Aspartame – fa male o no? Dove si trova e che effetti collaterali ha?

Gli additivi alimentari sono presenti in quasi tutti i prodotti alimentari che siamo soliti acquistare al supermercato. Non tutti gli additivi sono nocivi, ma esistono alcuni che andrebbero evitati a tutti costi. Vediamo se l’aspartame è uno di loro, dove si trova e quali effetti collaterali ha sulla nostra salute.

Cos’è l’aspartame?

L’aspartame è un edulcorante artificiale, il più commercializzato del mondo e spesso utilizzato come sostituto dello zucchero.

L’aspartame è stato scoperto nel 1965 da un chimico americano, che stava cercando di inventare una medicina per curare l’ulcera. E nonostante alcuni ricercatori avessero provato le sue proprietà altamente cancerogene e neurotossiche, negli anni ’80 l’aspartame si affermò sul mercato sostenuto da importanti investimenti di denaro.

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L’aspartame è spesso indicato sulle liste degli ingredienti come edulcorante o esaltatore di sapidità con il numero E951.

Rischi ed effetti collaterali del consumo di aspartame

Nel 2008, il Journal of Clinical Nutrition ha pubblicato i risultati di una ricerca realizzata nel 2006 dal professor Pretorius del Department of Anatomy dell’Università di Pretoria. Questi risultati provano la neurotossicità dell’aspartame ed i gravi problemi comportamentali causati da questo edulcorante artificiale.

L’aspartame si è guadagnato la fama dell’additivo più assassino che possa esistere ed ha più di 90 effetti collaterali, inclusi in una lista approvata nel 1995 negli Stati Uniti dalla FDA (Food and Drug Administration), tuttavia viene ancora impiegato in tantissimi prodotti alimentari, farmaci e integratori alimentari.

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Alcuni effetti collaterali:

  • mal di testa;
  • disturbi digestivi;
  • diarrea;
  • meteorismo;
  • insonnia;
  • aumento di peso;
  • iperattività;
  • mancanza di concentrazione;
  • disturbi della vista;
  • disturbi dell’udito;
  • sensibilità ai rumori;
  • dolori alle articolazioni;
  • crampi;
  • fatica cronica e sonnolenza;
  • occhiaie;
  • reazioni cutanee;
  • perdita di capelli;
  • sinusite;
  • problemi di dentizione;
  • sensazione di freddo;
  • sangue dal naso;
  • diminuzione dell’intelligenza;
  • vuoti di memoria;
  • depressione;
  • sbalzi d’umore;
  • crisi di panico;
  • paranoia;
  • ossessioni;
  • agorafobia;
  • aggressività e violenza fisica;
  • ipersessualità;
  • demenza;
  • convulsioni;
  • epilessia;
  • problemi di tiroide e di fertilità;
  • impotenza;
  • deformazioni congenite;
  • ritardo mentale;
  • iper- e ipoglicemia;
  • aumentata sensibilità alle infezioni;
  • diabete;
  • morbo di Parkinson;
  • Alzheimer;
  • sclerosi a placche;
  • fibromialgia;
  • arresto cardiaco;
  • cancro al cervello;
  • crea dipendenza…

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L’aspartame è un additivo che fa parte della famiglia delle “eccitotossine” e quindi ha la capacità di “eccitare” i neuroni danneggiando in questo modo molti altri organi.


Consigli di lettura:

Un volume di piccolo formato – pratico, facile da consultare e da portare con noi al supermercato…

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Dove si trova l’aspartame?

Secondo un articolo del British Medical Journal in Europa vengono consumati circa 2000 tonnellate di aspartame all’anno!

Possiamo trovare questo edulcorante sintetico in:

  • diversi prodotti alimentari cosiddetti dietetici o “light”;
  • bevande (“senza zuccheri aggiunti” o “light”);
  • gomme da masticare;
  • dolciumi e caramelle;
  • edulcoranti da tavola (in polvere, pastiglie o bustine);
  • alcuni tipi di yogurt e gelati;
  • medicinali (specie sciroppi e farmaci per bambini) ecc.

L’aspartame fa decisamente male. Nel mondo esistono milioni di “vittime dell’aspartame” – persone che avvertono gli effetti collaterali di questo additivo sintetico e si fanno curare senza sapere che all’origine dei loro sintomi e dei loro problemi di salute è proprio il consumo di prodotti all’aspartame.

Per vivere in salute e a lungo è fondamentale leggere con attenzione le etichette ed evitare a tutti i costi di acquistare e consumare prodotti contenenti aspartame E-951.

 

Fonte: Guida Tascabile Agli Additivi Alimentari di Corinne Gouget


 

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Domare la sindrome dell’intestino irritabile con i rimedi naturali

Le cause di questo disturbo molto comune e molto fastidioso sono tuttora sconosciute, ma alcuni rimedi naturali sono un valido aiuto per tenere sotto controllo i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile.

Cos’è la sindrome dell’intestino irritabile?

La sindrome del colon irritabile, chiamata anche la SII oppure IBS – dall’inglese “irritable bowel syndrome”, colpisce l’apparato gastrointestinale ed è caratterizzata da un’irregolarità dei sintomi, motivo per cui non può essere considerata una vera e propria malattia, ma piuttosto un malfunzionamento organico dei meccanismi del colon.

Le ricerche hanno dimostrato che nelle persone affette da sindrome del colon irritabile, le pareti muscolari dell’intestino si contraggono in modo imprevedibile e le contrazioni sono più forti e durano più a lungo, rispetto al funzionamento di un intestino normale.

Purtroppo le cause di questo disturbo sono ancora un mistero da svelare e non esiste ancora una cura, ma con diversi rimedi naturali è possibile tenerne a bada i sintomi.

I sintomi di un colon irritabile:

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Alcuni rimedi naturali per la sindrome dell’intestino irritabile

Camomilla

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La camomilla è la vera regina delle cure naturali. È una pianta officinale dalle mille proprietà ed è utilissima anche per alleviare i sintomi del colon irritabile, perché aiuta a rilassare le pareti dell’intestino.

Come curarsi con la camomilla?

A – Infusi e tisane

Le tisane e gli infusi di sono le modalità più note per curarsi con la fitoterapia. Un infuso o una tisana di camomilla può essere un rimedio naturale immediato che aiuta a calmare l’intero apparato digestivo e l’intestino.

Come fare?

Per preparare un infuso di camomilla bisogna lasciare in infusione per 10-15 minuti un cucchiaino di fiori essiccati di camomilla in una tazza d’acqua bollente. Filtrare e consumare tiepida.

B – Tintura madre

La tintura madre (o estratto idroalcolico) è il metodo più antico di conservare e di sfruttare le proprietà benefiche delle piante officinali.

L’utilizzo della tintura madre di camomilla è consigliato in caso di disturbi acuti per garantire un sollievo dai sintomi in tempo breve.

Come fare?

Le tinture madri si possono acquistare già pronte oppure si possono preparare lasciando macerare i fiori interi di camomilla in alcol puro per almeno 3 settimane e al buio, agitando regolarmente (proporzione: 10 grammi di fiori per 100 gr di alcol 95%).

Si consiglia di assumere una media di 30 gocce diluite in mezzo bicchiere d’acqua almeno due volte al giorno e lontano dai pasti.

La tintura madre non andrebbe assunta per un periodo superiore di quattro settimane se i sintomi non migliorano.


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…quando l’organismo ha bisogno di uno stimolo forte per superare fasi acute.


Valeriana

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Questa pianta officinale può essere utile per alleviare i sintomi del colon irritabile soprattutto grazie al fatto che agisce anche sul sistema nervoso. Di solito si utilizza la radice di valeriana e bisogna fare attenzione a non assumere questo rimedio insieme ad altri tranquillanti o sonniferi.

Come curarsi con la valeriana?

A – Infusi e tisane

La valeriana si trova sotto forma di tisane, da sola oppure insieme ad altre piante officinali (come la camomilla o la passiflora), ma si può assumere anche sotto forma di infuso, noto per le sue proprietà sedative ed antispasmolitiche.

Come fare?

Per preparare un infuso di valeriana bisogna versare un cucchiaio raso di radice di valeriana in una tazza di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 10 -15 minuti, dopodiché filtrare e bere tiepido.

B – Tintura madre

Si consiglia di assumere 20-30 gocce di tintura madre di valeriana diluite in mezzo bicchiere d’acqua due volte al giorno sempre lontano dai pasti.


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Favorisce il rilassamento in caso di stress

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C – Compresse o capsule

L’estratto di valeriana può essere assunto anche sotto forma di compresse o capsule. In questo caso la dose è di 500 mg al giorno da assumere prima di andare a letto.

Menta piperita

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La menta piperita è nota per la sua azione carminativa (aiuta a ridurre i gas in eccesso nell’intestino) e per le sue proprietà digestive. La menta piperita inoltre aiuta a combattere la nausea, un altro sintomo dell’intestino irritabile.

Come curarsi con la menta piperita?

A – Infusi e tisane

L’infuso di menta piperita può dare sollievo in caso di digestione lenta, è utile per rilassare i muscoli dell’intestino e, se bevuta a piccoli sorsi, può aiutare a calmare la nausea.

Come fare?

Versare due cucchiaini di foglie di menta piperita essiccata (oppure una manciata generosa di foglie fresche) in un litro di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 5-10 minuti, dopodiché filtrare e bere tiepida. Si possono consumare fino a 500 ml di tisana di menta piperita al giorno.

B – Capsule

L’olio essenziale di menta piperita può essere assunto anche sotto forma di capsule. E’ consigliabile scegliere capsule gastroresistenti da almeno 0,2 – 0,4 ml di olio essenziale di menta piperita. Si possono assumere fino a tre capsule al giorno, a seconda del dosaggio.

E’ importante leggere con attenzione il foglietto illustrativo e non assumere integratori di menta piperita in gravidanza, durante l’allattamento, oppure in caso di gastrite, glaucoma o disfunzioni alla tiroide.


Prodotto consigliato:


Passiflora

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Questa è un’altra pianta officinale dall’azione calmante, sedativa e spasmolitica, che agisce sull’intero apparato gastrointestinale favorendo la digestione e alleviando gli spasmi della muscolatura dell’intestino.

Come curarsi con la passiflora?

A – Tintura madre

Si consiglia l’assunzione di 20-30 gocce di tintura madre di passiflora diluite in un po’ d’acqua tre volte al giorno.


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Passiflora - Estratto Idroalcolico
Utile a persone soggette a stati d’ansia, insonnia, neurastenia, nevralgia, spasmi intestinali.

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B – Compresse o capsule

Molto spesso prendere un integratore può risultare più comodo, e in caso di colon irritabile questo rimedio naturale andrebbe assunto con un dosaggio di 300 mg di estratto di passiflora 3 volte al giorno.

È sconsigliata l’assunzione di passiflora alle donne in dolce attesa, perché potrebbe provocare contrazioni uterine.


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10 alimenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale

Molto spesso a causa di alcune terapie (ad esempio con antibiotici), dell’uso prolungato di lassativi, dello stress o di abitudini alimentari errate la nostra flora batterica intestinale si impoverisce, ma per ripristinarla basta consumare spesso cibi che aiutano l’equilibrio intestinale.

La salute della flora intestinale è indispensabile per garantire il buon funzionamento del nostro organismo, per rafforzare le nostre difese immunitarie, e per migliorare il nostro benessere generale e la forma fisica. Uno squilibrio della flora batterica intestinale può provocare numerosi disturbi, impedire l’assorbimento dei nutrienti e rendere più difficile il controllo del peso.

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Alcuni cibi, chiamati “prebiotici” sono in grado di impedire ai microorganismi patogeni di proliferare, di favorire la crescita dei batteri “buoni” (probiotici), e di migliorare la salute della flora batterica intestinale.

10 alimenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale

1 – Crauti

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I crauti sono foglie di cavolo fermentate. Durante questo processo di fermentazione viene prodotto l’acido lattico, un’arma potente nella lotta contro i microorganismi “cattivi”. Consumare crauti può aiutare a rendere i batteri che compongono la flora intestinale più forti e resistenti.

2 – Cipolle

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Le cipolle contengono frutto-oligosaccaridi, una fibra prebiotica che svolge un’azione protettiva per la mucosa intestinale. Le cipolle inoltre hanno la proprietà di prevenire il cancro del colon, perché aiutano a rallentare i processi putrefattivi che liberano sostanze tossiche nell’intestino.

3 – Cicoria

La cicoria è ricchissima di inulina, una fibra prebiotica che favorisce l’equilibrio della flora batterica intestinale.


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A base di Cicoria e una miscela di fermenti lattici vivi!

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4 – Kefir

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Il kefir ha un’azione positiva non solo sull’equilibrio della flora batterica intestinale, ma anche sulla salute di tutto l’apparato digerente. Grazie al contenuto di lactobacilli e acetobatteri, il kefir è in grado di proteggere l’apparato digerente da germi e batteri nocivi.

Assumere kefir regolarmente può aiutare a regolarizzare le funzioni intestinali, prevenendo la stitichezza, ma anche la diarrea perché favorisce il ripristino della flora batterica intestinale.

5 – Yogurt greco

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Lo yogurt greco, grazie alla presenza dei fermenti lattici, ha la proprietà di rafforzare la flora batterica intestinale e di renderla in grado di contrastare i fenomeni putrefattivi che avvengono nell’intestino.

6 – Miele

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Il miele ha spiccate proprietà antibatteriche e antibiotiche e per questo motivo è l’alimento perfetto da consumare in caso di diarrea per ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale.

7 – Miso

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Il miso è un alimento tradizionale giapponese, ottenuto dalla lunga fermentazione dei fagioli di soia gialla in acqua e sale marino. Il miso è ricchissimo di fermenti lattici vivi (lattobacilli) indispensabili per la salute della flora batterica intestinale. Il miso è in grado di stimolare la digestione e di rafforzare il potenziale di difesa dell’organismo dai disturbi intestinali.

8 – Vino

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Bevuto con moderazione, il vino non è solo un toccasana per il sistema cardiocircolatorio, ma anche per il nostro intestino. Diversi studi hanno dimostrato che i polifenoli contenuti nel vino possono avere un’azione benefica sull’equilibrio della flora batterica intestinale e aiutare a distruggere i microorganismi patogeni.

9 – Tè nero

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I polifenoli contenuti nel tè nero hanno lo stesso meccanismo di azione di quelli contenuti nel vino e impediscono ai batteri “cattivi” di proliferare. Questa proprietà del tè nero può risultare utile anche nella prevenzione di cancro al colon.

10 – Aceto di mele

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L’aceto di mele contiene l’acetobacter, un microrganismo simile ai batteri contenuti nell’intestino e che ha il compito di ripristinare la flora batterica intestinale, di combattere i batteri nocivi, i processi di fermentazione e putrefazione. Consumando spesso aceto di mele, introduciamo nel nostro organismo batteri “buoni”, che rafforzano la flora batterica intestinale.

Controllare la nostra alimentazione e consumare più spesso i cibi amici dell’intestino è fondamentale per mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale, per migliorare e preservare la nostra salute, per sentirci più in forma, fisicamente ed anche psicologicamente.


Consigli di lettura:

Partendo dalle ricerche scientifiche più recenti, l’autrice mostra quanto siano estese le correlazioni tra la flora intestinale e un buono stato di salute e in che modo sia possibile prendersi cura di intestino e corpo fornendo un apporto ottimale di microbi.

I Batteri Intestinali: la chiave per guarire e vivere in salute
Come prevenire e curare allergie, sovrappeso, diabete, colon irritabile, autismo, depressione, e molto altro

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Mirtillo nero per dimagrire? Le sorprendenti proprietà curative e le controindicazioni del frutto selvaggio.

Il mirtillo nero non è soltanto un frutto goloso, ma anche molto salutare. Ricchissimo di proprietà curative, il mirtillo nero è anche utile per le persone che vogliono dimagrire, ma attenzione alle controindicazioni.

Cosa sono i mirtilli?

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I mirtilli sono piccoli arbusti, che crescono nei boschi. I suoi frutti piccolissimi, dal colore blu scuro sono utilizzati molto in cucina: per condire secondi piatti di selvaggina, per preparare dolci e marmellate ecc.

I mirtilli sono ricchissimi di:

  • acidi organici: acido citrico che protegge le nostre cellule; acido idrocinnamico che neutralizza le nitrosamine cancerogene (prodotte nel nostro organismo come conseguenza dell’ingestione di nitrati); acido gamma-linolenico – un alleato del nostro sistema nervoso.
  • vitamine: A, C, B (soprattutto B9 conosciuta anche come acido folico);
  • tannini,
  • antocianine;
  • pectina.

Mirtillo nero per dimagrire:

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Il mirtillo nero è un frutto poco calorico: contiene solo 57 Kcal per ogni 100 grammi.

Il mirtillo nero ha ottime proprietà diuretiche utili per prevenire la ritenzione idrica e per rassodare il corpo.

Il mirtillo nero inoltre ha la proprietà di stimolare l’attività del pancreas – un organo molto importante nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, e per questo motivo il mirtillo nero è molto utile nella prevenzione e cura di diabete e dei suoi sintomi ( come stanchezza, problemi dermatologici, aumento di peso ecc.). Questo frutto fa parte delle cure dimagranti consigliate alle persone che hanno un pancreas pigro. Perché se il pancreas lavora male è quasi impossibile perdere peso.

In questo caso si usa tutta la pianta: radice, foglie, frutti. A scopo terapeutico i mirtilli vengono introdotti nella dieta come frutta da mangiare (fresca o essiccata) ed anche sotto forma di decotti, infusi, macerati, tinture e integratori alimentari (capsule o bustine).

Alcune ricette:

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Infuso di mirtillo nero:

Lasciare in infusione 1 cucchiaino di foglie di mirtillo essiccate in una tazza di acqua bollente per 20-30 minuti circa. Filtrare e bere due – tre tazze di infuso al giorno.

Decotto di mirtillo nero:

Mettere a bollire un cucchiaino di foglie di mirtillo in una tazza d’acqua per 5 minuti. Filtrare e bere due tazze di decotto al giorno.

Macerato di mirtillo nero:

Pestare un cucchiaino di frutti di mirtillo essiccati. Aggiungere 200 ml di acqua fredda e lasciare riposare 8 ore. Filtrare e bere nell’arco della giornata, dividendo questa quantità in tre volte.

Tintura di mirtillo nero:

Aggiungere a 4 tazze di alcol una tazza di mirtilli neri pestati. Trasferire il tutto in un vaso di vetro o in una bottiglia e lasciare riposare 10 -14 giorni in un posto riparato.  Filtrare e conservare in bottigliette dal vetro scuro. Consumare un bicchierino prima dei pasti.

Nelle cure dimagranti e per stimolare il pancreas si consiglia di mangiare 300-500 g di mirtilli neri freschi al giorno, oppure 100 g di mirtilli essiccati, per due settimane.


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Altre proprietà curative del mirtillo nero:

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  • aiuta a riequilibrare la flora batterica intestinale ed a rafforzare la mucosa intestinale;
  • abbassa la glicemia;
  • antiossidante;
  • utili per rafforzare, migliorare l’elasticità ed il tono del tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni;
  • protegge l’apparato cardiocircolatorio;
  • antiemorragico;
  • protegge la vista;
  • utile nella prevenzione dei tumori.

Il mirtillo nero si usa per curare:

  • disturbi gastrointestinali: diarrea, enterite;
  • infezioni del tratto urinario;
  • diabete;
  • emorroidi;
  • presbiopia;
  • gotta;
  • reumatismi;
  • faringiti;
  • stomatiti ed afte;
  • eczemi ecc.

Controindicazioni del mirtillo nero:

  1. Eventuali allergie o intolleranze.
  2. In caso di diabete e in gravidanza, consultare il medico prima di intraprendere una cura con i mirtilli.
  3. Calcolosi renale: l’estratto secco di mirtilli, essendo un forte diuretico, può favorire la formazione di calcoli renali.

Consigli di lettura:

Le proprietà del mirtillo nero sono davvero innumerevoli, così tante che abbiamo dovuto dedicarci un intero libro.


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Rimedi naturali contro la gastrite – 6 tisane e infusi da preparare a casa

Per fortuna esistono moltissimi rimedi naturali contro la gastrite – un disturbo molto comune, che colpisce milioni di italiani e che se non curata può causare ulcere o, addirittura, tumori. Abbiamo già toccato questo argomento in uno dei post passati, quando abbiamo parlato dei principali sintomi e dei fattori che causano la gastrite acuta o cronica: InfoPills: Gastrite – Definizione, Sintomi, Cause e Cure.

Dopo alcune ricerche, oggi vorrei proporvi una raccolta di infusi e tisane da prepara a casa contro i sintomi fastidiosi della gastrite.

Gastrite – 6 tisane e infusi da preparare a casa

1 – Infuso di fiori di acacia

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Avete mai sentito il profumo di acacia? E’ deliziosissimo! E lo sapevate che i delicatissimi e dolcissimi fiori di acacia si usano anche in cucina? E’ come mangiare la primavera!

Ma il pregio maggiore dell’acacia sono le sue proprietà benefiche per il nostro benessere. L’acacia viene usata maggiormente per curare disturbi digestivi, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, astringenti ed antisettiche. L’infuso di acacia può essere utile sia nel caso della gastrite con iperacidità, che nel caso della gastrite cronica accompagnata da sintomi dolorosi.

Come si prepara:

Lasciare in infusione due cucchiaini di fiori di acacia in una tazza di acqua bollente per dieci minuti. Filtrare e bere due volte al giorno lontano dai pasti.

2 – Infuso di foglie di lamponi

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Il lampone è un frutto meraviglioso. Ma non è solamente il frutto ad essere una vera e propria miniera di proprietà benefiche (vedi anche Lamponi – Tutte Le Proprietà Benefiche), ma anche le foglie di questa pianta rappresentano una fonte di benessere. Oltre che ad essere l’alleato delle donne in dolce attesa, perché rafforzano il sistema cardiocircolatorio e le difese immunitarie, le foglie di lampone hanno spiccate proprietà antinfiammatorie e sono indicate anche nel caso di disturbi gastrointestinali, come disturbi allo stomaco, diarrea ecc.

Come si prepara:

Lasciare in infusione un cucchiaino di foglie essiccate di lampone in una tazza di acqua bollente per dieci minuti. Filtrare e bere due-tre volte al giorno.

3 – Infuso di iperico

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L’iperico è conosciuto anche con il nome di erba di San Giovanni ed è famosa soprattutto per i benefici che apporta in caso di stress, depressione o stati d’ansia, perché ha la capacità di aumentare i livelli di serotonina. Ma l’iperico (non solo i fiori, ma tutta la pianta) è anche un potente antinfiammatorio e per questo motivo è un ottimo rimedio in caso di gastrite o ulcera gastrica.

!!! Bisogna, però, fare moltissima attenzione se si vuole usare l’iperico come rimedio naturale, perché può interagire con tantissimi farmaci. Inoltre è sconsigliato l’uso di questa pianta in gravidanza e durante l’allattamento.

Come si prepara:

Mettere due cucchiaini di iperico essiccato in una tazza di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Dopodiché filtrare e bere due tazze di infuso al giorno.

4 – Tisana “calmante”

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Questa è una tisana che calma il dolore e l’iperacidità, ha inoltre un’azione carminativa (promuove l’espulsione dei gas dallo stomaco e dall’intestino), cicatrizzante, antisettica e spasmolitica.  Gli ingredienti sono: fiori di calendulaazione cicatrizzante; fiori di camomilla e di Achilleaproprietà antisettiche, calmanti, carminative; radice di valeriana, foglie di menta e dente di leone (intera pianta) – proprietà antisettiche e spasmolitiche.

Come si prepara:

Preparare una miscela con questi ingredienti essiccati. Mettere due cucchiaini di miscela in una tazza di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere due tazze al giorno.

5 – Tisana “neutralizzante”

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Questa è una tisana che neutralizza l’eccessiva acidità dello stomaco, ha inoltre un’azione cicatrizzante, spasmolitica e carminativa. Gli ingredienti sono: fiori di acaciaazione neutralizzante; radice di consolida maggiore (Symphytum officinale) – azione cicatrizzante; Equiseto dei campi (intera pianta) – azione neutralizzante; radice di valerianaproprietà spasmolitiche; foglie di Melissa moldavicaazione spasmolitica, antisettica e carminativa.

Come si prepara:

Preparare una miscela con questi ingredienti essiccati. Mettere un cucchiaio di miscela in una tazza di acqua bollente. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere due – tre tazze al giorno.

6 – Tisana antinfiammatoria

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Come si prepara:

Fare una miscela con:

2 g di fiori di Elicriso arenarico; 5 g di radice di valeriana; 5 g di radice di genziana; 10 g di radice di calamo aromatico; 10 g di Centaurea minore (intera pianta); 10 g di semi di cumino; 10 g di semi di anice; 10 g di semi di finocchio; 10 g di fiori di camomilla; 15 g di foglie di menta; 20 g di fiori di achillea.

Fare bollire due cucchiaini di miscela in due tazze di acqua per 5-10 minuti. Filtrare e bere una tazza di tisana calda mezz’ora prima dei pasti principali.

Con queste 6 tisane ed infusi da preparare a casa la vostra gastrite diventerà un ricordo lontano!


Consigli di lettura:

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Tè e Tisane
125 ricette di infusi tradizionali e di preparazioni originali e personalizzate

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Le 5 regole base per un’alimentazione sana e per una corretta digestione

Il cibo è una parte importante della nostra vita, è una fonte di energia e di buon umore. Ma molto spesso il cibo diventa la causa dei nostri piccoli fastidi quotidiani e della maggior parte dei nostri problemi di salute. Seguire delle regole per un’alimentazione sana e per una corretta digestione è indispensabile per il nostro benessere psicofisico.

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La digestione, inoltre, ha il compito di trasformare il cibo ingerito in sostanze facilmente assimilabili dall’organismo, e una digestione corretta è considerata la base per la salute.

Le 5 regole base per un’alimentazione sana e per una corretta digestione

1 – Attenzione ai pesi e alle calorie

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È importante parlare di pesi e di calorie per garantire una buna digestione. Ad esempio, un pasto da 1000 kcal con una combinazione di alimenti favorevole sarà comunque meno digeribile di un pasto di 500 kcal con 2 o 3 combinazioni sfavorevoli.

Un pasto normale dovrebbe contenere dalle 400 alle 800 kcal. Il numero di proteine anche dovrebbe essere limitato: a 25-30 grammi a pasto.

Con 3 pasti al giorno si dovrebbe coprire un fabbisogno giornaliero dalle 1200 alle 2400 kcal.

2 – No alle proteine di diversa provenienza

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I nutrizionisti spesso ci avvertono che le combinazioni di diversi cibi proteici possono creare problemi.

Ecco perché:

lo stomaco è in grado di produrre succhi gastrici in tempi distinti e con composizioni diverse, in funzione delle diverse proteine da digerire. Ad esempio, il succo gastrico che di solito digerisce la carne è molto acido fin dall’inizio, quello per il latte, invece, è acido solo verso la fine della digestione.

Per questo motivo la combinazione tra carne (o pesce) e latte potrebbe essere particolarmente nociva, perché il latte in pratica coagula in grumi i fiocchi che possono contenere frammenti di carne che, non essendo stati digeriti bene, rischiano di passare inalterati nel successivo tratto intestinale, dando luogo a fenomeni putrefattivi, e causando diversi problemi:

DVD – “Rafforzare la digestione” – Capire e guarire i problemi più comuni come gonfiore, stitichezza e diarrea, reflusso e acidità e debolezza nell’assimilazione del cibo. Come passare da una dieta moderna ad una dieta sana e curativa nel modo più semplice ed efficace.


3 – No a zuccheri e amidi o zuccheri e proteine

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Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino. Se assunti insieme gli zuccheri restano nello stomaco il tempo necessario a smaltire gli amidi o le proteine, dando luogo alle fermentazioni che possono ostacolare a loro volta la digestione di amidi e proteine.

Per garantire una corretta digestione è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto.

4 – No ad alcol e amidi

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Il vino (o la birra) sono sostanze che aumentano l’acidità e di conseguenza rallentano la digestione degli amidi, che hanno bisogno di un ambiente alcalino.

È consigliabile limitare l’assunzione di bevande alcoliche ai pasti prevalentemente proteici (carne o pesce).

5 – Limitare i grassi cotti con alimenti proteici

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I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire. I grassi rallentano maggiormente anche la digestione degli altri nutrienti.

In una dieta equilibrata la quantità dei grassi varia dai 25 ai 40% e dovrebbe essere limitata a seconda del sovrappeso corporeo di ogni individuo.

I grassi cotti contenuti nei fritti, nelle carni cotte, ma anche negli alimenti a base di soffritto, rallentano la digestione molto più dei grassi crudi, e quando associati a proteine ne determinano una permanenza molto più lunga nell’intestino, favorendone la putrefazione.

Ai pasti composti di proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, che contiene gli enzimi necessari per aiutare la digestione e limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine.


Prodotto consigliato:

Enzyvis - Pastiglie

Enzyvis – Pastiglie

Integratore alimentare a base di erbe ed enzimi digestivi di origine vegetale.

Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere



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Carbone – rimedio naturale antico

Il carbone (carbone attivo) viene consigliato spesso come rimedio naturale efficace contro il gonfiore addominale, un disturbo fastidioso e molto comune, dovuto alla formazione di gas in eccesso. Ma il carbone è utile per contrastare anche tanti altri sintomi dell’apparato gastro-intestinale.

Proprietà e usi del carbone:

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1 – Il carbone (detto anche carbone attivo) è un antico rimedio indicato soprattutto quando la pancia gonfia si accompagna a crampi e/o tensione addominale, meteorismo, aerofagia, cattiva digestione, colite, stitichezza.

Grazie alle caratteristiche fortemente adsorbenti, il carbone vegetale limita gli effetti di aerofagia e meteorismo trattenendo i gas ingeriti o prodotti nei suoi pori. Per lo stesso motivo, agisce efficacemente sul gonfiore addominale, riducendo tensione e dolore e facilitando le normali funzioni dell’intestino e l’eliminazione batterica che provoca la fermentazione.

2 – Il carbone inoltre può essere usato anche in caso di:

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  • acidità di stomaco,
  • gastrite,
  • reflusso gastrico, spesso determinato da una condizione fisica pregressa, come un’ernia iatale che impedisce una corretta chiusura del cardias. La patologia si caratterizza per la risalita dei succhi gastrici nell’esofago, con conseguente bruciore, irritazione, disturbi respiratori ed altro. Il carbone vegetale può trattenere tali succhi gastrici in eccesso, portando immediato sollievo.

 

3 – Il carbone è un ottimo alleato per disintossicare il proprio organismo in caso di intossicazione o avvelenamento grazie al suo alto potere assorbente – è d’aiuto per depurarsi anche in caso di intossicazione da metalli pesanti o da funghi, farmaci, droghe e altre intossicazioni alimentari.

4 – Diarrea e colon irritabile

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La somministrazione di carbone può aiutare a limitare gli effetti di una diarrea particolarmente fastidiosa, soprattutto quando derivante da patologie croniche come la sindrome del colon irritabile. Compatta le feci, infatti, portando immediato beneficio all’organismo.

5 – Alitosi

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Oltre a ridurre l’eccesso di succhi gastrici, le capacità adsorbenti del rimedio manifestano anche una lieve conseguenza antibatterica, dovuta all’inclusione di germi e batteri all’interno dei pori di cui il carbone è composto. Per questo, può essere utile per contenere l’alito cattivo, perché spesso causato proprio dalla colonizzazione di batteri nel cavo orale.

Tipi di carbone attivo:

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Si distinguono quattro tipi di carbone:

  1. Carbone vegetale – viene ottenuto dalla distillazione secca del legno di betulla, salice o pioppo, da cui si ottiene una polvere. Il carbone vegetale ha blande proprietà assorbenti – si comporta come una spugna.
  2. Carbone animale – deriva da scarti della macellazione (ossa, tendini o cartilagini) sottoposti ad una carbonizzazione senza fiamma, per evitare la produzione di sostanze aromatiche cancerogene. Questo tipo di carbone ha proprietà assorbenti maggiori rispetto al carbone vegetale. In ambito medico viene utilizzato anche come anti-tossico, in seguito ad una lavanda gastrica, ad esempio.
  3. Carbone officinale composto – un mix di carbone vegetale e animale.
  4. Carbone medicato – carbone arricchito con sostanze antisettiche.

Avvertenze e controindicazioni nell’uso del carbone:

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  • Consultare un medico se si assumono altri farmaci o rimedi naturali, o se i sintomi persistono.
  • Come rimedio contro il gonfiore addominale il carbone deve essere assunto dopo i pasti.
  • Se invece viene usato per curare altri sintomi e disturbi oppure se si è sottoposti a cure farmacologiche, l’assunzione del carbone dovrebbe avvenire lontano dai pasti o dagli orari di trattamento.
  • Assumere fermenti lattici in concomitanza al carbone per favorire il ripristino della flora batterica intestinale (vedi i prodotti consigliati).
  • Se si segue una cura farmacologica, il carbone dovrebbe essere evitato, perché potrebbe diminuire la biodisponibilità dei farmaci. Questo vale anche per l’assunzione di carbone in gravidanza o dai bambini sotto i 12 anni d’età.
  • Il carbone non deve essere assunto dalle persone che presentano carenze vitaminiche e dai soggetti che manifestano problemi di assorbimento in generale – il carbone va ad indebolire l’assorbimento dei principali nutrienti.
  • E’ assolutamente da escludere l’uso di carbone in caso di blocchi intestinali, appendicite o altre patologie occlusive di stomaco e intestino.

Prodotti consigliati:

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Karbofin Forte

  • Integratore a base di carbone vegetale e principi vegetali
  • Finocchio, camomilla, Angelica e Anice sono utili per favorire l’eliminazione dei gas e le fisiologiche funzioni digestive
  • Con carbone vegetale, è adatto ai vegani
  • Per ulteriori informazioni clicca QUI.

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L’Angelica Carbone Vegetale

  • Con CUMINO che contrasta i gas intestinali e il gonfiore addominale;
  • Il Carbone Vegetale, in presenza di eccessi gastrointestinali, aiuta a ridurre la creazione di gas causa del fastidioso gonfiore addominale;
  • Inoltre, questa preziosa spezia, favorisce i processi digestivi regolando la motilità intestinale.
  • Per ulteriori informazioni clicca QUI. 

 


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Pegastress – Fermenti Lattici e Vitamina B5

  • Innovativa associazione di fermenti lattici (riequilibrio della flora batterica) e vitamina B5 (riduzione della stanchezza e dell’affaticamento psico-fisico).
  • Senza lattosio, senza glutine,  senza zuccheri aggiunti.
  • Per ulteriori informazioni clicca QUI.

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InfoPills: Cosa sono i diverticoli e la diverticolite?

Se capita spesso di avvertire spasmi e dolori addominali localizzati sul lato sinistro della pancia, oppure i normali appuntamenti con il bagno sono andati in tilt e la stipsi si alterna con attacchi di diarrea, allora potrebbe esserci in atto un attacco di diverticolite – infiammazione dei diverticoli.

Ma cosa sono i diverticoli?

I diverticoli sono delle piccole sacche che si formano nell’intestino delle persone predisposte a questo disturbo. Sono dilatazioni che si creano soprattutto sugli ultimi 45 cm del colon. Il più delle volte non provocano disturbi, ma se si infiammano o si infettano, prende il via una diverticolite.

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Quali sono i sintomi della diverticolite?

  • SPASMI / DOLORI addominali localizzati sul lato sinistro della pancia;
  • Periodi di STIPSI che si alternano con attacchi di DIARREA.

Manna Composta Sciroppo

Stipsi abituale, colon danneggiato da abuso di lassativi, colon irritabile, diverticolite; come preparazione mucillaginosa nelle gastriti ed enteriti.


Quali sono le cause della diverticolite?

  • alimentazione sbagliata e povera di fibre;
  • bibite ghiacciate;
  • fumo;
  • obesità;
  • meteorismo e/o stitichezza (stipsi) croniche;
  • difese immunitarie deboli;
  • mucosa intestinale debole;
  • assunzione di alcuni farmaci (terapie cortisoniche, chemioterapia);
  • CAUSE PSICOLOGICHE: stress, ansia, frustrazioni, insoddisfazioni ecc. Secondo la medicina cinese gli spasmi della diverticolite sono un “messaggio cifrato” che segnala frustrazioni che viviamo sul lavoro, nella vita di coppia, nella quotidianità, e che compensiamo proprio con un’alimentazione sbagliata.

diverticolite-cause-pancialeggeraL’intestino è il nostro secondo cervello e diventa la valvola di sfogo privilegiata delle emozioni più profonde. Se non riusciamo a realizzare quel che vogliamo o manchiamo un obiettivo prefissato da troppo tempo, l’intestino rallenta le sue funzioni e, complice la stipsi, la diverticolite ha la strada spianata.

Se invece viviamo con paura le prove che dobbiamo affrontare nel quotidiano, l’intestino si muove troppo, provocando attacchi di diarrea e infiammando i diverticoli.

Quali sono i rimedi contro la diverticolite?

1 – Dieta:

Cibi da evitarecibi raffinati, carne, dolci, cibi grassi, prodotti da forno preparati con farina bianca, frutta o verdura con molti semi (lamponi, fragole, more, fichi, pomodori, ecc.), noci, riso, caffeina.

Cibi utili: alimenti che hanno un alto contenuto di fibra (legumi, pane integrale e prodotti di cereali integrali), verdura (cruda o leggermente cotta o fermentata come i crauti), consumare frutta bio non sbucciata, frutta secca: uva, prugne, albicocche e datteri.


Guarisci il tuo Apparato Digerente
… e risolvi reflusso gastroesofageo, alitosi, cattiva digestione, disturbi alla cistifellea, ulcere, coliti, diverticolite, emorroidi, costipazione, sindrome del colon irritabile e molto di più. Un metodo naturale.

2 – Altri consigli:

  • Mantenere un consumo di liquidi costante e bere una quantità sufficiente di liquidi
  • Assicurare regolarità intestinale e pulizia del colon regolare
  • Fate regolarmente attività fisica
  • Non usare lassativi o supposte
  • Non fumare
  • Allontanare le tensioni con calmanti naturali, massaggi rilassanti e meditazione

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Il materiale pubblicato ha lo scopo di permettere il rapido accesso a consigli, suggerimenti e rimedi di carattere generale che medici e libri di testo sono soliti dispensare per il trattamento della diverticolite. Tali indicazioni non devono in alcun modo sostituirsi al parere del medico curante o di altri specialisti del settore.

Esaltatori di sapidità – cosa sono, dove si trovano e quanto male fanno?

Siamo abituati tutti ormai a leggere le etichette dei prodotti alimentari prima di decidere se acquistarli o meno. Fra gli ingredienti di tanti prodotti (dadi da brodo, condimenti, alimenti in scatola, piatti preparati, snack, alimenti surgelati, patatine ecc.) troviamo spesso gli esaltatori di sapidità, a volte contrassegnati con dei numeri preceduti dalla sigla E. Ma cosa sono gli esaltatori di sapidità e a cosa servono?

Cosa sono gli esaltatori di sapidità?

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Gli esaltatori di sapidità sono additivi alimentari (sostanze impiegate nell’industria alimentare durante la preparazione, lo stoccaggio e la commercializzazione di prodotti destinati all’alimentazione) che hanno il ruolo di potenziare il sapore degli alimenti. I più noti sono i glutammati.

Tutti gli additivi alimentari sono catalogati e valutati dal Ministero della Salute, che aggiorna costantemente la normativa sull’utilizzo di essi.


Quello che le Etichette non Dicono
Guida per uscire sani dal supermercato

Quali sono gli esaltatori di sapidità consentiti?esaltatori-sapidità-approvati-pancialeggera

1 – GLUTAMMATI

  • E620 Acido glutammico
  • E621 Glutammato monosodico
  • E622 Glutammato monopotassico
  • E623 Diglutammato di calcio
  • E624 Glutammato monoammonico
  • E625 Diglutammato di magnesio
  • E626 Acido guanilico
  • E627 Guanilato di disodio – Guanilato di sodio
  • E628 Guanilato di dipotassio
  • E629 Guanilato di calcio

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I glutammati fanno parte della categoria degli additivi naturali.

Il glutammato viene addirittura prodotto naturalmente dal corpo umano. Questa sostanza è molto importante perché responsabile del metabolismo delle cellule cerebrali. Il nostro organismo la usa inoltre per la memoria, per la trasmissione del dolore, per la crescita corporea, la regolazione del peso corporeo e il controllo dell’appetito.

In natura i glutammati fanno parte delle proteine alimentari e sono presenti sotto forma di acido glutammico nel pollame, nel pesce, in alcuni ortaggi, legumi, funghi, formaggi e nei granchi.

2 – INOSINATI – si trovano soprattutto nei cibi stagionati:

  • E630 Acido inosinico
  • E631 Inosinato di disodio
  • E632 Inosinato di dipotassio
  • E633 Inosinato di calcio
  • E634 Calcio 5′- ribonucleotidi
  • E635 Disodio 5′- ribonucleotidi
  • E636 Maltolo
  • E637 Etilmaltolo
  • E640 Glicina e Sale sodico della glicina 

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Gli esaltatori di sapidità più utilizzati sono E620 (acido glutammico) e E640 (glicina). Questi esaltatori riproducono il gusto della carne e si trovano nelle minestre, nelle salse o nei piatti pronti.

Lo sapevi che: Molto spesso le scritte quali aroma, condimento, estratto di lievito, pomodoro in polvere, concentrato di siero del latte ecc. possono indicare la presenza di esaltatori di sapidità (glutammati).

Ma quanto male fanno e quali sono gli effetti negativi del consumo eccessivo di esaltatori di sapidità?

Tutti gli esaltatori di sapidità contribuiscono ad aumentare il nostro senso di fame, ci inducono a mangiare di più. Gli esaltatori di sapidità stimolano l’appetito ed inibiscono il senso di sazietà, quindi serve prestare un’attenzione particolare ai prodotti alimentari da acquistare, se si desidera dimagrire.

GLUTAMMATI

  • “Sindrome da ristorante cinese” – un insieme di sintomi fastidiosi, come mal di testa, nausea, vomito, crampi addominali, diarrea ecc, provocati da alterazioni del sistema parasimpatico, dovute al consumo eccessivo di acido glutammico e glutammato monosodico, che inibiscono la soglia di eccitabilità dei neuroni.
     sindrome-ristorante-cinese-pancialeggeraLo sapevi che: La sindrome da ristorante cinese è considerata da tanti un mito culinario. La sindrome ha questo nome perché nel 1968 il dottor Robert Kwok scrisse una lettera descrivendo di riscontrare "una strana sindrome ogniqualvolta mangio in un ristorante cinese, specialmente quelli che servono cibo della Cina del nord".
  • Intolleranza alimentare con sintomi da intossicazione anche in seguito all’ingestione di piccole dosi.
  • Disturbi gastro-enterici (E622)
  • Effetti lassativi (E625)
  • Attacchi d’asma in persone sensibili (E623)
  • In modo particolare E624 è da escludere dalla dieta dei bambini, perché caratterizzato da una tossicità elevata.
  • Sudorazione eccessiva.

INOSINATI

  • Facilitano l’insorgere della gotta
  • In modo particolare E634 ed E635, che si trovano soprattutto nelle patatine fritte in busta, sono vietati in alcuni paesi, perché possono indurre iperattività e asma.esaltatori-sapidità-asma-pancialeggera
  • L’utilizzo di E636 ed E637 è vietato in Europa, perché non esistono ancora dati sufficienti sulla loro tossicità. Tuttavia si possono trovare negli alimenti tostati e vengono usati per potenziare l’aroma dei prodotti confezionati.
  • Anche E640 è leggermente tossico. Si trova soprattutto nei cibi contenenti saccarina.

Quali sono le alternative salutari?

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  • Cucinare con ingredienti freschi.
  • Utilizzare esaltatori di sapidità naturali per insaporire i piatti: spezie naturali, erbe aromatiche, aceto, aglio, cipolla, concentrato di pomodoro, pesto, salsa so soia, curry, curcuma ecc.
  • Oppure semplicemente limitare il consumo di prodotti precotti, alimenti in scatola ed altri prodotti contenenti esaltatori di sapidità.

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I TANNINI – cosa sono e perché fanno tanto bene?

Da sempre ci viene consigliato un bicchiere di vino rosso al giorno (vino buono!), e non è un consiglio da sottovalutare. E’ la presenza dei tannini a rendere il vino un elisir di “salute” e di “longevità”. Ma vediamo cosa sono i tannini e perché fanno tanto bene al nostro organismo?

Cosa sono i tannini?

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I tannini sono una classe di composti aromatici di natura polifenolica, di sapore astringente.

I tannini sono molecole utili per la salute umana, sono sostanze sintetizzate nelle piante e in particolare sono associati ai tessuti legnosi.

Il ruolo biologico dei tannini è quello di difesa – rendono meno gradevole la pianta a seguito di un attacco dei predatori (la loro espressione si ha in corrispondenza dei punti di lesione della pianta). A testimoniare questo fatto è il sapore sgradevole e astringente caratteristico dei tannini, dovuto alla loro capacità di precipitare le proteine.

Dove si trovano i tannini?

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1 – piante arboree ed arbustive, a livello della corteccia (quercia, acacia, mirto, tara, mimosa ecc.) – Una delle piante che si predilige per la raccolta dei tannini è il castagno. La concentrazione di tannini nella pianta può raggiungere anche il 9%.

2 – frutta (uva, cachi, mirtillo, melograno, mela cotogna, frutti di bosco ecc); Tannini-frutta-pancialeggera

3 – tè,

tannini-cioccolato-pancialeggera4 – cioccolato,

5 – orzo,

6 – in alcune erbe (sorgo ecc.)

“Ho goduto di grande salute fino alla tarda età, perché tutti i giorni da quando mi ricordo ho consumato una bottiglia di vino, tranne quando non mi sono sentito bene. Allora ho consumato due bottiglie.”
(Vescovo di Siviglia)

Proprietà dei tannini

I tannini sono sostanze capaci di produrre effetti benefici sull’organismo se assunti nella dieta per lunghi periodi di tempo, hanno importanti proprietà “nutraceutiche” (alimenti-farmaci):

1 – Apparato gastro-intestinale:tannini-intestino-pancialeggera

Assunti per via orale, con l’alimentazione ad esempio, i tannini raggiungono immodificati l’intestino, dove sono trasformati, ad opera della flora batterica. A questo punto possono esercitare la loro:

    • azione astringente (una volta a contatto con le proteine della mucosa del digerente, rendono quest’ultima poco permeabile. In questo modo la mucosa del tratto digerente è protetta da parassiti e sostanze irritanti e riduce la secrezione);
    • antinfiammatoria;
  • antidiarroica (determinata dalla formazione di uno strato protettivo di proteine coagulate, sulla mucosa intestinale che riduce lo stimolo alla peristalsi intestinale, limita il passaggio di microrganismi patogeni e inibisce l’azione di proteine infiammatorie. Lo stesso meccanismo d’azione consente ai tannini di esercitare un’azione anti-ulcera);
  • antibatterica;
  • emostatica (dovuta a vasocostrizione e aumentata coagulazione);
  • antiossidante.

tannini-antiossidante-pancialeggera2 – proprietà antiossidanti 

proteggono i tessuti dall’azione dei radicali liberi dovuti ai processi di invecchiamento cellulare; capacità di contrastare l’invecchiamento dell’epidermide e la caduta dei capelli;

3 – proprietà anticancerogene,

essendo capaci, in determinate circostanze, di bloccare la crescita delle cellule tumorali (Ye et al., 1999), mentre diversi altri studi ne hanno indagato la funzione di agenti protettori rispetto a patologie del tratto urinario, del sistema cardiovascolare e di quello immunitario;

4 – azione antibiotica, antivirale e antifungina:

svolta dai polifenoli, che si trovano in modo particolare nel tè;

5 –  azione emostatica:

determinata da una vasocostrizione dei vasi e dalla precipitazione delle proprietà ematiche a favore della formazione del trombo;

6 – capacità di elevare le prestazioni sessuali;

7 – somministrati per via topica, i tannini:

  • sono utilizzati per trattare la dermatite (i tannini interagiscono con le proteine di superficie, formando uno strato protettivo, che limita sia lo sviluppo batterico, sia la secrezione da parte del tessuto infiammato);
  • hanno un effetto vasocostrittore;
  • aiutano la rigenerazione di piccole ustioni o ferite.

tannini-frutta-pancialeggeraL’autunno è la stagione giusta per fare il pieno di tannini: l’uva, le castagne, il vino novello, le mele cotogne ecc. Altro che stagione di malanni, è la stagione del benessere puro! Approfittiamone!

 

 


Consigli di lettura:

Non solo il vino, ma anche centinaia di prodotti derivati dal trancio di vite e dalle sue foglie possono avere effetti benefici sulla pelle, la circolazione, le forme di stress, l’invecchiamento.

Vinoterapia
In salute con il vino e con la vita

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