Tag: diarrea

Mirtillo nero per dimagrire? Le sorprendenti proprietà curative e le controindicazioni del frutto selvaggio.

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Rimedi naturali contro la gastrite – 6 tisane e infusi da preparare a casa

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Le 5 regole base per un’alimentazione sana e per una corretta digestione

Le 5 regole base per un’alimentazione sana e per una corretta digestione

Il cibo è una parte importante della nostra vita, è una fonte di energia e di buon umore. Ma molto spesso il cibo diventa la causa dei nostri piccoli fastidi quotidiani e della maggior parte dei nostri problemi di salute. Seguire delle regole per un’alimentazione sana e per una corretta digestione è indispensabile per il nostro benessere psicofisico.

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La digestione, inoltre, ha il compito di trasformare il cibo ingerito in sostanze facilmente assimilabili dall’organismo, e una digestione corretta è considerata la base per la salute.

Le 5 regole base per un’alimentazione sana e per una corretta digestione

1 – Attenzione ai pesi e alle calorie

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È importante parlare di pesi e di calorie per garantire una buna digestione. Ad esempio, un pasto da 1000 kcal con una combinazione di alimenti favorevole sarà comunque meno digeribile di un pasto di 500 kcal con 2 o 3 combinazioni sfavorevoli.

Un pasto normale dovrebbe contenere dalle 400 alle 800 kcal. Il numero di proteine anche dovrebbe essere limitato: a 25-30 grammi a pasto.

Con 3 pasti al giorno si dovrebbe coprire un fabbisogno giornaliero dalle 1200 alle 2400 kcal.

Non sai come calcolare il tuo fabbisogno calorico giornaliero? Ne parlo in QUESTO POST.

2 – No alle proteine di diversa provenienza

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I nutrizionisti spesso ci avvertono che le combinazioni di diversi cibi proteici possono creare problemi.

Ecco perché:

lo stomaco è in grado di produrre succhi gastrici in tempi distinti e con composizioni diverse, in funzione delle diverse proteine da digerire. Ad esempio, il succo gastrico che di solito digerisce la carne è molto acido fin dall’inizio, quello per il latte, invece, è acido solo verso la fine della digestione.

Per questo motivo la combinazione tra carne (o pesce) e latte potrebbe essere particolarmente nociva, perché il latte in pratica coagula in grumi i fiocchi che possono contenere frammenti di carne che, non essendo stati digeriti bene, rischiano di passare inalterati nel successivo tratto intestinale, dando luogo a fenomeni putrefattivi, e causando diversi problemi:

Consigliato:

DVD – “Rafforzare la digestione” – Capire e guarire i problemi più comuni come gonfiore, stitichezza e diarrea, reflusso e acidità e debolezza nell’assimilazione del cibo. Come passare da una dieta moderna ad una dieta sana e curativa nel modo più semplice ed efficace.

Rafforzare la Digestione Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere


3 – No a zuccheri e amidi o zuccheri e proteine

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Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino. Se assunti insieme gli zuccheri restano nello stomaco il tempo necessario a smaltire gli amidi o le proteine, dando luogo alle fermentazioni che possono ostacolare a loro volta la digestione di amidi e proteine.

Per garantire una corretta digestione è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto.

4 – No ad alcol e amidi

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Il vino (o la birra) sono sostanze che aumentano l’acidità e di conseguenza rallentano la digestione degli amidi, che hanno bisogno di un ambiente alcalino.

È consigliabile limitare l’assunzione di bevande alcoliche ai pasti prevalentemente proteici (carne o pesce).

5 – Limitare i grassi cotti con alimenti proteici

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I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire. I grassi rallentano maggiormente anche la digestione degli altri nutrienti.

In una dieta equilibrata la quantità dei grassi varia dai 25 ai 40% e dovrebbe essere limitata a seconda del sovrappeso corporeo di ogni individuo.

Scopri di più sulla divisione dei macronutrienti QUI.

I grassi cotti contenuti nei fritti, nelle carni cotte, ma anche negli alimenti a base di soffritto, rallentano la digestione molto più dei grassi crudi, e quando associati a proteine ne determinano una permanenza molto più lunga nell’intestino, favorendone la putrefazione.

Ai pasti composti di proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, che contiene gli enzimi necessari per aiutare la digestione e limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine.


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Se hai bisogno di una guida che ti spieghi in maniera semplice e dettagliata il ruolo dei macronutrienti per il nostro benessere e quali cibi sono indispensabili per tornare in forma e mantenere il peso ideale, leggi QUESTO POST.

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Esaltatori di sapidità – cosa sono, dove si trovano e quanto male fanno?

Esaltatori di sapidità – cosa sono, dove si trovano e quanto male fanno?

Siamo abituati tutti ormai a leggere le etichette dei prodotti alimentari prima di decidere se acquistarli o meno. Fra gli ingredienti di tanti prodotti (dadi da brodo, condimenti, alimenti in scatola, piatti preparati, snack, alimenti surgelati, patatine ecc.) troviamo spesso gli esaltatori di sapidità, a volte contrassegnati con dei numeri preceduti dalla sigla E. Ma cosa sono gli esaltatori di sapidità e a cosa servono?

Cosa sono gli esaltatori di sapidità?

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Gli esaltatori di sapidità sono additivi alimentari (sostanze impiegate nell’industria alimentare durante la preparazione, lo stoccaggio e la commercializzazione di prodotti destinati all’alimentazione) che hanno il ruolo di potenziare il sapore degli alimenti. I più noti sono i glutammati.

Tutti gli additivi alimentari sono catalogati e valutati dal Ministero della Salute, che aggiorna costantemente la normativa sull’utilizzo di essi.


Quello che le Etichette non Dicono
Guida per uscire sani dal supermercato

Quali sono gli esaltatori di sapidità consentiti?esaltatori-sapidità-approvati-pancialeggera

1 – GLUTAMMATI

  • E620 Acido glutammico
  • E621 Glutammato monosodico
  • E622 Glutammato monopotassico
  • E623 Diglutammato di calcio
  • E624 Glutammato monoammonico
  • E625 Diglutammato di magnesio
  • E626 Acido guanilico
  • E627 Guanilato di disodio – Guanilato di sodio
  • E628 Guanilato di dipotassio
  • E629 Guanilato di calcio

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I glutammati fanno parte della categoria degli additivi naturali.

Il glutammato viene addirittura prodotto naturalmente dal corpo umano. Questa sostanza è molto importante perché responsabile del metabolismo delle cellule cerebrali. Il nostro organismo la usa inoltre per la memoria, per la trasmissione del dolore, per la crescita corporea, la regolazione del peso corporeo e il controllo dell’appetito.

In natura i glutammati fanno parte delle proteine alimentari e sono presenti sotto forma di acido glutammico nel pollame, nel pesce, in alcuni ortaggi, legumi, funghi, formaggi e nei granchi.

2 – INOSINATI

– si trovano soprattutto nei cibi stagionati:

  • E630 Acido inosinico
  • E631 Inosinato di disodio
  • E632 Inosinato di dipotassio
  • E633 Inosinato di calcio
  • E634 Calcio 5′- ribonucleotidi
  • E635 Disodio 5′- ribonucleotidi
  • E636 Maltolo
  • E637 Etilmaltolo
  • E640 Glicina e Sale sodico della glicina 

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Gli esaltatori di sapidità più utilizzati sono E620 (acido glutammico) e E640 (glicina). Questi esaltatori riproducono il gusto della carne e si trovano nelle minestre, nelle salse o nei piatti pronti.

Lo sapevi che: Molto spesso le scritte quali aroma, condimento, estratto di lievito, pomodoro in polvere, concentrato di siero del latte ecc. possono indicare la presenza di esaltatori di sapidità (glutammati).

Ma quanto male fanno e quali sono gli effetti negativi del consumo eccessivo di esaltatori di sapidità?

Tutti gli esaltatori di sapidità contribuiscono ad aumentare il nostro senso di fame, ci inducono a mangiare di più. Gli esaltatori di sapidità stimolano l’appetito ed inibiscono il senso di sazietà, quindi serve prestare un’attenzione particolare ai prodotti alimentari da acquistare, se si desidera dimagrire.

GLUTAMMATI

  • “Sindrome da ristorante cinese” – un insieme di sintomi fastidiosi, come mal di testa, nausea, vomito, crampi addominali, diarrea ecc, provocati da alterazioni del sistema parasimpatico, dovute al consumo eccessivo di acido glutammico e glutammato monosodico, che inibiscono la soglia di eccitabilità dei neuroni. sindrome-ristorante-cinese-pancialeggera

Lo sapevi che: La sindrome da ristorante cinese è considerata da tanti un mito culinario. La sindrome ha questo nome perché nel 1968 il dottor Robert Kwok scrisse una lettera descrivendo di riscontrare “una strana sindrome ogniqualvolta mangio in un ristorante cinese, specialmente quelli che servono cibo della Cina del nord”.

  • Intolleranza alimentare con sintomi da intossicazione anche in seguito all’ingestione di piccole dosi.
  • Disturbi gastro-enterici (E622)
  • Effetti lassativi (E625)
  • Attacchi d’asma in persone sensibili (E623)
  • In modo particolare E624 è da escludere dalla dieta dei bambini, perché caratterizzato da una tossicità elevata.
  • Sudorazione eccessiva.

INOSINATI

  • Facilitano l’insorgere della gotta
  • In modo particolare E634 ed E635, che si trovano soprattutto nelle patatine fritte in busta, sono vietati in alcuni paesi, perché possono indurre iperattività e asma.esaltatori-sapidità-asma-pancialeggera
  • L’utilizzo di E636 ed E637 è vietato in Europa, perché non esistono ancora dati sufficienti sulla loro tossicità. Tuttavia si possono trovare negli alimenti tostati e vengono usati per potenziare l’aroma dei prodotti confezionati.
  • Anche E640 è leggermente tossico. Si trova soprattutto nei cibi contenenti saccarina.

Quali sono le alternative salutari?

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  • Cucinare con ingredienti freschi.
  • Utilizzare esaltatori di sapidità naturali per insaporire i piatti: spezie naturali, erbe aromatiche, aceto, aglio, cipolla, concentrato di pomodoro, pesto, salsa so soia, curry, curcuma ecc.
  • Oppure semplicemente limitare il consumo di prodotti precotti, alimenti in scatola ed altri prodotti contenenti esaltatori di sapidità.

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Cambio di stagione – serve preoccuparsi? Sintomi e rimedi per rafforzare le difese immunitarie.

Cambio di stagione – serve preoccuparsi? Sintomi e rimedi per rafforzare le difese immunitarie.

Il cambio di stagione mette le nostre difese immunitarie a dura prova, che si traduce in vari sintomi fisici e psicologici. Il nostro organismo deve essere abbastanza forte per poter difendersi contro i virus stagionali e contro gli effetti del cambio di temperatura e delle abitudini alimentari e di vita (si inizia una nuova stagione lavorativa, scolastica, accademica che necessita un maggior dispendio di energia).

Quali sono i sintomi da cambio di stagione?

  • Disturbi gastrointestinali: bruciore di stomaco, digestione lenta, gonfiore addominale, stitichezza o diarrea;
  • Disturbi del sistema nervoso: insonnia, nervosismo, astenia, neurastenia, ansia e agitazione, instabilità emotiva, irritabilità, cefalea, emicrania, depressione;
  • Disturbi dell’apparto respiratorio: riniti, sinusiti, asma;
  • Disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico: dolori articolari, tensioni e contrazioni muscolari;
  • Stanchezza, spossatezza, debolezza, mancanza di energia.

Rafforzare e stimolare il sistema immunitario diventa indispensabile per poter affrontare al meglio l’inizio di una nuova stagione.

Il nostro scudo di difesa è la nostra pancia.

Fare attenzione alla salute del nostro intestino risulta fondamentale per preservare, rafforzare e stimolare la forza di difesa del nostro organismo.

Ecco perché:

L’80% delle cellule adibite alla difesa immunitaria, si trovano proprio nell’intestino. Si tratta di cellule linfatiche che formano un “tappeto linfatico”, e che lavorano insieme ad un alleato preziosissimo: la flora batterica intestinale.

Il “tappeto linfatico” valuta quali elementi ingeriti da noi assimilare e quali eliminare, e la flora batterica intestinale agisce come barriera difensiva, creando un ambiente inospitale agli agenti patogeni, modificando il pH intestinale e rendendo inutilizzabili le cellule bersaglio con la propria presenza su di esse.

Un intestino che lavora male ci rende molto vulnerabili. Il benessere intestinale rappresenta l’obiettivo da mantenere, per avere un sistema immunitario attivo e capace di far fronte alle continue “aggressioni” da parte di virus e batteri, tipici della stagione.

Come rafforzare le difese immunitarie?

1 – migliorare la funzionalità dell’intestino e del fegato con l’aiuto di specifici integratori:

  • Disintossicanti naturali (ad esempio a base di piante officinali come tarassaco, cardo mariano, carciofo ecc.)
  • Fermenti lattici, probiotici e prebiotici;
  • Enzimi;
  • Fibre;
  • Vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6) che stimolano tutti i metabolismi ottimizzando la produzione e l’utilizzo dell’energia proveniente dai cibi, le vitamine C ed E, potenti antiossidanti.

2 – evitare il consumo di alimenti che indeboliscono le difese: cibi troppo raffinati (perché poveri di antiossidanti e vitamine indispensabili per il funzionamento di tutti i sistemi biologici), condimenti carichi di grassi animali, zuccheri e dolci ecc.

3 – Evitare alimenti tossici come caffè e alcol poiché indeboliscono il fegato, organo che lavora in sinergia con l’apparato digerente. Un eventuale sovraccarico funzionale del fegato altera direttamente la capacità assimilativa dell’intestino tenue.

4 – fare attenzione alle intolleranze alimentari – evitare di mangiare cibi a cui siamo “intolleranti”.

5 – fare attenzione allo stress, che fa rilasciare sostanze tossiche nel nostro circolo ematico, inibendo e destabilizzando il sistema immunitario.

6 – dieta equilibrata, perché la qualità della produzione di anticorpi dipende dalla nostra alimentazione: preferire cibi poco raffinati, tanta frutta e verdura fresca e di stagione, perché ricca di oligoelementi e minerali antiossidanti, enzimi e fibre alimentari.

7 – Dare il giusto valore al riposo e al sonno, utile per recuperare le energie.

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