta delle ferite

Un periodo di guarigione lungo dopo un intervento o un trauma potrebbe indicare una carenza di vitamina D.

Questa vitamina stimola la rigenerazione cellulare ed è indispensabile nel processo di guarigione delle ferite, anche grazie al suo ruolo nel controllare l’infiammazione e nel combattere le infezioni.

Guarda il VIDEO:

8 – Sudorazione eccessiva

Un’altra funzione della vitamina D è quella di controllare la temperatura corporea, perché aiuta ad equilibrare la concentrazione di Sali minerali nel nostro organismo. Una carenza di questa vitamina si può manifestare come sudorazione eccessiva, soprattutto alla testa.

9 – Dolori muscolari

Molto spesso è difficile stabilire la causa dei dolori muscolari. Alcuni studi hanno evidenziato come la carenza di vitamina D nei bambini e negli adulti può provocare dolore.

Il recettore di vitamina D è presente nelle cellule nervose sensibili al dolore e chiamate nocicettori. Un’insufficienza di vitamina D può provocare dolore quando queste cellule vengono stimolate.

Un’integrazione di vitamina D nei bambini che soffrono di dolori della crescita potrebbe aiutare ad alleviare i sintomi.

10 – Perdita di massa ossea

Una bassa densità ossea indica una perdita di calcio e di altri minerali ed è un fattore di rischio per fratture, soprattutto fra le persone anziane e donne in menopausa.

Molte persone diagnosticate con perdita di massa ossea pensano di dover prendere un integratore di calcio, ma potrebbe invece trattarsi di un’insufficienza di vitamina D, che ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento del calcio e nel metabolismo osseo.

11 – Ipertensione

È stata dimostrata la relazione fra i livelli della pressione sanguigna e quelli di vitamina D nel sangue. Più bassa è la presenza della vitamina D e più alta è la pressione. Un’integrazione di vitamina D potrebbe infatti aiutare a combattere l’ipertensione.

12 – Reazioni allergiche

Un’insufficienza di vitamina D potrebbe aumentare la sensibilità ad alcuni allergeni, in modo particolare agli acari e alla polvere. L’integrazione di vitamina D potrebbe anche aiutare a migliorare i sintomi da orticaria o dermatite atopica.

I giusti livelli di vitamina D hanno inoltre un ruolo protettivo nei bambini e nei confronti di allergie alimentari o asma.

13 – Aumento di peso

Un’insufficienza di vitamina D può provocare una disfunzione dell’ormone della sazietà, con conseguente aumento del senso della fame e del peso corporeo.

14 – Gengive arrossate e/o che sanguinano

Anche in questo caso si tratta del ruolo della vitamina D nell’aiutare il nostro organismo a combattere i batteri. In modo particolare, questa vitamina stimola la produzione di catelicidina e defensina – sostanze che proteggono il cavo orale da infezioni. Una carenza di vitamina D, invece, può causare un indebolimento delle gengive e provocare arrossamento e/o sanguinamento.

Fonti di vitamina D

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La principale fonte di vitamina D è il sole. Questa vitamina viene sintetizzata nella pelle in seguito all’esposizione ai raggi UV.  Nei mesi invernali i raggi UV sono più deboli ed è più difficile fare il pieno della vitamina D, che può essere integrata attraverso l’alimentazione o assumendo un integratore alimentare.

Le migliori fonti alimentari di vitamina D sono:

l’olio di fegato di merluzzo, i pesci grassi (salmone, aringa), le uova, il burro, il fegato, le carni rosse e le verdure di colore verde.

Tuttavia, è molto difficile garantire il fabbisogno e prevenire la carenza di questa vitamina attraverso l’alimentazione soltanto e, soprattutto durante i mesi invernali, è consigliabile l’assunzione di un integratore alimentare. In questo caso la forma maggiormente biodisponibile è un integratore di vitamina D3.

Integratori consigliati:

Sovradosaggio ed effetti collaterali

Ovviamente, come per tutte le vitamine liposolubili, anche nel caso della vitamina D bisogna stare attenti e non superare il limite massimo o il dosaggio stabilito dal medico di fiducia.

Fra i sintomi di intossicazione da vitamina D vi sono:

  • nausea;
  • vomito;
  • debolezza;
  • aritmia cardiaca;
  • calcoli renali (se presa insieme ad un integratore di calcio);
  • stato confusionale e apatia;
  • mancanza di appetito e perdita di peso;
  • stipsi.

La vitamina D è una vitamina dimenticata e in tanti pensano che sia indispensabile soprattutto durante la crescita, ma la sua importanza resta fondamentale per la salute durante l’arco di tutta la vita. Rimediare a una carenza o un’insufficienza di vitamina D potrebbe essere la soluzione di molti problemi di salute.

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Come curare il raffreddore con i rimedi naturali – 5 ricette efficaci

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I migliori cibi e rimedi naturali per capelli sani e forti

I migliori cibi e rimedi naturali per capelli sani e forti

Come prevenire la perdita stagionale di capelli in modo naturale? Alcuni dei migliori cibi e rimedi naturali per avere capelli sani e forti.

 

L’estate pian piano lascia spazio all’atmosfera autunnale e se ne va portando via anche un po’ della nostra chioma. Durante il cambio di stagione (autunno e primavera), infatti, cadono più capelli, e questo è dovuto ad un fattore fisiologico di ricambio naturale. È assolutamente normale. Tutti i peli del corpo cadono regolarmente e sono sostituiti da nuovi peli. Così come la natura si ripulisce per lasciare spazio al nuovo, anche i nostri capelli e la nostra pelle hanno bisogno di rigenerarsi.

In autunno il nostro corpo ha bisogno di un maggiore apporto di vitamine e minerali, perché si prepara alla stagione fredda, mentre in primavera, l’organismo deve liberarsi delle scorie accumulate durante i mesi invernali.

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Ma esistono anche altre cause dell’indebolimento e della perdita di capelli, come:

  • lo stress (che blocca il processo di crescita dei nuovi capelli);
  • la dieta troppo drastica e i disturbi alimentari (anoressia e bulimia);
  • uno squilibrio ormonale (come ad esempio durante la gravidanza o la menopausa);
  • l’uso di prodotti cosmetici troppo aggressivi;
  • l’inquinamento ambientale;
  • la carenza di alcuni nutrienti importanti, come la vitamina A (che fornisce nutrimento al capello) o lo zinco (responsabile della formazione di cheratina);
  • i fattori ereditari.

Quando la crescita di nuovi capelli non riesce a compensare la perdita parliamo di un disturbo, chiamato alopecia (calvizie), che colpisce fra il 50 e l’80% degli uomini caucasici e il 40% delle donne. La causa più frequente di questo disturbo è un eccesso di ormoni maschili, ma una perdita temporanea di capelli può anche essere dovuta a malattie accompagnate da febbre alta, gravidanza, chemioterapia, raggi X, ingestione di metalli, malnutrizione, dermopatie, disturbi endocrini, danni chimici ai capelli.

Per prevenire e rimediare alla perdita di capelli è importante riconoscere ed eliminare la causa, quando ciò è possibile. Anche l’alimentazione ed i numerosi rimedi naturali aiutano a rendere i nostri capelli più forti e resistenti.

 

Cosa mangiare per avere capelli sani e forti?

Chi ha capelli fragili dovrebbe adottare una dieta ricca di nutrienti importanti, come le vitamine A, C, D, P, B5, B6, C, H e di minerali, come lo zinco (indispensabile per la crescita dei capelli), il ferro e il rame.

La vitamina A mantiene integre le membrane di tutte le cellule viventi. La vitamina P (bioflavonoidi) rende i capillari più forti ed è utile per favorire l’irrorazione sanguigna del cuoio capelluto, combatte l’arrossamento. La vitamina B5 favorisce l’attività delle cellule epiteliali. La vitamina H (biotina) è utile per combattere la caduta dei capelli, perché favorisce l’integrità della pelle.

Fra i migliori cibi consigliati vi sono:

  • carote, spinaci, fegato, uova, patate dolci, cavoli, broccolifonti di Vitamina A e vitamina C;
  • mirtilli, agrumi – fonti di Vitamina P (bioflavonoidi);
  • lievito di birra, latte, yogurt, frumento, riso, cavoli, fegato, uova, pollo – fonti di vitamine del gruppo B;
  • banane, insalata, latte, uova, fegato, lenticchie – fonti di biotina;
  • olio di germe di grano, alghe, pesce, miglio, lievito di birra, semi, noci e frutta secca, ostriche, lenticchie, pollo – fonti di minerali.

 

I migliori rimedi naturali per capelli forti e sani

Che siano sotto forma di maschere, tisane o integratori alimentari, i rimedi naturali sono molto utili per dare più forza a capelli fragili e per combattere la perdita stagionale di capelli.

Fra i migliori rimedi naturali vi sono:

  • Olio essenziale di rosmarino – è utile per stimolare la circolazione sanguigna nel cuoio capelluto. Da applicare sui capelli umidi e lasciare in posa 30 minuti, prima di risciacquare con uno shampoo delicato.
  • Aceto di mele – ha proprietà idratanti, sebo-regolatrici, utile per combattere la forfora, dona lucentezza e forza ai capelli. Aggiungere un bicchierino di aceto in una bacinella d’acqua e sciacquare i capelli dopo aver fatto lo shampoo. Aggiunto nelle maschere, inoltre, è utile per combattere le doppie punte.
  • Tea trea oil – elimina il sebo in eccesso, che ostruisce i follicoli, impedendo la crescita di nuovi capelli.
  • Zenzero – utile per prevenire la caduta, perché stimola la circolazione sanguigna nel cuoio capelluto.
  • Olio di ricino – nutre i capelli, perché ricco di vitamine, Sali minerali, omega-3 e acido ricinoleico. Da applicare con un massaggio delicato sul cuoio capelluto e poi su tutta la lunghezza dei capelli. Lasciare in posa per un paio d’ore, avvolgendo i capelli con un asciugamano bagnato in acqua calda.

 

Ricetta maschera rigenerante per capelli:

Ingredienti: un pezzetto di zenzero fresco, olio di ricino biologico.

Procedimento: pelare, grattugiare la radice di zenzero e strizzarla attraverso un colino o con l’aiuto di una garza per ricavarne il succo. Mescolate il succo di zenzero in pari quantità con dell’olio di ricino ed applicate, massaggiando delicatamente, sul cuoio capelluto e su tutta la lunghezza dei capelli. Questa maschera è utile per stimolare la crescita dei capelli.

 

  • Infuso di foglie di olivo (Olivum) – ricco di antiossidanti, contrasta la formazione di radicali liberi, protegge i capelli e li rende più forti. Applicare alcune gocce sul cuoio capelluto e massaggiare delicatamente.
  • Polvere di fieno greco – nutre, dona luminosità e bellezza ai capelli. Si scioglie in acqua calda per ottenere un composto gelatinoso da spalmare sul cuoio capelluto.
  • L’equiseto – chiamato anche coda cavallina, ha un effetto remineralizzante, rafforza la chioma, previene la caduta e stimola la crescita dei capelli.
  • La borragine – protegge dalle aggressioni esterne, ha proprietà sebo-regolatrici, rinforzanti e remineralizzanti.
  • Il miglio – può essere molto utile soprattutto nei periodi di stress elevato. È ricco di vitamine del gruppo B (B1, B2, B5, B6 e B12), che aiutano a combattere la fragilità dei capelli. Le sostanze nutritive contenute nel miglio (ferro, cistina, metionina, proteine contenti aminoacidi solforati ecc.) stimolano la formazione della cheratina. L’acido silicico, inoltre, rende i capelli più elastici, resistenti e tonici. Oltre che attraverso l’alimentazione, durante il cambio di stagione può essere utile assumere il miglio come integratore alimentare (capsule).
  • Aloe vera – proprietà nutrienti e fortificanti, facilita lo sviluppo e la crescita del capello.

 

Provati per voi:

 

keplin-integratore-capelli-forti

 

Keplin – questo integratore è utile non solo per rafforzare i capelli, ma anche unghie e pelle. Fra gli ingredienti principali vi sono l’estratto secco di miglio, l’estratto secco di equiseto, l’olio di borragine, I-Cistina, Ferro, Rame, Zinco e acido pantotenico. Si consiglia l’assunzione di 3 capsule al giorno. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

nutra-equiseto-integratore-per-unghie-e-capelli

 

Nutra Equiseto – un integratore alimentare a base di estratti di equiseto utili per favorire il trofismo del tessuto connettivo, il benessere di unghie e capelli ed il drenaggio dei liquidi corporei. Si consiglia l’assunzione di 2 capsule al giorno. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

rosmarino-cineolo-bio-olio-essenziale-per-capelli-sani Rosmarino Cineolo Bio – Olio Essenziale Puro – Ottenuto per distillazione della pianta. Sebo-regolatore e rinforzante. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

olio-di-ricino-biologico-per-capelli-sani Olio di ricino biologico spremuto a freddo Mroobest – olio di ricino biologico, puro, vegano, senza OGM. Ha proprietà antibatteriche e antimicotiche naturali ed è ricco di minerali, proteine, vitamina E. Aiuta a bilanciare il pH del cuoio capelluto ed a ripristinare i danni causati da prodotti chimici aggressivi. Stimola la crescita dei capelli. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

eco-masters-hair-plus-mask-per-capelli-forti Eco Masters Maschera Hair-Plus – una maschera che nutre ed idrata in profondità il cuoio capelluto rinforzando ogni singolo capello. Contiene ingredienti di prima qualità, come proteine idrolizzate di grano, estratti di foglie di olivo e salice. Da applicare due volte a settimana. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

foligain-spray-donna-anticaduta-per-capelli-forti Foligain Trioxidil Spray 10% Per Donna – Formulata in particolare per le donne, questa miscela appositamente scelta, fatta di ingredienti clinicamente studiati, è stata combinata per ottenere il complesso di Trioxidil a tripla azione. Contiene inoltre: estratto di foglie di ortica, vitamina E, estratto di trifoglio, aloe vera, olio di semi di Moringa. Senza parabeni, solfati o ftalati e non testato sugli animali. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

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Foligain™ Trioxidil Spray 10% Per Uomini – Specificamente creato per gli uomini, questa miscela accuratamente selezionata di ingredienti clinicamente studiati utilizza la sua innovativa formula a tripla azione per prendersi cura dei capelli in profondità. Contiene inoltre: estratto di equiseto, vitamina E, estratto di trifoglio, aloe vera, germogli di piselli, olio di ricino.  Senza parabeni, solfati o ftalati e non testato sugli animali. Per maggiori informazioni VAI AL SITO UFFICIALE.

 

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